La notizia è arrivata tramite una e-mail qualche giorno fa.
E forse non sarà raccolta dai giornali:
Cher tous, c’est avec joie et grand plaisir que j’ai reçu cette note de reconnaissance pour le travail abbattu depuis tant de jour. Je vous laisse savourer le contenu et je vous remercie pour votre appui et participation à cette reconnaissance populaire.
Mes remerciemments vont particulièrement vers le Père DON BEPPE TAGARIELLO qui a vu en premier cette revelation et m’a dit: Justin tu as le charisme et tu peux y arriver. Merci mon Père.
Mes remerciemments vont aussi vers un autre HEROS VIVANT, j’ai cité le SENATEUR BERSANI. Merci pour ton soutien et ton encadremment.
Merci à vous tous. Amitiés, Justin.
Quella accanto è una delle centinaia di foto scattate in quelle entusiasmanti giornate. Ho scelto questa perché, purtroppo solo in parte, rappresenta più delle altre il senso di quell’impresa e il ruolo giocato da Justin. C’era un sacco di gente quella mattina a Muzinzi, orgogliosa di mostrare alla delegazione castellana e imolese la felice conclusione di un’impresa frutto di molte virtuose sinergie. Justin sta spiegando a tutti noi gli elementi tecnicamente rilevanti dell’opera. Intorno ci sono gli uomini del villaggio e alla fonte una donna: a loro, alle donne e ai bambini tocca questa funzione.
Dal 5 febbraio 2005 la loro fatica sarà decisamente ridotta e la loro gioia ce la cantarono a lungo prima, durante e dopo l’inaugurazione. Tutto questo avvenne nella prima decade di febbraio del 2010, quando ancora non si era spento quel terribile focolaio di guerra origine di un terribile genocidio. In questo ambiente Justin Ntaboba insieme a giovani studenti, a laureati, donne e uomini impegnati fino alla morte (per alcuni proprio vera) per il riscatto del loro popolo, stimolati in gran parte dalla vicinanza spirituale di don Beppe e del gruppo dell’oratorio San Giacomo di Imola, hanno avviato e portato a termine realizzazioni poderose che fanno sperare in un futuro migliore per loro, per le loro famiglie spesso colpite direttamente, per il loro Paese. Con un di più che va Continua »
Giovanni Bachelet non è tra i parlamentari più visibili, nonostante la sua attività sia intensissima.
Ho così pensato, prima dell’incontro sulla scuola a Osteria Grande (BO) nel quadro della campagna elettorale per le regionali (vedere il programma in fondo), di offrirne un ritratto, forzatamente incompleto, attraverso alcuni flash degli ultimi mesi …
1. La partecipazione al ricordo che la RAI ha dedicato a suo padre Vittorio ucciso 30 anni fa dalle brigate rosse. Da non perdere (Clicca qui).
Alcuni interventi giornalistici o in Parlamento:
2. Logica riforma è solo quella dei tagli . (Clicca qui)
3. Così si cambia in peggio. Toccherà rimetterci mano. (Clicca qui)
4. Professori universitari: età pensionabile a 75 anni? (Clicca qui)
… .e la maggioranza è stata battuta.
5. Gelmini non fa riforma, ma soliti tagli. (Clicca qui)
6. Su sito Palazzo Chigi refuso o cambiata idea? (Clicca qui)
7. La mannaia del governo sulla scuola pubblica. (Clicca qui)
8. Intervento in aula contro il legittimo impedimento. (Clicca qui)
Bisogna capire che è urgente. Non possiamo permettere che in Italia si produca un arretramento progressivo dell’intero sistema scolastico. Ne sanno qualcosa le famiglie che hanno i figli a scuola.
E allora che cosa c’è di meglio del tempo in cui si fanno le iscrizioni?
Nelle famiglie si pensa con entusiasmo già all’anno prossimo, ai piccoli che entreranno nella scuola dell’infanzia, ai più grandicelli che Continua »
Se ne parlerà giovedì prossimo 18 marzo alle ore 21 presso il Circolo Pavese in Via del Pratello 53. Organizza L’Istituto Regionale
di Studi Alcide De Gasperi di Bologna. È il secondo incontro. Sono andato al primo e non sono riuscito ad entrare. Questa volta si è deciso per una sala più capiente. L’interesse è, ovviamente. molto alto. Come è ormai sempre molto alto l’interesse per tutte le iniziative dell’Istituto. Ricerche e approfondimenti sempre di qualità. Merito a Domenico Cella che ha lavorato sempre con grande serietà e impegno senza mai confondere studio e orientamento politico.
Bologna perché, 2° puntata: quale percorso virtuoso?
Questo il tema per affrontare il quale l’Istituto offre la possibilità di leggere in anteprima un saggio del relatore all’incontro, il dott. Marco Valbruzzi, redatto in collaborazione con la dott. ssa Antonella Seddone, sulle elezioni primarie tenutesi a Bologna il 13 e 14 dicembre 2009, quelle dalle quali scaturì la candidatura del Sindaco ora dimissionario. Continua »
Ho ricevuto questo comunicato dai
COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE
Lo riproduco nella sua interezza senza alcun commento. Invito – come sempre – a leggerlo e – se lo si crede – a commentarlo.
Nell’aderire alla manifestazione nazionale del 13 marzo contro l’ulteriore ferita alla legalità costituzionale
realizzata attraverso l’abuso della decretazione d’urgenza per incidere su una competizione elettorale in corso, i Comitati Dossetti per la Costituzione osservano che da molto tempo nel nostro Paese è in atto una vera e propria emergenza democratica.
I principi fondamentali della Costituzione ogni giorno sono calpestati e vilipesi da una politica che persegue come suo obiettivo di fondo lo smantellamento dei beni pubblici repubblicani ed il rovesciamento delle garanzie poste a presidio della democrazia.
Ma proprio il fatto che l’attuale crisi sia esplosa in periodo elettorale attorno alla necessità di risolvere un problema di rappresentanza apertosi in due regioni per il maldestro comportamento di funzionari del partito di governo e per loro esclusiva responsabilità, richiama drammaticamente il fatto che una ben più grave lesione del principio di rappresentanza è in atto da anni nel nostroPaese, da quando è stato introdotto il sistema maggioritario e nelle leggi elettorali si è ricorso ad ogni artificio per trasformare gli eletti in delegati nominati dalle segreterie, per escludere dal Parlamento e dalle istituzioni forze sgradite ai partiti maggiori, per costringere le forze politiche ad innaturali alleanze, per Continua »
Bisogna capire che è urgente. Non possiamo permettere che in Italia si produca
un arretramento progressivo dell’intero sistema scolastico. Ne sanno qualcosa le famiglie che hanno i figli a scuola. C’è un interessante articolo inchiesta di Flavia Amabili su LA STAMPA di oggi. Lo riporto volentieri, perché rappresenta lo stato di degrado progressivo cui la scuola è sottoposta provvedimento dopo provvedimento. Per carità, nessuno nega che qualche Lira fino al 2000 e qualche Euro negli ultimi anni i genitori abbiano sborsato per integrare lo scarso materiale didattico messo a disposizione dalla scuola, ma che prima i Comuni abbiano dovuto supplire alle restrizioni dello Stato centrale, fornendo gli insegnanti di sostegno, i docenti o gli educatori per attività curricolari e che ora si giunga a rendere di fatto obbligatori versamenti che raggiungono anche 200 euro annui, appare francamente troppo. Diventa necessario ribadire allora il dettato degli articoli 3 e 34 della Carta Costituzionale “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …” “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Ricordare però non basta. È necessario mettere in evidenza il danno procurato alla scuola con i tagli operati, perché unicamente di tagli si tratta e non di riforme. Occorre far sapere che, operando in questo modo, il governo fa pagare proprio a chi ha meno risorse. Fa doppiamente pagare, trasformando gradualmente la scuola pubblica da gratuita a pagamento e abbassandone decisamente la qualità in ragione della frammentazione dell’insegnamento. C’è molto altro da aggiungere, ma ne parleremo nella mattinata di sabato 20 marzo a Osteria Grande con Anna Pariani e Giovanni Bachelet. In preparazione leggiamoci questo. Continua »
Era su la Repubblica del 3 marzo scorso. Me l’hanno inviato i Giovani Fim-Cisl tramite Facebook.
Li ringrazio,perché mi pare che si connetta molto bene con alcune riflessioni a proposito di scuola, di formazione, di lavoro, di famiglia, di crisi, di futuro. Insomma un articolo di “sintesi” sul quale riflettere anche in funzione delle scelte politiche da operare. Riflettiamo, cari amici e care amiche. Riflettiamo! L’attacco delle destre alle famiglie, ai lavoratori e ai precari si fa ogni giorno più cinico e accanito come dimostra l’approvazione definitiva al Senato da parte del centrodestra del c.d. collegato al lavoro.
Andate nel reparto maternità di qualsiasi ospedale. Guardate due culle vicine. I due neonati sembrano
uguali, ambedue sani, vispi, vitali. Ma voi siete già in grado di dire che quello a sinistra, da adulto, guadagnerà almeno il 20 per cento in più di quello a destra, 2.500 euro al mese, ad esempio, invece di 2 mila. Come fate a dirlo? Semplice, quello a sinistra è figlio di un ingegnere. Non che quello a destra sia figlio di un barbone. Suo padre, in fondo, è ragioniere. La distanza fra i due titoli di studio paterni non sembra un abisso: ma è sufficiente per prevedere, con buona approssimazione, i loro, futuri, rispettivi redditi. Del resto, il bambino ancora più a destra, da adulto, porterà a casa non più di 1.500 euro al mese: suo padre è un operaio, che non è andato al di là delle medie inferiori. Continua »
Non mi piace, ma devo proprio aprire con un richiamo al passato. Poche righe, ma
indispensabili. Durante la mia discretamente lunga avventura di maestro nelle scuole elementari della Repubblica ho cercato sempre di rispondere alle molteplici domande che la scuola pone a un insegnante. Che cosa vai a fare tutte le mattine? Qual è il fine che ti guida? Ce l’hai chiaro? C’è una scala di valori che ti compete di sviluppare nelle persone dei ragazzi, lo sai? Vedi chiaro nelle competenze che dovranno acquisire nel tempo in cui ti sono affidati? Conosci bene i contenuti, i metodi, le tecniche migliori? Continua »
Nel post del 17 scorso ho fatto cenno all’intenzione di cambiare la Costituzione manifestata dal Presidente del Consiglio.
Credo che valga la pena di continuare, segnalando a tutti i lettori che sabato scorso 13 febbraio si sono riuniti i Comitati Dossetti per la Costituzione. È la ripresa di un’attività partita con l’appello del 1994 di don Giuseppe Dossetti.
Alcuni costituzionalisti presenti hanno messo in evidenza con grande chiarezza quali pericoli comporta una operazione come quella annunciata, tenuto conto, soprattutto, delle propensioni manifestate intese a scalfire, anche profondamente impianto ed equilibri della Carta fondamentale.
Penso che valga la pena di riservare uno spazio adeguato a questo processo e all’attività dei Comitati, per rimanere costantemente aggiornati sulle proposte, per valutarle con chi vorrà, per entrare in profondità nei contenuti e sulle conseguenze delle riforme.
Queste intenzioni sono ben espresse dal documento d’intenti con cui si è chiusa l’assemblea del 13 febbraio 2010.
Lo verifico anche dalla montagna di posta che ricevo ogni giorno: c’è un giusto fermento in giro! E sono parecchie, fortunatamente, dopo o insieme alle manifestazioni di sconcerto, di rabbia, di resa, anche le iniziative di chi – con coraggio e senso della realtà – si avventura nella proposta. Insieme a coloro che – per quanto stremati da sventure ed errori innegabili dei leader il cui andarsene non ripiana un bel nulla – continuano con semplicità a dare gratuitamente tempo e passione perchè non si debba rinunciare alla realizzazione del sogno.
Questo nostro popolo è un popolo ricco di doti: sa mettersi al servizio, sa entusiasmarsi di fronte a idee nobili e lungimiranti,
sa anche rialzarsi in piedi con dignità. Dobbiamo fare molta attenzione a non umiliarlo tentando di fargli credere che non è successo niente e che noi siamo migliori perchè ci dimettiamo. Noi siamo soggetti a sbagliare come tutti gli uomini e le donne di questo mondo e – certo – la dignità dell’andarsene è apprezzabile, quando la caduta danneggia il bene comune (vorrei vedere!), ma ciò che dobbiamo esigere è che i nostri iscritti, militanti, simpatizzanti, dirigenti. leader e amministratori mettano in mostra nella quotidianità dell’impegno la correttezza dell’agire, la trasparenza delle scelte e la gratuità dell’impegno politico.
E poi ci sono gli altri. Quelli che ci governano e cercano, giorno dopo giorno, di convicerci che adesso, arrivati al governo, possono starci senza rendere conto di nulla. A nessuno.
Ma non voglio parlare di loro. Sarebbe solo uno sfogo in più. Continua »
E’ con grande tristezza che vi inoltro questa mail.
La stessa cosa è successa alle lavoratrici della Perla, che ora ha trasferito la produzione in Cina, della Mandarina Duck, ecc.
Anche se il nostro caro presidente del consiglio parla di segni positivi, ho la netta impressione che quest’anno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per l’Italia.
Queste sono le parole con cui Lina introduce il documento che oggi riporto perché chi legge su questo blog possa meglio rendersi conto della tragica durezza della crisi economica che non risparmia certo i nostri territori.
Tags: Lettere


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