Vi sono notizie molto importanti che non arrivano se non attraverso canali privati ai quali non tutti riescono ad
accedere. Fortunatamente Internet permette esplorazioni a tema che consentono di informarsi e approfondire. Purtroppo è ancora un privilegio di pochi.
E’ quasi per caso che ho scoperto le conclusioni della Conferenza di Cochabamba e ho potuto così “fare conoscenza” non mediata con Evo Morales, il presidente della Bolivia e con il suo dinamismo proiettato su alcuni grandi temi da non dimenticare.
Riporto anche una nota dell’agenzia ADISTA che offre una breve panoramica di sfondo entro cui collocare questo intervento che propongo per intero. Continua »
Ho provato oggi a chiedere ai miei nipoti se sapevano perché non c’era scuola,
oggi. Dev’essere la festa della …mamma , … no… del papà … no… della Madonna…
Chiara, tu che fai la quarta… non hai visto niente di bianco rosso e verde, venendo sin qui? nemmeno tu Lorenzo? boh?
E allora mi è balzata agli occhi con nitidezza l’immagine di mio padre e di mia madre il 2 giugno 1946. Io non avevo ancora 5 anni e mi portarono con loro al seggio. E non erano nemmeno d’accordo sulla scelta. Lei teneva per la monarchia e lui per la repubblica. Vinse la repubblica.
Ma il bello di quel giorno non era quale scelta, era la libertà di scegliere. Mia madre, come tutte le italiane, votava per la prima volta nella sua vita e mio padre sentiva tutta la forza di questa conquista.
Lui forse era stato chiamato a qualche referendum durante il ventennio… per lo meno se lo ricordava, quando chi non aveva votato secondo il volere del regime rischiava di essere punito all’uscita dal seggio (bastone e olio di ricino).
Io non potevo essere consapevole di tutto questo, ma poi negli anni ne parlammo … i miei genitori, sempre molto sobri nei giudizi, mi aiutarono a capire e mi si rinnova ogni anno l’emozione di aver partecipato a quella giornata profumata di libertà. Continua »
Ho assistito ieri sera all’intervista a Ezio Mauro condotta da Fabio Fazio.
Non avevo mai sentito tanta spontanea drammaticità in un uomo acuto, lucido, sempre razionale, ma incapace di nascondere ai lettori la realtà che da ormai troppo tempo minaccia, come una spada di Damocle la nostra vita democratica. Ascoltare quell’intervista è un dovere morale per ogni sincero democratico. Ha degli inconfondibili accenti formativi alla democrazia. Chi non s’è accorto che stiamo camminando sul filo è ora che apra gli occhi. Sento di dovere gratitudine nei confronti di uomini e donne che di tanto in tanto provano a scuoterci da questo maledetto torpore in cui siamo piombati.
Persino Ciampi uomo dal grande senso della misura non è riuscito a tacere e a dire di aver avuto paura. Mi domando che cosa deve ancora succedere perché gli italiani assopiti sentano che non basta mugugnare. Occorre reagire, occorre fare resistenza a questa azione instancabile del governo e del suo capo che conta proprio sul dèmone dell’indifferenza e della rassegnazione instillato con una pazienza degna di miglior causa da media controllati che agli italiani nascondono le notizie o gliele presentano sempre addolcite dal sorriso ghignoso del cosiddetto premier. Continua »
Non è raro in questi giorni di riflessione (per chi riflette), sentir esprimere persino una sorta di
ammirazione per la Lega e i leghisti. Per qualcuno par quasi che si debba inseguire il “legapensiero” in particolare sui temi dell’immigrazione (piacciono davvero i respingimenti?), della sicurezza sociale (ci portano via il lavoro e la casa e a scuola mangiano e non pagano), della sicurezza pura e semplice (ma le ronde sono proprio una soluzione?) dei diritti (ha un senso accettare in ospedale solo chi ha un regolare permesso di soggiorno?) della cultura (ma davvero è così importante saper bene il dialetto? o non è – invece – il caso di reimpostare lo studio delle lingue ?), di quelli che plasmano la nostra identità tra cui la religione e – aggiungerei – la storia, visto che celebriamo il 150° anniversario dell’unità nazionale.
Sì, sì, vanno casa per casa, fanno i banchetti con perseveranza, e … sanno essere convincenti. Bravi loro! Ma alimentano paura e livore, demonizzano il più debole, anche quando il più debole è italiano, per esempio del sud.
Mi è piaciuta questa riflessione di un vescovo – monsignor Luigi Bettazzi – che non ha mai fatto mistero della necessità di dialogo fra chi si ispira al Vangelo e chi parte dai principi del Capitale.
Ha ora 87 anni, ma conserva una freschezza e una invidiabile capacità di dire pane al pane e vino al vino che poi è solo l’applicazione dell’imperativo evangelico “Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno” (Mt 5,37)
Ma vale la pena di passare alla lettura. Continua »
Come sempre Barbara Spinelli coglie nel segno! Non è difficile condividere qualche preoccupazione sul futuro dell’Europa se appena si è prestata qualche attenzione alla vicenda della Grecia e alle misure che il governo italiano, al pari degli altri governi europei sta predisponendo.
Ho letto la riflessione della Spinelli, come sempre documentata e appassionata. La ripropongo e mi pongo una domanda. Ma i nostri parlamentari hanno detto qualcosa? Anche solo per sollecitare la dovuta attenzione nei loro territori di provenienza e nei partiti di appartenenza. Se non lo fanno loro, a chi toccherà mai?
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| BARBARA SPINELLI | |
| E’ impressionante la forza che possiede la stupidità, nella vita degli Stati europei e in quella dell’Unione. La crisi economica iniziata nel 2007 avrebbe dovuto insegnar loro un po’ d’intelligenza supplementare, e persuaderli che i tempi dell’incertezza erano finiti, che la politica doveva riacquistare un primato, che l’ora di un governo europeo era infine sopraggiunta. Invece si direbbe che la crisi non abbia impartito lezione alcuna, nonostante le grandi spese che l’Unione si sta sobbarcando. Continua » | |
Qualche giorno fa avevo a malincuore diffuso la notizia che le primarie erano in pericolo. L’avevo, con molta tristezza scritto a
molti amici e compagni lamentando che in previsione di un appuntamento come quello dell’Assemblea nazionale nel nostro territorio non si fosse svegliato nessun rappresentante per far sapere di cosa si sarebbe parlato. In secondo luogo riferivo che ci sarebbero state votazioni per modificare lo statuto su temi che avrebbero cambiato seriamente la fisionomia del partito. Soggiungevo che mi sarei aspettato almeno una convocazione della Direzione di Federazione con un preavviso utile per sentire la base, ovvero i Circoli. Questo è rimasto un pio desiderio, ma fortunatamente esiste internet, esistono le e mail e i militanti le sanno usare. La protesta non ha tardato a farsi sentire, qualche segnale positivo lo avevo raccolto nell’ambito dei Democratici Davvero e … adesso tiriamo un sospiro di sollievo.
Speriamo solo che l’Assemblea Nazionale non faccia scherzi.
(ANSA – AGI) – Roma | “La Commissione statuto ha risolto oggi un problema su cui il PD si e’ diviso ripetutamente, da ultimo Continua »
In questi giorni lo fanno un po’ tutti. Sui giornali, nei circoli, nei club, nelle sezioni, nei bar, nelle case. Dal valutare l’esito delle
elezioni nessuno si esime. E per fortuna! Lo dico perché credo che anche questo esercizio sia un sintomo che lo stesso fenomeno dell’astensione – così elevato – non è disinteresse politico, come non è per niente sensato tacciare di antipolitica il voto attribuito al movimento “5 stelle” di Beppe Grillo. Certo non è un bel momento per la politica, ma dare la colpa dei propri insuccessi a chi ha inviato il segnale del disagio o della sfiducia per nascondere i propri errori è soltanto “infantile”. È ciò che fanno i bambini di fronte a una marachella scoperta. Cercano subito di attribuire ad un altro la responsabilità.
Credo che anche nel mio partito, il PD, si debba senza timori andare a fondo per scoprire gli errori. Il rischio, invece, di cercare prevalentemente le scusanti, è ben presente soprattutto nella classe dirigente che – come sosteneva il 3 aprile scorso Nadia Urbinati in un fondo di Conchita De Gregorio su l’Unità – non sempre è abbastanza “libera” da poterlo fare.
Ma oltre ai partiti, ci sono altri luoghi nei quali avviare il confronto e l’analisi, le associazioni. Una di queste, Argomenti 2000 (http://www.argomenti2000.it/), la cui newsletter ricevo puntualmente, affronta proprio il tema della valutazione dei risultati elettorali, indicando anche due iniziative prossime aperte a tutti, con un contributo di Ernesto Preziosi, direttore della Promozione Istituzionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Continua »
Alîgher, ragazû! Só con la vétta!
Avîv sintó äl canpèn? I an dè la målla!
E… s a fóssi curiûs d savair cum fólla,
A i è un bèl liber con sta stória scrétta.
Al dscårr d’un Crésst, al fiôl d’un operèri
Ch’gêva a la zänt – L’è åura ed dèri un tâi,
A fer’s däl mèl… finéss ch’an s finéss mâi…
E se ón t dà un smataflån, brisa mulèri
Un chèlz: fà té al prémm pâs, anc s l è dal tôrt.
Finé malâz, in cråus cme un brótt ladrån.
La sô mamà zighèva, l’era môrt.
Chi l arêv détt che al cåulum d la dspraziån
Al s srev fât vadder anc s i srevn äl pôrt?
… E incû l è fèsta d la Risureziån! Continua »
È arrivata ieri. Una nuova mail di Justin con le foto della consegna del riconoscimento da parte della SAJECEK (Sinérgie des Associations des Jeunes pour l’Éducation Civique, Électorale et la promotion de leadership cohésif au Sud Kivu) del Brevet de Mérite di cui avevo già avuto occasione di parlare.
Ne approfitto per aggiungere una piccola “galleria fotografica” alla quale aggiungo alcune immagini dell’inaugurazione degli acquedotti di Muzinzi e Mubone dei primi giorni di febbraio 2005 che molti amici di Castel San Pietro e non solo non hanno mai visto. Continua »
Succede talora di leggere qualcosa e di desiserare di poterlo commentare insieme ad altri, un familiare, un amico. Quando capita nella realtà, si accompagna quasi sempre ad emozioni che ci piace di manifestare all’interlocutore. La soddisfazione per aver trovato la conferma di un proprio pensiero, il piacere di un utile approfondimento, l’apertura di squarci che chiariscono aspetti finora confusi, la scoperta di interrogativi mai posti prima, ma anche il disappunto per l’incontro con idee non condivise, fino alla rabbia per la scoperta della malafede. E chi più ne ha, più ne metta. Ho pensato così di arricchire questo mio blog con una proposta settimanale da condividere. Come tutti, anch’io ho i miei giornali preferiti e tra le pagine che sfoglio, spesso nella “rete” trovo qualcosa degno di essere letto insieme.
Questo articolo di Gustavo Zagrebelsky risale a qualche giorno fa e mi è stato suggerito casualmente da una persona con cui non parlavo da molti anni, mentre si commentavano a caldo i risultati delle regionali e si condividevano delusioni e caparbiertà necessaria a non mollare mai, soprattutto nei momenti difficili. È stato lì che la signora “L” mi ha suggerito questa lettura che sicuramente fa pensare… Come sempre l’invito è a leggere e, se non pesa troppo, a commentare.
La Repubblica, 26/03/2010
Tra tutti i regimi politici, la democrazia è quello che più si presta a generare e mimetizzare oligarchie. Oggi, questa tematica è trattata parlando di caste. Nessuno, credo, pensa alle caste indiane o ai mandarini cinesi. Continua »

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