admin on Dicembre 12th, 2010

Ormai ci siamo.parlamento

A chi non l’avesse annotato sull’agenda, ricordo che il 14 dicembre è previsto il voto di fiducia o – è sperabile – di sfiducia al governo con la fine di una maggioranza vergognosa. Nel frattempo, non riuscendo ad appassionarmi alle rivelazioni di Wikileax, in particolare ai richiami sui comportamenti boccacceschi del Presidente del Consiglio, preferisco dedicarmi a formulare qualche riflessione, stimolato soprattutto da una preoccupazione, quella di non essere colti impreparati nel momento in cui – forse – qualcosa può davvero cambiare. La manifestazione di sabato a Roma ha per me un significato solo: l’Italia si aspetta molto da noi, non deludiamo questo popolo!

Non possiamo permetterci di sbagliare

Sto in pensiero perché, pur avendo capito che al Presidente Napolitano una nuova “maggioranza” consiglierà di aprire la strada a un governo di “responsabilità nazionale” che si occupi di alcuni provvedimenti urgenti per il rilancio dell’economia e – mi auguro – dell’occupazione oltre a modificare la legge elettorale, due interrogativi da brividi mi si affacciano con prepotenza.

Dove e con quali accorgimenti si troveranno le risorse necessarie per affrontare la prima questione e come sarà possibile trovarsi d’accordo in tema di legge elettorale?

Su quest’ultima questione voglio sperare che nel cassetto dei partiti che prenderanno in mano la situazione ci sarà un progetto condiviso. Qualcosa sembra muoversi, ma voglio sperare che i nostri leader non comincino a confrontarsi nel merito della legge elettorale quando sarà troppo facile dire “ormai è troppo tardi”. Sarebbe allora legittimo pensare che ancora una volta le sirene della nomina dei parlamentari da parte dei vertici dei partiti hanno incantato ancora una volta parlamentari in servizio e aspiranti tali. Credo che in quel caso il PD dovrebbe essere irremovibile, affidando la scelta agli elettori attraverso le primarie. Io ho firmato con convinzione l‘appello_di_Concita De Gregorio.Concita

Consiglierei sentitamente di farlo a tutti coloro che con sincerità sostengono che la presente legge elettorale è una vera e propria “porcata” e non consente agli elettori di incidere minimamente sulla scelta dei parlamentari.

Sui provvedimenti per rilanciare l’economia in molti si sono espressi e bisogna riconoscere che Pierluigi Bersani non si stanca di ripetere alcuni concetti fondamentali, la riforma fiscale, mi sembra essere il primo e su questo sarebbero d’accordo in molti, anche Gianfranco Fini. Peccato che avanzi la proposta per finanziare la riforma Gelmini. Non riesco a capacitarmi dello scopo, ma se è d’accordo sul fatto di introdurre questo prelievo, va bene, tanto la riforma Gelmini con tutti i tagli che si trascina dietro, si finanzia da sé.

Insomma temo per il dopo, perché le prospettive sono molto diverse e anche distanti. Tutti paiono convinti della fine di un’era, ma non mi pare ci sia un’idea dominante e condivisa su come si strutturerà il dopo. Oppure le idee sono molto fumose. Non vorrei che venendoci a mancare l’avversario politico da attaccare – giustamente – ogni giorno, finissimo per scioglierci come neve al sole.

Mi auguro, ovviamente il contrario!

Ma come andrà a finire lo sapremo solo fra un paio di giorni.

admin on Novembre 22nd, 2010

Non è un mistero la mia predilezione per un’analista alla quale tutti riconoscono una profondità sempre connessa ad una vastissimaconflitto d'interessi documentazione. Lasciata la Stampa, ritroviamo Barbara Spinelli su Repubblica. Desidero con questo contributo riallacciare un rapporto con i miei “quindici lettori” dopo una parentesi non breve dovuta ad un problemino di salute. Si tratta di una riflessione, come sempre, senza peli sulla lingua. Nel leggerlo ho ritrovato molti pensieri in tema di conflitto d’interessi, in tema di libertà d’informazione, in tema di degrado culturale che qualche volta ho espresso e condiviso con molti amici e compagni. Ho sempre ritenuto e ritengo che le diagnosi debbano essere impietose, soprattutto quando vengono fatte da chi alla salute del “malato” tiene veramente. Non mi interessa particolarmente ritrovare una voce autorevole consonante con pensieri miei, ma credo sia utile, invece, riflettere e magari argomentare il contrario, per non ripetere gli errori commessi.

L’italia del sottosuolo

Barbara Spinellidi BARBARA SPINELLI

Sono settimane ormai che l’annuncio è nell’aria: il governo Berlusconi sta finendo, anzi è già finito. Il suo regno, la sua epoca, sono morti. È sempre lì sul palcoscenico, come nelle opere liriche dove le regine ci mettono un sacco di tempo a fare quel che cantano, ma il sipario dovrà pur cadere. Anche i giornali stranieri assistono al funerale, nei modi con cui da sempre osservano l’Italia: il feeling, scrive l’Economist, la sensazione, è che la commedia sia finita. Burlesquoni è un brutto scherzo di ieri.

In realtà c’è poco da ridere, e il ventennio che abbiamo alle spalle è infinitamente più serio. Non siamo all’epilogo dei Pagliacci, e non basta un feeling per spodestare chi è sul trono non grazie a sentimenti ma a una macchina di guerra ben oleata. Per uscire dalla storia lunga che abbiamo vissuto  –  non 16 anni, ma un quarto di secolo che ha visto poteri nati antipolitici assumere poi il comando  –  bisogna, di questo potere, averne capito la forza, la stoffa, gli ingredienti. Non è un clown che si congeda, né l’antropologia dell’uomo solitario aiuta a capire. I misteri di un’opera sono nell’opera, non nell’autore, Proust lo sapeva: “Un libro è il prodotto di un io diverso da quello che manifestiamo nelle nostre abitudini, nella società, nei nostri vizi”. Sicché è l’opera che va guardata in faccia, per liberarsene senza rompersi ancora una volta le ossa. Continua »

admin on Ottobre 22nd, 2010

Ma che bel telegiornale, mi sono detto, cercando di moderare i termini, mentre assistevo stupefatto al TGtg1-focus di RAI 1 di mercoledì 20 ottobre.

L’attenzione rivolta al delitto di Avetrana è legittima, per carità, l’informazione va data, ma che questa si trasformi in una sorta di orgasmo mediatico multiplo nel corso di tutta la trasmissione, mi pare francamente troppo.

Il conduttore sempre preoccupato di collegarsi con le due inviate, una ad Avetrana davanti al garage della villetta e l’altra da Taranto per aggiornare – si fa per dire – sull’evolversi delle indagini, come se si trattasse di “tutto il calcio minuto per minuto”, trasformano il tg in un’altra cosa. Continua »

admin on Ottobre 7th, 2010

L’approccio può essere vario. Ma il nodo è contenuto in due domande: Posto che siamo europei e non può non interessarci lo stato dell’Unione, launione-europeaprima domanda è “come sta l’Europa?” La seconda, posto che siamo spesso affascinati dalla frase di J. F. Kennedy “Non chiederti cosa il tuo paese può’ fare per te, chiediti cosa tu puoi fare per il tuo paese”, è ” che cosa possiamo fare per l’Europa?”

Pare proprio che l’Europa sia malata. Una malattia che sta nella sua storia, nelle terribili esperienze del novecento, ma anche con le terapie della seconda parte del secolo e in una serie di ricadute di indifferenza e scetticismo dell’ultima parte di questo decennio. Un allargamento controverso, una costituzione non approvata e una situazione di stallo proprio quando ci sarebbe bisogno di più Europa.

Ce ne sarebbe bisogno per dare una spinta forte e positiva al processo di pace in Medio Oriente, per affrontare in modo unitario la grande questione ambientale e dell’energia, per contare in modo decisivo sulle scelte economiche e finanziarie, per dare un contributo credibile alle politiche che perseguono l’uguaglianza di popoli e persone, per dare gambe solide alle grandi utopie senza le quali il mondo non ha mai camminato in avanti. Continua »

admin on Settembre 26th, 2010

adro5Da tempo avrei voluto dire qualcosa a proposito di scuola, ma il suo stato di salute è stato talmente messo a repentaglio che ormai non si riesce a dire quasi più nulla. Verrebbe quasi solo da deprimersi e non si sa neppure se questo processo distruttivo abbia raggiunto il suo apice o se, invece, ci sia ancora spazio per qualche ulteriore sadica cattiveria. Vien quasi da chiedersi quale tipo di gran finale stiano preparando nella cucina del governo.

Mah… Continua »

admin on Luglio 26th, 2010

Sì, credo proprio che ce ne fosse bisogno! Del ruolo dei cattolici nella politica italiana spesso e volentieri si parla e si … straparla. Ebbene, ildon-camillo-peppone livello di sopportazione ha dei limiti e, opportunamente, Famiglia Cristiana ha pubblicato un intervento di Giovanni Bachelet sul quale ritengo doveroso soffermare l’attenzione. Per carità, nessuno intende disconoscere i grandi meriti di statisti, di amministratori, di politici d’altra ispirazione culturale, figurarsi! Ma proprio all’interno del mondo cattolico spesso succede di non riconoscere la caratura di laici cattolici artefici e protagonisti di passaggi ardui della recente storia d’Italia. Questo è, almeno in parte, attribuibile alla diaspora politica dei cattolici, appartenuti per decenni ad una medesima formazione politica e ora distribuiti parte alla destra, parte alla sinistra e parte al centro dello schieramento parlamentare, parte al governo, parte all’opposizione. Situazione che porta inevitabilmente all’acuirsi del dibattito interno.

Ma non ci si può passivamente assuefare all’idea che – di qua o di là – sia la stessa cosa. In una temperie politica come quella presente, scegliere da quale parte stare è fondamentale. Mi sembra che Giovanni Bachelet, con coraggio, metta qualche importante “paletto” utile a fare un po’ di chiarezza in un panorama caratterizzato molto spesso da stomachevoli mistificazioni. Continua »

admin on Luglio 14th, 2010

Molti mi hanno chiesto notizie dopo il tragico incendio del 2 luglio scorso nel villaggio di Sangé. Appena troverò il tempo, non mancherò diIMG_2154 tradurre l’ultima lettera di Pierre. Ma non avrebbe senso aspettare. le notizie, quando sono attese, vanno date subito. Anche in francese, poiché il senso non è poi così difficile da cogliere.

Ne approfitto per farvi conoscere Pierre, al centro di questa prima foto, ritratto con alcuni altri amici di Bukavu.

Chi avrà cuore di continuare, potrà completare anche la documentazione con le ultime immagini che Pierre ci ha mandato.

Mi propongo anche in questi giorni di far sapere se è già possibile di qui dare una mano e come.

Alla prossima.

Ce qui reste de Sangé

(Traduzione in calce)

La communauté tant nationale que nationale se mobilise pour aider la population meurtrie de Sangé, les victimes de brulures, les gens qui ont perdu tout dans leurs maisons prise en flamme pour l’explosion de la citerne de carburant. Les gens souffrent et continuent à souffrir énormément.

Dimanche 11 juillet 2010, notre équipe des amis de Don Beppe, quitte la ville de Bukavu vers 6h du matin pour espérer faire un aller et retour à Continua »

admin on Luglio 9th, 2010

Quando si è in ferie non si vorrebbe essere disturbati, ma a volte i fatti sono così forti che riescono anche ad abbattere certi vincoli dellauvs100706-018“delicatezza” interpersonale. Quando poi i fatti riguardano un paese, una città lontana, potrebbe farsi strada qualche interrogativo in più. Eppure potrebbe esserci qualche motivo per cui, nel giorno in cui in Italia la stampa tace per una più che giusta protesta contro la legge bavaglio, non resisto a scrivere e pubblicare una notizia che pochissimi forse sanno. Una notizia che viene dal cuore di una comunità lontana nello spazio, ma vicinissima ai cittadini di Castel San Pietro e di Imola. Si tratta di Bukavu, in Congo.

La generosità che di tanto in tanto si risveglia e ci spinge ad azioni grandi ha fatto sì che portassimo l’acqua nei villaggi.

Di quanta acqua ci sarebbe stato bisogno in un altro villaggio, non lontano di lì il 3 luglio scorso?

Ma purtroppo non c’era acqua, non c’era la possibilità di soccorrere, … Continua »

admin on Giugno 22nd, 2010

Un argomento ritorna spesso nei commenti degli osservatori più attenti. Ma questa crisi, di fronte alla difficoltà oggettiva, spessoliberta_di_stampa_e_democraziaall’incapacità, talora all’impotenza, allo stordimento dei governi e della politica non rischia di evocare soluzioni improvvisate, semplicistiche, la ricerca di qualche demiurgo che ci tolga dai pasticci?

Anche la sola intenzione espressa dal governo di voler mettere mano senza motivo ad una riforma costituzionale (revisione dell’articolo 41) in nome di una semplificazione ben altrimenti ottenibile e le proposte per Pomigliano, di fronte alle quali brilla l’assenza mediatrice del governo del Paese, non possono non preoccupare.

Come sempre, Barbara Spinelli propone uno sguardo più completo che guarda anche oltre i nostri confini nazionali e ci aiuta a leggere dinamismi di grande interesse con quei riferimenti storici, sociali ed economici senza i quali è sempre più difficile capire. Continua »

admin on Giugno 18th, 2010

Il primo pensiero è andato a lei, con l’immediatezza di quando un fatto ti tocca direttamente in ragione dell’esperienza e dell’affetto.down_bambina_felice_530 Se come tutti coloro che sono colpiti dalla sindrome di Down non ci avesse lasciato prematuramente, ora avrebbe la mia età. Siamo stati bambini insieme, ragazzi insieme, poi la vita ci ha allontanati e i contatti sempre più rari fino alla sua scomparsa.

Negli anni dell’infanzia fu difficile trovare una scuola per lei, l’Italia era appena uscita dalla guerra, in qualche struttura si iniziava a porre il problema, molto timidamente, ma l’atteggiamento era più quello della compassione che quello del diritto. In realtà la vera svolta venne dalla Costituzione, questo straordinario tesoro della nostra convivenza civile che all’ art. 34 sancisce che “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è gratuita” e all’art. 38 definisce che  “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.”

Ma bisognava intervenire con delle leggi, proprio per rendere la società italiana più vicina all’affresco ancora molto da dipingere che la Continua »