Credo proprio che Ennio meriti almeno un ricordo da parte di questa sua e nostra città per la quale Egli ha speso buona parte della sua vita. Lo abbiamo accompagnato in tanti nel suo ultimo viaggio. Ci manca la sua presenza, il suo volto ormai simbolo di un periodo di sofferenza e di lotta. Non ho potuto fare a meno al termine della messa del suo funerale di ricordarlo ai presenti lèggendo poche parole dettate soltanto dalla riconoscenza e dall’affetto.

Caro Ennio,

Parlare con te comporta sentire, insieme, affetto, gratitudine e soggezione. Affetto perché con lo sguardo e le parole comunicavi sempre un’istintiva empatia, gratitudine per averci regalato, senza indugio, ancora ragazzo, a rischio della vita, la libertà di cui ancora oggi godiamo, ma anche un po’ di soggezione, perché il tuo esempio ci impone di non essere da meno e seguire la strada che insieme ad altri giovani generosi hai tracciato è, a dir poco, impegnativo. Richiede talora di essere pronti ad affrontare pericoli estremi nel solo nome della dignità, dell’essere uomini.

La tua partenza ci lascia soli, proprio ora che non lontano dai luoghi della tua e della nostra vita ci giungono e ci inseguono da meno di un mese l’eco e le immagini di una guerra, lo sforzo sovrumano di un popolo che non vuol perdere la libertà e il diritto di auto determinare il suo futuro.

Come il nostro popolo, quello che tu continuavi a incarnare e nobilitare ogni giorno con la tua presenza in piazza, ogni anno celebrando di lapide in lapide, la conquista della libertà insieme alla tua e nostra città. Ora non ti vedremo più, ma ti penseremo come se tu ci fossi ancora. Rimarrai presente nelle nostre menti. Dove sei andato Ennio? Possiamo pensare liberamente, ma riesce difficile dirti “riposa in pace”. Di uno come te c’è sempre bisogno. Della tua forza d’animo, del tuo coraggio, c’è sempre un gran bisogno. Riposa il minimo indispensabile, ma tieni desta, nella mente e nei cuori umani la forza di aspirare e lottare per i valori in cui non hai mai smesso di credere e hai trasmesso con la parola e con l’esempio.

Castel San Pietro T. 24/03/2022

 

Il cordoglio del sindaco Fausto Tinti per la scomparsa di Ennio Frabboni, presidente onorario Anpi

Pubblicata il 22 marzo 2022 | News

Un’altra triste perdita per la città di Castel San Pietro Terme. E’ scomparso Ennio Frabboni, presidente onorario dell’Anpi di Castel San Pietro Terme. Aveva 95 anni e da alcuni mesi risiedeva nella Casa protetta comunale La Coccinella.

«Ennio era una persona speciale, per me come per tantissimi cittadini di Castel San Pietro Terme – afferma il sindaco Fausto Tinti -. Era molto conosciuto e stimato per i forti principi e i valori autentici a cui ha dedicato la sua vita. E tutti gli volevano bene perché era un uomo aperto, gentile e generoso. Siamo certi che la sua forza e il suo coraggio saranno di esempio per le generazioni future. Esprimo cordoglio e sincera vicinanza ai famigliari da parte della Giunta, del Consiglio Comunale e del presidente Tomas Cenni, e di tutto il personale dell’Amministrazione comunale con cui Ennio aveva rapporti di sincero affetto reciproco e una frequentazione assidua».


Ennio Frabboni era nato a Castel San Pietro il 16 novembre 1926. E’ stato per molti anni presidente dell’Anpi di Castel San Pietro Terme e, dopo che gli è succeduto Davide Cerè, un amico che gli è sempre stato vicino, è divenuto presidente onorario.

«Cresciuto in un ambiente antifascista (anche la madre Agata Frabboni aveva collaborato con la Resistenza) – racconta Davide Cerè, presidente dell’Anpi di Castel San Pietro Terme -, all’età di soli 17 anni fece la scelta di entrare nei Sap di Castel San Pietro Terme con compiti di sabotaggio, propaganda, recupero armi e munizioni. Dopo la guerra, è stato sempre impegnato come volontario nella vita politica e sindacale cittadina, divenendo un punto di riferimento per le amministrazioni comunali e per la comunità. Fino a quando gli è stato possibile, Ennio ha sempre partecipato alle iniziative organizzate dell’Amministrazione Comunale. L’ultima, poco prima dello scoppio della pandemia, è stata quella a novembre 2019 per ricordare il pilota americano Loren Hinz con una delegazione statunitense di familiari e militari». 

Nel 2017 gli era stata conferita la Medaglia della Liberazione dal Ministero della Difesa insieme ad altri 11 partigiani castellani, in una cerimonia organizzata da Comune e Anpi alla scuola Pizzigotti.

La più grande soddisfazione per lui è stato l’incontro a settembre 2014 dei tre veterani che avevano combattuto su fronti opposti sulle alture castellane durante la seconda guerra mondiale e che dopo 70 anni si sono stretti la mano in una suggestiva cerimonia presso i ruderi della chiesa di San Martino a Montecalderaro (nella foto in alto a destra, da sinistra: il sindaco Fausto Tinti, i tre veterani, Ennio Frabboni, Davide Cerè).

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