Mi ha stimolato l’amico Piergiorgio con una mail. Veniva dalla lettura di un commento di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera.
qualche pensiero che spesso fa chiarezza su situazioni o problemi anche complessi. Banale, succede a tutti. Ma ieri mattina, venerdì 6 aprile 2012 non era un venerdì come tutti gli altri. Per un cattolico era un venerdì particolare, il cosiddetto venerdì santo, quello in cui si celebra la crocifissione di Gesù e io mi sono svegliato con l’immagine del Golgota con le tre croci piantate sulla cima: Cristo crocifisso fra i due ladroni. Dopodiché l’immagine si è immediatamente arricchita, i due ladroni diventavano quattro, otto, sedici … in una sorta di rapido elevamento a potenza. Provando a mettere a fuoco le facce Continua »
sulla scorta di molte sollecitazioni più o meno sincere. Sì, perché dopo la dichiarata inammissibilità del referendum, molti parlamentari – e non solo – si sono affrettati a riconoscere che non poteva essere ignorata la richiesta di oltre un milione e duecentomila firmatari. Non ha potuto farne a meno neppure Celentano nel suo predicozzo sanremese. Certo che suona abbastanza strano sentire oggi molti rappresentanti del centro destra che a suo tempo votarono e sostennero la “porcata”, dire oggi che bisogna cambiarla. E mi riesce – francamente – difficile credere a queste belle intenzioni.
Per questo, ovviamente, sarà necessario un processo partecipato.
Il più possibile “dal basso” senza che gli “alti” debbano, per questo, sentirsi sminuiti o esautorati. Ma su questo sarà opportuno tornare fra pochissimo dal momento che il governo Monti è, così si dice, a tempo determinato e sul “dopo” sarà meglio aprire un serio dibattito con e nella base, pena una diaspora che nessuno vuole a parole, ma paradossalmente viene coltivata nei fatti. Un dopo che vuol dire “chi vogliamo essere”, “che cosa vogliamo fare” e “con chi stiamo” per realizzare un progetto credibile. Anche per questo non è più presto e bisogna darsi da fare con lena.
preoccupanti sulla qualità dell’aria in molte città italiane. E Bologna vive una situazione che dire difficile è un eufemismo. Siamo sotto Natale, gli euro non abbondano di sicuro nelle tasche dei bolognesi. La crisi c’è anche qui. I commercianti vivono le consuete attese. I prezzi si mantengono alti, ma si accendono le luci… e come si fa a non accorrere proprio là dove la festa appare più vera?
non sono state sostenute dal coraggio necessario.
Nessuno sa come finirà, gli esperti sono cautissimi, la politica o tentenna o arretra, in realtà la finanza imperversa e la fa da padrona, fino al punto da prefigurare catastrofi di tipo politico istituzionale, contagiando anche alcuni capi di stato. Entro una settimana sapremo se l’Euro e l’Europa si salveranno oppure no. Così ci dicono i media.Non c’è solo Todi
da tempo attivi un po’ sotto traccia, con lo scopo di meglio coordinarsi e partecipare al dibattito politico nazionale. C’ero proprio a quell’assemblea che Repubblica ha definito dei cattolici “anti Todi”!
del fenomeno e dei fenomeni? Il dato che più volte quasi con un moto di sorpresa ci è stato sussurrato dai sondaggisti, che cioè, sono tanti ad essere contenti che l’incarico di formare il governo sia stato affidato a Mario Monti, mi induce con insistenza questo pensiero. Voglia di normalità.
avvenuto ieri sera mentre scorrevano sui video di casa, sugli smartphone, sui tablet collegati con le dirette da piazza Colonna davanti a palazzo Chigi e poi dalla piazza del Quirinale le immagini della folla accorsa – con qualche tricolore – per scattare immagini di un momento, per stappare una bottiglia, per gridare la propria rabbia, per esternare il sollievo che si prova di fronte alla liberazione da un peso insostenibile o anche solo per poter dire da domani “io c’ero”.
Chi non l’avesse ancora letta, non la perda!
Io sarò anche fissato con Barbara Spinelli, ma mi sembra che un’analisi così profonda non possa andare persa.
L’ho presa da Repubblica di martedì scorso 18 ottobre 2011.
Così com’è.
Commenti? Ognuno faccia il suo.
Buona lettura!
Che l’Italia fosse un campione anomalo nel novero delle democrazie lo si sapeva già. Ce ne accorgiamo ogni volta che qualche straniero, di sinistra o destra, ci guarda sbigottito – o meglio ci squadra – e dice: “Non è Berlusconi, il rebus. Il rebus siete voi che non sapete metterlo da parte”. Tutto questo è noto, e spesso capita di pensare che il fondo sia davvero stato raggiunto, che più giù non si possa scendere.
Invece si può, tutti sappiamo che il fondo, per definizione, può esser senza fondo. C’è sempre ancora un precipizio in agguato, e incessanti sono i bassifondi se con le tue forze non ne esci, magari tirandoti su per i capelli. L’ultimo precipizio lo abbiamo vissuto tra sabato e lunedì. Continua »


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