admin on dicembre 16th, 2021

Pensando ai piccoli ultimi

Era freddo, minacciava pioggia, non verrà nessuno …. invece

 

 

Invece, fin dal primo mattino … è presente IL GAZEBO DELLA SOLIDARIETÀ con i suoi indiscutibili messaggi invitanti a rallegrare la propria casa con un fiore, una stella di Natale o un ciclamino il cui ricavato avrebbe incrementato la raccolta fondi per bambini denutriti di Bukavu e dintorni. E lì accanto, per chi voleva approfondire, un messaggio scritto, il cinguettio di UN COLIBRÌ.

 

L’esempio trascina e, come il colibrì, in tanti hanno fatto la loro parte, acquistando un fiore o anche soltanto lasciando un contributo.

Ma in tanti son venuti a dare una mano restando con noi o sostituendoci sotto il gazebo. Gli alpini hanno donato il vin brûlé per il pomeriggio di sabato e un amico lo ha rifornito per la domenica …

E così l’affluenza è diventata incessante… e il vin brûlé si trasformava in bouillie, la pappa energetica per i fratellini e le sorelline di Bukavu.

 

Il freddo non dava tregua, ma l’allegria non mancava. Poi, in chiusura di questa bellissima “due giorni” comunitaria, ecco comparire LA BANDA  … e con la Banda, il SINDACO !!!

 

 

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admin on dicembre 15th, 2021

È passato un anno da quando si inaugurava, sotto il portico dell’ex Pretura una piccola retrospettiva di una bella esperienza “Castellana” avvenuta nel 2005.

I giovani di oggi, allora,  non erano ancora nati o erano piccolissimi, ma gli adulti ricordano che la città di Castel San Pietro, aperta come sempre al mondo, aveva raggiunto un grande obiettivo: la costruzione di due acquedotti in due villaggi al centro dell’Africa. La nostra città sa ancora come si fa a “dare una mano”, come si dice qui: ci si mette insieme, si passa la voce e se necessario, si mette la mano in tasca.

E così è stato anche a Natale 2020.

Non c’era bisogno di un  nuovo acquedotto, ma della pappa per i piccoli di Bukavu.

Raccogliemmo il necessario. La generosità abbatté ogni resistenza e i fratellini di Bukavu ebbero la “bouillie”.

Ma sappiamo tutti che questi bisogni sono ancora presenti. I nostri amici e soprattutto le nostre amiche Africani ce la mettono tutta, ma non basta mai. Di piccoli bisognosi di un cibo adatto per uscire dallo stato di denutrizione ce ne sono ancora e qui non ci siamo dimenticati.

La. raccolta è cominciata spontaneamente, prima ancora che ci ricordassimo di rammentare che Natale ritorna anche nel 2021 e … forse … possiamo dare una mano anche quest’anno, con un sorriso e … mettendo la mano in tasca.

Ci sarebbe piaciuto molto parlare con tutti voi di persona. Di riferire come va Bukavu e dintorni. Del continuo lavoro che a Bukavu si svolge per favorire la soluzione di problemi di sopravvivenza, di sicurezza, di salute, di istruzione, di lavoro, di sviluppo. Molte cose potremmo e vorremmo raccontarvi. Speravamo, ma la prudenza ci fa preferire di aspettare. Dobbiamo riuscire a sconfiggere il virus. Nel frattempo usiamo tuti i mezzi di cui disponiamo per comunicare. Il filmato che trovate qui è dello scorso anno, ma è valido anche per questo Natale.

Sperando di incontrarvi sotto i portici di Castello, all’aperto, debitamente mascherati, auguriamo a tutti e a tutte buon Natale!

E subito dopo di trascorrere feste serene e un 2022 di pace!

E per fare un versamento …

ASSOCIAZIONE SENTIERI DI PACE ODV

IBAN IT70C 08883 36750 01100 00588 60

Specificando la causale:

Erogazione liberale pro Bukavu

oppure:

ORATORIO SAN GIACOMO APS

IBAN  IT79H0846221001000005033977  

Specificando la causale:

Offerta liberale pro Bukavu Una goccia di solidarietà 2.0

admin on novembre 30th, 2021

L’anno scorso, autunno 2020

buona la pappa, vero?

C’era la pandemia. Arrivò un appello da Bukavu. I nostri amici più piccoli avevano fame. Di più, soffrivano la fame. Ci passammo la voce, raccogliemmo 5000 euro in poco tempo e una “pezza”riuscimmo a metterla.

Chiedemmo anche a Padjo Lokeka che ci raccontasse brevemente quale era la situazione.Fu così che non tardò ad arrivare la risposta:

[09:38, 6/12/2020] Parliamo anzitutto delle donne che portano sulle spalle il cibo per i bambini nella casa di Miti a 12 Km da Bukavu, casa che fu costruita dal senatore Giovanni Bersani per permettere alle donne di riunirsi. Questa casa serve anche per l’organizzazione dei bambini denutriti , come si vede dalle immagini. Questi bambini vengono ogni giorno per prendere la bouillie, una pappa ricca di proteine che aiuta i bambini a recuperare vita e salute. Ogni 6 mesi, tenuto conto  dei mezzi, una trentina di bambini viene quotidianamente per mangiare la bouillie.

Merci à la population de Castel San Pietro pour votre soutien. Tel est le dernier mot.

Ci sono donne che danno corpo e anima per l’assistenza a questi bambini.

Grazie popolazione di Castel San Pietro! Per il vostro sostegno. Questa è la parola decisiva!

 

Adesso. Autunno 2021. Come va?

Cher Vincenzo, je te partages ces photos recentes de cette semaine. Sont des enfants qui sont souffrant de la malnutrition pour te montrer combien de fois le besoin est très là et nous avons besoins de personnes genereuses pour aider ces enfants à prendre la bouillie pendant au moins 6 mois et voir même plus, car leur état de santé est très critique. Pierre

Caro Vincenzo, condivido queste poche foto di questa settimana. Sono bambini vittime della malnutrizione. Ti mostro così quanto bisogno ci sia di persone generose per far avere la bouillie a questi bambini per almeno 6 mesi e forse più, perché il loro stato di salute è davvero critico. Pierre

Rosette Matabaro a 5 ans, ne pese que 10kg. Elle est d’une famille de 8 enfant dont elle est la 7e enfant. Sa santé est critique et a besoin du bouillie pour recuperer la santé mais doit etre suivi aussi par un medecin.

Celle ci est une des enfants qui terminent le programme de bouillie la fin de ce mois au centre kitumaini. Elle a recupere la santé,malheureusement son jumeau l’a poussé au feu,voilà comment elle est brulée le bras d’où le besoin de la faire soigner car sa mere n’est pas capable.

Regarde la mesurage comment il est en rouge,signe de malnutrition tres aigue. Il s’appele Murhula agé de 3 ans et pese 8kg.

 

 

 

Coraggio! Non siamo soli

Con noi SENTIERI DI PACE,  il LIONS CLUB DI CASTEL SAN PIETRO e l’ORATORIO SAN GIACOMO DI IMOLA

L’anno scorso abbiamo cominciato confidando nel buon cuore di alcuni amici, ma l’iniziativa ebbe successo e coinvolse, un giorno dopo l’altro, altri amici, attraverso un sorprendente passaparola. Interessammo anche il Sindaco che con la collaborazione della Pro Loco, … ci offrì la possibilità di affiggere alle colonne del portico, davanti alla sala espositiva, alcuni pannelli fotografici che la generosità di Adriano aveva subito  prodotto. Sorse così una piccola mostra che richiamava alla memoria dei Castellani una grande impresa di quasi vent’anni fa: la costruzione di due acquedotti per due villaggi del Congo: Muzinzi e Mubone, nei pressi della grande città di Bukavu. Ora, dopo una ventina d’anni, sono venuti alla luce nuovi problemi. Tra questi, ci colpì particolarmente la denutrizione di moltissimi bambini. Sentieri di Pace, una associazione che dal 2003 opera a Osteria Grande per aiutare comunità in gravi difficoltà con progetti in vari settori in Bosnia, Bulgaria,  Brasile,  Haiti e Uruguay decise di darci una mano per assicurare la bouillie, una pappa adatta a recuperare un adeguato processo di crescita per una trentina di bambini di Bukavu e dintorni. A Sentieri di Pace si aggiunsero i Lions Club di Castel San Pietro e, come fa da molti anni l’Oratorio San Giacomo di Imola. Raggiungemmo così la somma di 5000 €. 

Dal dire al dare

Ora Natale si avvicina e si allargano più facilmente i nostri cuori. Siamo sicuri che tutti gli amici saranno di nuovo al nostro fianco per dare una mano agli amici e, soprattutto, alle amiche di Bukavu che operano quotidianamente per questo progetto che ha radici lontane, ma vuol guardare verso un futuro migliore per questi fratelli e queste sorelle di Bukavu.

Più modi per dare una mano

Vieni a trovarci Sabato 4 o domenica 5 dicembre

oppure, se non possiamo incontrarci di persona, fai un versamento:

ASSOCIAZIONE SENTIERI DI PACE ODV

IBAN IT70C 08883 36750 01100 00588 60

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oppure:

ORATORIO SAN GIACOMO APS

IBAN  IT79H0846221001000005033977  

Specificando la causale:

Offerta liberale pro Bukavu Una goccia di solidarietà 2.0

 

                                           

 

 

admin on novembre 13th, 2021

Cassetta posta postale buca per lettere in alluminio regia portalettere nera

Avevo molta voglia di ripetere la bella iniziativa dello scorso anno, ma tanti erano i dubbi…

Ci riusciremo?

Troveremo tante persone disponibili come l’anno scorso?

Emergono sempre tante altre emergenze …

Non passa giorno che non troviamo nella posta qualche mail con l’appello a contribuire …

Tutte cause giuste, ma … Mica si può rispondere a tutti. 

E invece venerdì mattina squilla il telefono. 

È Maurizio, appena ritornato da Santiago di Compostela. 

Vorrà raccontarmi del viaggio che questa volta non ha fatto a piedi come le altre volte. 

E invece, no. 

  • Vincenzo, c’è una sorpresa… 
  • Maurizio, dimmi tutto!   
  • C’è una sorpresa, Vincenzo! Una bellissima sorpresa nella cassetta delle lettere. Una busta con dentro venticinque carte da venti euro insieme a un biglietto: PER BUKAVU. Anonimo. 

Non sto a descrivere l’emozione, ma il messaggio è chiaro. Tra chi ha contribuito alla raccolta dello scorso anno, qualcuno ha realizzato che ci deve essere ancora bisogno di “pappa” per i bambini denutriti di Bukavu e ha pensato che non è il caso di perdere tempo. 

Sì, non perdiamo tempo! Passiamoci la voce e le buste diverranno sempre di più. 

La generosità del cuore supererà ancora una volta ogni dubbio. 

Adesso tocca a noi. 

admin on novembre 10th, 2021

Forse dobbiamo abituarci a seguire con maggiore continuità e profondità le vicende del mondo intero. Siamo cresciuti rimirandoci l’ombelico o, al massimo, a porre attenzione alla storia del paese vicino. Persino la scuola, basta pensare al curriculum scolastico di chi ha la mia  età, ma anche dei più giovani, per quanto riguarda la storia, ci ha infarcito di date, guerre, eroi e protagonisti di vicinato. L’eurocentrismo ha fatto la parte del leone. Basta consultare l’indice degli argomenti in un testo delle superiori, e anche attualmente non si scorge un grande cambiamento.

E così succede che si resta quasi sorpresi di quanto succede fuori dai nostri confini e ci sfugge l’interdipendenza fra le vicende italiane – stavo per scrivere paesane e avrei fatto bene a scrivere europee –  e i fatti e misfatti di cui ci giungono immagini e commenti da ogni angolo del globo.

Tutta roba nostra!

 

 

admin on marzo 15th, 2021

Saperne un po’ di più aiuta a capire.

Nel Sud Kivu il centro antiviolenza Kitumaini supportato da un oratorio imolese

Per ricominciare

10 marzo 2021

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La fratellanza tra i fedeli di Bukavu e Imola offre nuova speranza a tante donne perdute della Repubblica Democratica del Congo. Ripudiate dai mariti. Allontanate da casa. Emarginate dalla società. Costrette a scappare dal proprio villaggio per sopravvivere. Tanto lontano da raggiungere un luogo in cui nessuno conosce il passato dei loro corpi violati. Gli autori di queste atrocità sono i gruppi armati che vivono nelle foreste della regione del Kivu. Gli stessi che nei giorni scorsi hanno ucciso l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo. Il centro Kitumaini, guidato dalla comunità «Les amis de don Beppe» con il sostegno dell’oratorio San Giacomo e della ong «Pace adesso», vede le donne vittime di violenza diventare attiviste. Il loro impegno è finalizzato a ridare autonomia a ragazze sopravvissute a quello stesso dramma, assicurando loro l’accesso alle cure mediche, dando un supporto esistenziale e offrendo un lavoro.

Queste iniziative sono figlie di un incontro avvenuto in parrocchia nel 1996. In quell’anno, un ingegnere africano rientrato in Repubblica Democratica del Congo dall’Italia, promosse i contatti fra l’oratorio romagnolo e una parrocchia congolese che intraprese lo stesso cammino di fede fatto di canto, recite, letture, progetti. Nello stesso periodo, spiega Pierre Lokeka, referente del centro Kitumaini, la violenza sessuale iniziò a essere utilizzata sistematicamente contro i civili. La causa è da ricercare nel genocidio in Rwanda del 1994 in seguito a cui gli hutu si rifugiarono nella Repubblica Democratica del Congo per sfuggire alla vendetta dei tutsi. Le tensioni etniche accesero la miccia della guerra che destabilizzò l’intera Africa centrale. In quel contesto i rapporti tra Imola e Bukavu si intensificarono. Iniziò la riflessione comune sulla Parola di Dio, i viaggi, gli stage di formazione, l’assistenza alle donne sole e ai bambini malnutriti. Infine, nel 2004, fu fondato il centro Kitumaini. Oggi gli autori delle violenze sono i ribelli, i gruppi armati congolesi, ugandesi o ruandesi, le milizie — colluse con le multinazionali — che gestiscono l’estrazione illegale di cobalto e oro. Questi uomini abitano nella foresta, centro operativo delle loro scorribande. In genere, quando assaltano un villaggio, rubano e abusano delle donne, senza remore per i loro familiari che diventano vittime di violenza assistita. Questo è uno strumento di potere che serve a fiaccare la resistenza civile contro lo sfruttamento delle terre. Il primo effetto di questa ferita dell’anima è che i mariti allontanano le mogli da casa. «Parliamo a lungo per convincerli a riaccoglierle — dice Lokeka — spiegando che loro non hanno colpa, che sono vittime, che se il marito avesse reagito sarebbe stato ucciso». La mediazione ha funzionato dieci volte in quindici anni perché le comunità pensano siano malate e perché c’è chi rimane incinta. Il loro destino è nelle mani del centro Kitumaini.

L’ufficio di Bukavu coordina numerosi rifugi e campi agricoli nei villaggi situati in un raggio di settanta chilometri intorno al capoluogo del Sud Kivu. In ogni comunità le donne trovano un tetto sotto cui ripararsi, riunirsi, aiutarsi e condividere le proprie storie. Tra loro si crea una forte solidarietà. Un medico le visita e nei casi più gravi le invia all’ospedale Pansi che è specializzato in chirurgia e ginecologia. Durante il ricovero le volontarie si occupano dei loro figli. Una volta terminate le cure mediche, si passa al reinserimento sociale attraverso il lavoro. Di norma imparano a coltivare la terra. Tuttavia, alcune donne subiscono interventi chirurgici e danni tali da non poter compiere un lavoro così impegnativo. A queste persone la banca di microcredito Imf Kitumaini assegna un prestito per consentire di aprire un’attività commerciale nel villaggio. Chi, invece, è costretta ad affrontare una gravidanza può seguire il programma semestrale contro la malnutrizione, che offre una polenta nutriente a circa quaranta bambini, o accedere al sostegno alla crescita e a quello scolastico.

Pierre Lokeka mi racconta tante storie: una minorenne diventata sarta che è tornata a vivere nel suo villaggio insieme alla nonna, una donna ripudiata che ha trovato un nuovo amore, una madre che ha adottato sei orfani. Tutto ciò avviene anche grazie all’oratorio San Giacomo animato da don Giuseppe Tagariello. Ogni settimana giovani e adulti, italiani e congolesi, meditano sul medesimo opuscolo, pur stando a oltre cinquemila chilometri di distanza. È una lontananza solo spaziale, mentre i loro cuori cantano all’unisono. «Le attività di aggregazione e culturali costituiscono un ritrovo per tanti giovani credenti e non», racconta Leonardo Vignini, tra i referenti del gruppo missioni Imola-Bukavu con cui è stato due volte nella Repubblica Democratica del Congo. «Un’esperienza molto bella, toccante, dura». La comunità romagnola sostiene il centro Kitumaini con tante iniziative: l’autofinanziamento attraverso i concerti, la sensibilizzazione nelle scuole, l’adozione a distanza di un centinaio di studenti congolesi, la trasmissione di conoscenze, l’invio di mezzi agricoli e sementi, la costruzione di una scuola di campagna. Come ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti:«È una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte».

di Giordano Contu

admin on febbraio 24th, 2021

Sto pensando al Congo, all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere, all’autista … a quell’Africa un po’ mia… al parco dei Gorilla, a quello splendido lago Kivu, a quella sporca guerra fomentata dai paesi padroni ingordi di oro, diamanti, coltan… sto pensando ai piccoli tenuti in vita con la bouillie…. to pensando a quegli sbandati sopravvissuti ad un genocidio che dura dal 1994… agli stupri come arma di guerra … sto pensando a Denis Mukwege e al suo discorso nel giorno della premiazione

e mi dico che questi pensieri e queste parole sono preghiera della sera. L’unica intellettualmente onesta.,

Il pensiero vola dove il cuore batte

La mostra è visibile, ancora per qualche giorno, sotto il portico dell’ex Pretura a Castel San Pietro

Abbiamo preso il via in ottobre. Era arrivato un messaggio che chiedeva di intervenire. É bastato qualche whatsapp e sono arrivate le prime adesioni. Alcuni ricordavano la raccolta di oltre quindici anni fa che si concluse con la richiesta dei giovani dell’Oratorio San Giacomo di Imola di accompagnarli a inaugurare due acquedotti appena realizzati per portare l’acqua in due villaggi, Muzinzi e Mubone, nei pressi di Bukavu, una grande città al centro dell’Africa. Era stata un’impresa straordinaria. Aveva impegnato cittadini, scuole, associazioni, imprese ed aveva contribuito con oltre ottantamila euro a far sì che un sogno diventasse realtà. Ora però le gocce non devono essere semplicemente di acqua, ma di una pappa, la bouillie, per tanti bambini di 2/3 anni in condizione di malnutrizione. Quella condizione che, se non affrontata con i mezzi giusti, frena la crescita e per tanti chiude per sempre la parentesi della vita. Ma i whatsapp non bastavano e ci è venuta in soccorso l’amicizia.Le foto che mostravano quanto eravamo stati baravi quindici anni fa sono diventati pannelli per una mostra sotto il portico con una lettera di presentazione del Sindaco Fausto Tinti. Avremmo preferito all’interno della sala esposizioni, ma le restrizioni del Covid ce lo hanno impedito. Ricuperare il contatto con l’oratorio San Giacomo ha reso possibile la spedizione immediata delle prime somme raccolte e qualche contatto ha facilitato l’avvicinamento all’obiettivo di 4000 €. Oggi ci siamo arrivati. 

«Molti ricorderanno il progetto per costruire acquedotti nei villaggi di quella regione, che per anni ha coinvolto tutta la città, dall’amministrazione alle scuole, dalle associazioni agli operatori economici – afferma il sindaco Fausto Tinti l’inaugurazione della mostra -. E’ stato un percorso di amicizia e di solidarietà concreta, che oggi possiamo rivivere nelle foto qui in mostra e in un video pubblicato nei siti di Comune e Pro Loco. Un percorso che siamo pronti a continuare. Perché oggi anche in quelle zone si vive l’emergenza dell’epidemia, aggravata dalle condizioni di povertà, e quelle famiglie hanno bisogno di un’altra goccia di solidarietà. Accanto alla nostra bella Piazza della Solidarietà, insieme all’invito a donare prodotti alimentari per sostenere le famiglie castellane bisognose, vogliamo rispondere anche alla richiesta di aiuto dei nostri amici di Bukavu. Per ricordarci che facciamo parte di un’unica grande famiglia umana. E che sia un Natale davvero buono, per tutti».

E per l’Epifania? C’è una novità

Niente oro, niente incenso e niente mirra.

Ogni mattina salgono verso la sala dell’associazione Kitumaini alcune donne, attese da una quarantina di Gesù Bambini. Li conoscerete osservando la foto qui a fianco mentre loro, le Regine Mage,  distribuiscono  la bouillie.

Non siamo soli
Quando succede ciò che non ti aspetti

È successo qualche sera fa. Poco prima di Natale. Non credevo alle mie orecchie. La voce è quella di Maurizio Ferrari, il presidente dell’Associazione “Sentieri di Pace” che da anni intrattiene una fattiva collaborazione con Bosnia, Bulgaria, Brasile, Haiti, Uruguay, portando con ammirevole continuità sostegno morale e materiale. Con una decisione “provvidenziale”, il Consiglio Direttivo ha deciso di aggiungere alle gocce di tante persone generose una gocciolona di 2000 €.
Pierre Lokeka ha risposto così:
Grazie per questa bella notizia che procurerà un grande piacere ai bambini e a noi tutti … Grazie a tante persone di buon cuore e particolarmente ai membri dll’Associazione della vostra parrocchia. È un bellissimo regalo di Natale che ci aiuterà ad avere la bouillie. …” 

Un GRAZIE immenso va all’Amministrazione Comunale e alla Pro Loco di Castel San Pietro, all’Oratorio San Giacomo di Imola, al Gruppo Missioni Imola-Bukavu, al Lions Club CSPT e a quanti, privati, aziende, associazioni, hanno donato danaro o l’opera preziosa e gratuita della loro professionalità.

E adesso?

Questo progetto, ovviamente non può finire qui. Servono idee ed aiuti economici. Dalla prossima newsletter gli approfondimenti.

NON POSSIAMO FARE TUTTO, MA POSSIAMO FARE MOLTO

admin on dicembre 30th, 2020

Il mio sarà un caso, ma ce ne devono essere stati molti se “Mal d’Africa” è diventato un modo di dire. Per me è comunque una realtà ed è bastato un messaggio a farmi rivedere il mio unico viaggio africano. Gli scali: Amsterdam, Nairobi, Bujumbura e, infine, Bukavu. Amici nuovi, postumi evidenti di una brutta guerra finita e non finita, segnata da un genocidio … l’accoglienza, le discussioni, le visite, i Padri Saveriani, le famiglie, i bambini, le donne con la schiena piegata in due dal peso della legna, i mercati, il sindaco, il governatore della regione, i progetti, Les Amis de don Beppe, i Foglietti, il fango, la cucina africana, il lago, la Botte con le case dai tetti aguzzi come nel Nord Europa, la succursale della Coca Cola, il coltan, l’UNHCR, l’inaugurazione …

Il discorso da preparare, il percorso con una scorta armata fino ai denti, la sosta dal comandante della guarnigione, le rassicurazioni, il panorama esterno e quello interno.

Sì, mi sento circondato, un sobbalzo, mi vedo nello specchietto della Jeep. Sono bianco,. Me ne accorgo: intorno a me solo neri. Anch’io posso essere il diverso. Bianco, anche i capelli … sono vecchio. E loro tutti giovani. Già! I vecchi non ci sono più. Sono brutto. Sì. Loro sono belli!

Ma che mondo è? Dove sono finito?

Arrivati.

Le donne protagoniste, vestite di colori. Gialli, rossi, blu, verdi… che occhi! Sullo sfondo della pelle nera sono luci. Riflettori a cui non sfuggi … cantano e danzano … È giunta l’acqua… nel villaggio ed è gioia sfrenata… si uniscono anche le due ragazze bianche che sono con noi. Bevo anch’io dalla fontana …

E poi la cerimonia … i discorsi … il buffet per le autorità. Pane e sardine. Gli altri a guardare e mi accorgo che la prima fila dei cerchi umani e composta di occhi. Occhi, occhi e ancora occhi. Di bambini. Aspettano. Meglio non pensarci.

Scambio di doni… per me una gallina, un criceto, e frutti. Frutti a non finire, Manghi, papaje, caschi di banane. Lascio una targa col nome della mia città.

Ma non è finita qui. Altri ricordi affiorano. Non riesco a separare l’impegno di questi giovani per mettere a frutto gli apprendimenti maturati anche nel contatto con le nostre scuole e le nostre conoscenze dal medesimo impegno nel partecipare alle riunioni di approfondimento sulla nuova costituzione. Non dimenticherò mai Pierre Lokeka seduto su una panchetta consultare un libro di agricoltura con una donna desiderosa di acquisire competenze atte a favorire il successo nella produzione agricola. E non dimenticherò mai l’assemblea di donne e uomini di diversi villaggi pronti a porre domande, a mettere in discussione bozze di articoli, a proporre soluzioni durante una seduta organizzata dai giovani universitari in nome del diritto a partecipare.

Questo mi affiorava alla mente all’arrivo di un messaggio di Gofundme nel quale risaltavano due parole: Bukavu e URGENCE.

La rete dei contatti ha fatto il resto. Siamo arrivati qui e qualche Euro sta cominciando ad arrivare. Ma ciò che conta di più sono arrivati altri aiuti. Cominciamo dal sindaco di Castel San Pietro che ha raccolto una mia confidenza e l’ha resa pubblica in una occasione molto coinvolgente e così non posso certo ritrarmi in silenzio. Al Jolly, in occasione del ringraziamento al personale sanitario che aveva operato nelle nostre strutture durante la fase più dura del Covid. Dice che non possiamo ignorare i nostri amici di Bukavu ai quali quindici anni fa abbiamo portato l’acqua e ora erano succubi, anche loro come noi, di tutti i problemi legati alla pandemia. Con la differenza che la condizione di povertà di tanti rende tragica la vita e la lotta per la sopravvivenza. Lì presente c’è anche Teresa Gombi, la presidente del Lions Castellano. Mi dice senza indugio che il Club si impegnerà. Siamo già in tre. In casa mia sanno subito. Mia moglie, le catechiste, moneta sonante. Ma a Bukavu ero andato con i ragazzi di Imola … e l’avventura non può continuare senza di loro. Secondo il Sindaco si deve ricordare ai Castellani l’avventura che ha portato la città ad essere immortalata al centro dell’Africa.

E cosa c’è di meglio di una mostra di foto? Sotto il portico che si affaccia sulla piazza che a Natale sarà dedicata alla solidarietà?

Detto fatto.

Adriano Raspanti sforna i pannelli, la ProLoco, in testa Raimonda… li sistema sotto il portico. Qualcuno se ne accorge. Fabio Avoni gira un film. È ora di provocare. È l’ora del banchetto …

 

admin on agosto 20th, 2020

Il percorso è quasi sempre lo stesso, dietro casa, facile da raggiungere, ma natura e uomo non sono mai contenti e ce la mettono tutta per provocare il cambiamento. Ciascuno con i suoi ritmi.

Osservavo, ieri mattina il verde tenero delle piantagioni di ulivo che stanno facendo assumere alle colline un carattere nuovo e molto ben curato. Mi veniva in mente certa Toscana e ricordavo che per queste terre l’ulivo non è poi una novità.

Gli olivi nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa

Fantasticare, mentre si cammina, viene spontaneo. Vedi questi bei filari ancora neonati e niente impedisce di immaginare come saranno queste piantagioni fra qualche anno. Ora le colline sono più verdi che mai e anche nelle giornate torride di questo ferragosto è piacevole soffermarsi la mattina sulla piazza di Varignana davanti a un cappuccino e a una pasta prima di riprendere il cammino. Mi accorgo che non sono solo a godere di questi piaceri. Ho incrociato altri che già scendevano di nuovo a valle: –Voi sì che siete mattinieri! 

Accompagnata da un grande sorriso, immediata è la risposta: – Quando siamo partiti, abbiamo incrociato gente che già era di ritorno …

E io che credevo di essermi alzato presto …

Quando sono arrivato in paese non ho saputo resistere, la chiesa era aperta e ho ceduto subito alla tentazione di assaporare il fresco di quella cripta di mille anni fa. Disturbo e saluto un amico assorto nel suo colloquio privato col Padreterno e infilo i pochi gradini che conducono sotto il presbiterio.  È buio. Accendo la luce che durerà quattro minuti.

In realtà devo aver suonato il campanello, perché mi viene incontro la padrona di casa. La conoscono tutti, si chiama Maria e tiene in braccio il figliolo.

– Spero di non aver disturbato e svegliato il bambino. Mi vien proprio da scusarmi, ma la risposta è sorprendente.

– No no, si accomodi pure, è il primo stamattina. Il custode ha appena aperto, sa, adesso arrivano in tanti. Alcuni curiosano solo, ma molti si confidano e mi raccontano un sacco di cose: situazioni, preoccupazioni, speranze … Hanno anche molta fiducia in questo bambino, pensi …

Da brava azdåura mi mostra la casa che è proprio ben tenuta ora che è restaurata. Mi soffermo ad osservare i capitelli. Tutto è stato conservato e valorizzato.

 Resto affascinato. Non serve chiudere gli occhi per immaginare uomini, donne, bambini raccolti qui a pregare negli abiti del loro tempo, villani, servi della gleba, padroni della gleba e pure dei servi. Anche qui a Varignana. Chissà che festa avranno fatto nel 1257, quando giunse la notizia che il Consiglio del Popolo Bolognese aveva promulgato la liberazione di tutti i 5855 schiavi: uomini, donne e bambini …

 

Chi legge è autorizzato a pensare che la mia sia una fantasia molto fertile …

È un difetto?