admin on gennaio 22nd, 2017

È trascorso più di un mese da quella domenica. Tutto era cominciato un paio di settimane prima in coda a una riunione dell’Associazione Sentieri di Pace. Altre volte per fare found raising in favore di qualche buona causa bastava organizzare un pranzo o una cena nel salone dell’oratorio. Questa volta l’idea ha preso da subito una piega diversa. Erano in tanti a sentire verso i luoghi colpiti dal terremoto qualche legame affettivo speciale. Lo racconta bene Sara a pag. 20 e 21 del periodico Agenda dell’Azione Cattolica bolognese. Insieme a questo mondo di ragazzi e giovani pellegrini degli anni a cavallo dei due millenni, ora genitori a loro volta, ha subito detto “presente!” la generazione precedente che per richiami religiosi, turistici, culturali, professionali, almeno una volta, aveva messo piede  in quelle terre. E allora è venuto spontaneo il coinvolgimento. Chi va a Norcia a comprare salumi e formaggi, i Lions che donano le penne rigate  per l’amatriciana, quella da gustare in compagnia e quella take away (inchèrta e pórta a cà) con i catechisti in prima linea, chi si rende disponibile a divulgare l’iniziativa e trovare premi per la lotteria tra i commercianti del territorio, chi ci sta a fare l’uomo sandwich lungo la via Emilia, chi si mette a disposizione in cucina e per servire a tavola, le signore della Caritas al loro “stand” delle statuine del presepe, i giovani insieme al MASCI di Castel San Pietro a cuocere e distribuire crescentine,  gli Alpini pronti col vino brulé, la Polizia Municipale per tenere ordinato il traffico, una straordinaria band intergenerazionale sul palco fino a sera e l’intervento consistente e straordinario dell’Associazione Pace Adesso.

Consuntivo: non meno di centocinquanta persone all’opera, 13.000 € netti in cassa. A chi darli? Per quale obiettivo?

Qualche contatto ci ha fatto incontrare, attraverso il Vescovo di Spoleto e Norcia, con le urgenze della Valnerina e dei suoi borghi. Qualche colloquio ci ha fatto capire che tenere unite quelle comunità frantumate non solo per la distruzione delle case, ma anche per la diaspora delle collocazioni provvisorie, sarà un’esigenza prioritaria. Per questo servirà un luogo, una grande sala capace di accogliere in sicurezza e comodità qualsiasi riunione. Ci siamo così orientati e impegnati a provvedere all’arredamento. Sappiamo già che la cifra raccolta non sarà sufficiente, ma qui nessuno si perde d’animo: già si sta progettando la seconda puntata per il 19 marzo, domenica e festa di San Giuseppe, quando dalle nostre parti i dolci della tradizione sono le raviole. Il passaparola ha preso il via.

admin on gennaio 8th, 2017

Ti vaccini, perché sei previdente, diligente e poi l’influenza è fastidiosa, insopportabile. Nonostante ciò puntualmente, sfacciatamente si presenta. Bontà sua lascia passare il giorno di Natale, ma la mattina di Santo Stefano irrompe  villanamente con tre o quattro conati uditi anche al piano di sopra.

E così è fatta.

Davanti a me una settimana da malato e quasi subito riaffiora la voglia di scrivere. Queste pagine sono in attesa da mesi, ma non ci credo quasi più. Le idee, i pensieri, invece, sarà la febbre, si accavallano impazziti. Qualcosa da tenere per me, qualcosa, molto meno, potrebbe essere anche scritto. È passata una settimana e ancora non ho scritto nulla.

Basta preambolo, scrivo!

Comincio … dall’inizio, ovviamente. Come Giovanni. Giovanni chi? Il più famoso, quello del Vangelo. Se lo cita un “non credente” della posta di Eugenio Scalfari, potrò citarlo anch’io … o no? Guarda caso la citazione con cui il fondatore di Repubblica augura buon Natale ai lettori, affronta un tema sul quale mi arrovello da un po’ di tempo e, per certi versi, si insinua come un bisturi nel campo delle grandi domande dell’umanità, affondando persino in questioni apparentemente lontanissime e disperatamente attuali come la vicenda tutta nostra delle “post verità”.

“In principio erat verbum”.

Tutto cominciò con la parola.

Giovanni, l’apostolo prediletto, scrive anche lui un Vangelo, ma non si ferma ai fatti, li filtra aprendo squarci interpretativi sulla figura di Gesù, ma, prima ancora, laicamente, filosoficamente, sulla vicenda umana nell’Universo e nella Storia.

Già, da dove comincia la Storia? Tutta la storia. Se non da quando è sbocciata la parola. Esisteva realmente qualcosa prima che dalle labbra di un essere uscisse un suono con un significato? Proviamo a immaginarcelo, l’Universo. C’era tutto, ma … muto, silente nel silenzio cosmico.

Tutto prese vita soltanto e finalmente nel momento in cui un essere ad ogni cosa diede un nome, anche a se stesso.

La parola ha avuto e ha il potere di creare. E sarebbe affascinante esplorare cosa ancora oggi crei. Vado a memoria in cerca di parole che hanno creato. Nel senso di trasformare in esistente l’inesistente. Mi limito ovviamente alla mia esperienza di vita e di cultura. Ed è così che si materializzano parole come “I have a dream …” di Martin Luther King, “… sortirne insieme è politica, sortirne da soli è avarizia” di don Lorenzo Milani, “Il sentiero della nonviolenza richiede molto più coraggio di quello della violenza” del Mahatma Gandhi …

Oltre a parole che hanno inciso fino a creare situazioni nuove e impensabili nell’evoluzione della società, credo che ognuno possa ritrovare nella propria memoria le parole che hanno contribuito alla sua crescita personale. Proprio in questi giorni di festa mi è capitato di rimettere mano a centinaia di lettere ricevute in gioventù, a cominciare da quelle dei miei genitori, e poi a tante di parenti, amici, maestri di vita. Terrò tutto per me, ma ho potuto così riflettere sulla incommensurabile ricchezza di quelle parole di affetto, di insegnamento, di incitamento, di preoccupazione, di soddisfazione, d’amore … Parole che, alcune di più, altre forse meno, hanno comunque contribuito a guidare pensieri e azioni, a costruire, forgiare, correggere, rinforzare, comportamenti, atteggiamenti, stili, propositi, volontà.

E così, mentre scrivo, di parola in parola, mi convinco sempre di più del valore miracoloso della parola. Anche di quelle che sto timidamente digitando.  Nel bene e nel male. E della delicatezza con cui le parole vanno usate. Sì, perché le parole possono anche procurare danni. A volte enormi. Non credo serva indagare nella storia  per trovare chissà quali esempi, basta pensare al Novecento e a parole come quelle che ancora, fortunatamente sbiadite dal tempo, si trovano ancora sulle pareti di edifici pubblici di un’epoca non tanto lontana. “Credere, obbedire, combattere”. Qualcuno sorride? Eppure in tanti hanno creduto, obbedito e combattuto. E non è stato uno scherzo. Oppure quelle per tanti incomprensibili parole scritte sui cancelli dei Lager: “Arbeit macht frei”, “Il lavoro rende liberi”. Fa rabbrividire, vero?

Ebbene, da qualche millennio possediamo la parola, questa facoltà caratteristica dell’umano, prima solo suono, poi segno grafico, poi sempre più facilmente riprodotto, stampato, trasmesso, tradotto, istantaneamente scambiato … Sempre di più, sempre più facile, sempre più immediata.

E adesso? mi è bastato dare un’occhiata a Facebook … e mi si sono rizzati i capelli. Com’è facile, però, raccontare menzogne! Senza neppure il tentativo di mascherarle … tanto di creduloni è pieno il web …

 

 

 

admin on giugno 25th, 2016
bandiera europa
Approfitto della tecnologia che ci consente di tenerci in contatto come non mai … e ringrazio tutti gli amici e le amiche che hanno speso un po’ di tempo della giornata per augurarmi buon compleanno … Vi assicuro che fa un piacere enorme … quindi il grazie è proprio sincero. Solo una cosa mi amareggia profondamente: che il 23 giugno sia coinciso con quella follia collettiva di mezza Gran Bretagna che ha comportato l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Ma forse non è un male che, se doveva succedere, sia successo proprio il 23 giugno. Non dimenticherò mai, finché campo che la democrazia … se mal condotta, può produrre disastri immani. E, nel caso Brexit è proprio stata condotta politicamente molto male. Insomma c’è materia e materia … Da noi qualche cautela in più per non scivolare nella faciloneria istituzionale ci sarebbe. Non tutte le leggi possono essere oggetto di abrogazione tramite referendum: alcune materie sono sottratte dal secondo comma dello stesso art. 75 della Costituzione dall’azione dell’istituto. La disposizione costituzionale cita espressamente “le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”. Insomma, mi sento un po’ più garantito.
Ieri poi, ultimo giorno da Presidente di commissione all’esame di stato dei ragazzi di terza media, mi frullava continuamente un pensiero guardando la bandiera Europea accanto all’ingresso della scuola dedicata ad Aldo Moro. Per fortuna che quelle stelle non rappresentano – come nella bandiera degli Stati Uniti – i singoli Stati … altrimenti avremmo dovuto procedere alla triste cerimonia di tagliarne via una … Qualcuno riesce a immaginare l’imbarazzo? O vergogna?
Non vi viene da piangere, amici?
E allora sarà il caso di reagire …
Culturalmente, intendo, prima di tutto e poi … anche politicamente, ma prima culturalmente.
E per ora mi fermo qui. Se avete idee … è il momento di esprimerle e di esprimersi.
admin on ottobre 12th, 2015

scarabocchio

Succede di rado, ma succede. E allora – come per tutte le cose rare – anche per esperienze come questa, credo valga la pena di ricordarle. Per l’emozione che ti hanno procurato.

È successo durante le due settimane di ferie insieme a quella che spesso in casa chiamiamo “la cuginaglia” sulle Dolomiti, in val Gardena.

IMG_9858 Volgendo lo sguardo all’indietro nel tempo, di messe al campo me ne vengono in mente molte, con ragazzi di ogni età, auspice l’Azione Cattolica Falzarego, un nome per tutti. Ma quest’anno è stato diverso. Non una messa del Campo, una messa al campo, davanti ad una minuscola chiesa a margine di un grande prato verde circondato da tanti boschi verdi, ma di altri verdi, rinchiuso da una cerchia di rocce cangianti, sovrastato da un cielo azzurro …

Una cartolina. E dove la trovo una cartolina che mi richiami domani, quest’inverno, l’anno venturo, questa indimenticabile esperienza? Di questa festa paesana che raduna intorno a questa piccolissima chiesa l’umanità dei telefoni cellulari. Così lontana da quella umanità che lì eresse un piccolo tempio con le pareti interne rivelatrici

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all’umanità del digitale l’affascinante storia di quelle piccole comunità insediate tra i picchi delle Alpi, rapite dalle sacre storie narrate dai pochi abili nella lettura e da quei maestri nel dipingere che ne facilitavano la comprensione con una tecnica che fa pensare ai grandi cicli giotteschi o più umilmente a deliziosi fumetti ante litteram.

Ma ormai è l’ora. Qualcuno è riuscito a sedersi trafugando qualche panca dalla chiesetta. L’altare davanti alla porticina d’ingresso è pronto. Arrivano percorrendo il sentiero che lì comincia per nascondersi poi dietro i primi abeti del bosco. Per l’ora convenuta si raduna la folla dei fedeli, in piedi sul prato, seduta sulle prime pendici di fronte alla chiesetta. Io mi metto lì con loro: Chiara, Tommy, Martina, Lorenzo e Samu.

IMG_9870Dallo zaino estraggo l’agenda degli appunti. Non so nemmeno io perché, ma quella scena mi prende la mano e poco alla volta sulla pagina si fissa la mia visione di quella piccola folla domenicale sul prato ai margini di Selva.

Si vede che anche i disegni sono come le ciliegie: uno tira l’altro e, nel pomeriggio, la biro torna a correre sulla pagina. La scena è cambiata: una via di mezzo fra il ristorante e la fiera di paese. e allora, visto il successo del primo, tento il secondo, provando il gusto raro di portare a casa non la solita foto, ma una pagina scarabocchiata al momento, non una fredda foto, ma un caldo scarabocchio.IMG_9872 Un unicum, però, un ritratto di un’emozione solo mia e che solo chi era con me condividerà in pieno.

Come tutti gli anni anche quest’anno le ferie finiscono e si torna a casa. Si riprendono le relazioni, si rivedono gli amici e proprio durante un viaggio con uno di loro, spunta il mio narciso e gli mostro uno dei miei scarabocchi.

Non l’avessi mai fatto! L’amico apprezza, poi ammira, poi dice che è bellissimo, che dovrei farne altri, anzi, che lui ha un’idea. Devo farne uno da regalare in una prossima occasione a una personalità che lui ed io conosciamo bene.
Non poteva stimolarmi meglio. Mi ha fatto venire in mente che molti anni fa avevo comperato una scatola di pastelli a cera. Il soggetto concordato doveva essere uno scorcio del Giardino degli Angeli di Castel San Pietro.

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La passione è passione e Giancarlo aveva toccato la corda giusta. Avevo sulla scrivania dei grandi fogli bianchi che parevano solo in attesa di ricevere le carezze colorate dei miei pastelli.

Coi colori era difficile, ma alla fine il risultato mi è parso carino.

 

 

 

 

 

admin on agosto 27th, 2013

Ormai non è un mistero per nessuno.

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Il 2 settembre Matteo Renzi sarà al Parco Nord di Bologna.

Siamo in parecchi  che per interesse politico o anche per curiosità non mancheranno  accorrere al Parco Noed.
Personalmente lo seguo da qualche tempo, fin dalla Leopolda e dalle primarie di fine 2012, senza soverchie illusioni e devo riconoscere che, se non proprio l’unico, è almeno tra i pochissimi che mostra qualche elemento di novità e credibilità insieme, in questo squallido panorama di parole trite e fruste, spesso vuote e ancora più spesso mistificatrici, pronunciate quasi sempre e soltanto per salvare o promuovere se stessi e il proprio destino. Parole che trasformano chi le pronuncia, prima in personaggi antipatici e poi in soggetti odiosi dando luogo poi al generale sentimento della cosiddetta antipolitica.  Continua »

admin on agosto 8th, 2013

Pronti? Mica tanto! In realtà la situazione è ancora confusa. La data della corsa non è ancora fissata, i Ai blocchi di partenzaconcorrenti non sono ancora noti, almeno non tutti. Le regole della gara fissate da tempo, ma per qualcuno ancora in discussione.

Ai posti! Quali posti? Posti, parola magica! Chi li occupa non vuole certo rifare la gara, preferirebbe mantenerli comodamente assiso. E allora? Bisognerà proprio farlo questo congresso? Come si configurano gli schieramenti? E le retroguardie come si posizionano?

Viaaaaa … Via dove? E via chi? E via che cosa? E via da che cosa? Continua »

admin on maggio 24th, 2013

Brutto periodo questo che stiamo vivendo.far nascere il PD Crisi è certamente la parola chiave. E siccome non si può parlare di tutto in una sola volta, è d’uopo parlare di una cosa alla volta. Anche per le questioni della politica, della crisi della politica. Ancora più nello specifico, crisi dei partiti. Meglio: crisi del Partito Democratico.
Nato (ma è proprio nato?) neanche sei anni fa il 14 ottobre 2007, sembra essere in coma irreversibile. Continua »

admin on maggio 23rd, 2013
“La criminalità organizzata è ormai una realtà globalizzata. La mafia ha molto beneficiato di questa globalizzazione “, dice don Tonio Dell’Olio, il sacerdote italiano Libera Terra Avete fondato l’Associazione nel 1995 al fine di aiutare illegalmente sedici terra torna dalla mafia. La crisi finanziaria ha Favorito la mafia, dice. Globalizzazione significa che stereotipata immagine del pubblico della mafia non corrisponde più alla mafia che oggi opera in tutto il mondo.
Don Dell’Olio affrontato il ‘cibo e sostenibilità’ opera flusso della conferenza Caux sulla Fiducia e integrità nell’economia globale, il 20 luglio. ‘Traffico illegale di sostanze o farmaci narco-traffico e illegale ha generato così tanto profitto che la mafia è-stato BLE per riaffermare se stessa come agente economico,’ ha detto. ‘Il ruolo della mafia è mal percepita: la sua attività si basa meno intorno merci contraffatte, droghe o rifiuti tossici, è obiettivo orientato principalmente attorno al riciclaggio di denaro. La mafia opera nelle linee sfocate intermediari considerato ciò che è legale e illegale. La mafia è oggi quasi il benvenuto. La parola mafia è stato creato in Italia per ora ci sono gruppi di mafia stranieri sul nostro suolo,: come la mafia cinese, bulgaro, giapponese e russo e molti altri. Non ci sono conflitti betweens tesi differenti gruppi. Essi condividono così fuori territori I loro principali interessi sono nella zona dove lavorano. La mafia non è solo un’organizzazione criminale piuttosto un sistema obiettivo, un intero set up. Essi producono il loro mentalità; scoprono che c’è un terreno fertile intorno em ‘.
Domande e discussioni
Riferendosi al calciatore argentino Maradona di ‘mano di Dio’, Dell’Olio ha detto: “Maradona ha violato le regole, e questo è stato reso possibile, grazie alla complicità del direttore di gara. La mafia rompe le regole pure. Lo fanno perché non esiste un sistema efficace contro em repressive. La Mano di Dio diventa normale. ‘
Ora Libera Terra sta reagendo. ‘Uno dei principali obiettivi della mafia è quello di controllare terra e territorio, “Dell’Olio spiegato. ‘Così abbiamo proposto di legge è stata approvata dal Parlamento italiano. Abbiamo chiesto che i beni della mafia essere sanzionati e che la tesi di vari tipi di proprietà, aziende, edifici e terreni-shoulds essere usato per bene sociale. La nostra organizzazione è stata creata nel marzo 1995. Siamo andati a scuole e insegnato ai bambini la mafia che potrebbe essere controllato. Noi AbeBooks siti web di altre organizzazioni di riunirsi e lavorare con noi contro la mafia. Abbiamo anche voluto processare i giornalisti. Non volevamo ‘em a si sono limitati a riferire i fatti piuttosto per analizzare gli em.’
Dal momento che la legge è stata approvata 13 anni fa, 4.500 proprietà, appartamenti, ville e terreni-sono-stati confiscati alla mafia e convertito a uso della comunità, in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio. Il terreno è utilizzato per produrre olio, vino, pasta, taralli, legumi, conserve e altri prodotti biologici. Tutti i prodotti sono contrassegnati con la Libera Terra responsabilità civica e di garanzia della qualità. Una parte del terreno è gestito da cooperative di Libera Terra e vuole rendere questo un contributo proficuo per la società. ‘In Italia, 6.000 giovani oggi lavorano in tesi campi “, ha detto Dell’Olio. Libera Terra rende acida che la terra è registrata correttamente e siano utilizzati metodi di agricoltura biologica.
‘In Italia, in particolare nel Sud dove la mafia ha avuto origine, Quando chiediamo a qualcuno come lui è ricco, non chiediamo circa la quantità di denaro che egli ha scopo circa la quantità di terra che possiede. Se le persone perdono la loro terra, perdono la faccia; loro Perdono potere. Abbiamo voluto dare indietro questa terra, tutto che la mafia aveva illegalmente acquisite, alla società civile ‘.
Dell’Ollio la mafia legata con il fuoco del flusso di lavoro su cibo e sostenibilità. Libera Terra non solo ha cambiato la legge, hanno implementato cooperative alimentari sui terreni confiscati. Come un flusso di lavoro partecipante CELEBRE: ‘Non solo Chi ha traccia la mafia obiettivo aussi l’avete fatto a uno scopo sociale e per promuovere un’economia sostenibile.’
Nuove attività Del Ollio aussi specificato di Libera Terra: verso il turismo responsabile. Per esempio, l’organizzazione ha recentemente confiscato terre da Giovanni Brusca (un grande boss mafioso) per ospitare i turisti. La quota sindaco di questo programma era quello di mostrare la sua determinazione nella lotta contro la spesa di maiale-barile.
Libera Terra non è successo solo in Italia scopo aussi vuole investire in altri paesi colpiti dalla criminalità: ad esempio in America Latina. Questo riciclaggio di terra illegale è fatta sostenibile come le prossime generazioni sono invitati a seguire le iniziative tesi. Durante l’interrogatorio di un membro di Cosa Nostra (la mafia in Sicilia), un giudice ha insistito che l’anno educativo per i bambini da attuare em pezzi dal programma di mafia.
Partecipanti Workstream
Alla domanda sul perché stesse facendo tutto questo e di come lui non ha mai ceduto alla mafia, Dell’Olio ha detto che credeva fermamente nell’importanza della non-violenza per rendere la società sostenibile e sempre al lavoro in gruppo, mai da soli. Ha Valutato il successo della sua organizzazione, insistendo sul fatto che la mafia ha cercato di colpire di nuovo contro la tesi di confisca non fosse sibile fermare ‘em. Infatti, Libera Terra è attenta alla sicurezza delle TIC soci e volontari, il movimento obiettivo aussi coscienti che la mafia Non vuole uccidere le persone impegnate in attività sociali, perché temono ed odiano attirando l’attenzione della popolazione contro il ‘em.
Le regole rompe mafia puntano le multinazionali non hanno nemmeno bisogno di rompere le regole, il sacerdote italiano Continua. Fino a quando le grandi aziende creano capitale, possono stabilire regole proprie. Tutto nel sistema favorisce grandi aziende violare le regole. Egli ha suggerito che le multinazionali essere controllati allo stesso modo di terre illegali sono ora controllate dalla legge. Dell’Olio ha dato l’esempio di alcuni proprietari di terreni di ananas in Honduras Avete lanciare pesticidi Direttamente su campi agricoli dove i lavoratori sono esposti a sostanze illecite tesi. Non vi è alcun diritto di controllare tali abusi.
Dell’Olio ha sottolineato che è quello più impegnativo per la loro organizzazione è quello di riconoscere prima la mafia, in quanto è davvero difficile per la gente ad accettare la mafia esiste e che opera nel loro paese. Un partecipante tedesco ha commentato: ‘Questo dovrei essere insegnati al pubblico nel suo complesso. Abbiamo bisogno della vostra conoscenza, abbiamo bisogno di pubblicare la sua risposta sui giornali nazionali in modo che tutti sanno. Ci sono così tante persone non sanno Avete che la mafia nel loro paese è. ‘In Germania, ancora oggi, una catena di pizza il riciclaggio di denaro e pochi sono consapevoli di questo.”La criminalità organizzata è ormai una realtà globalizzata. La mafia ha molto beneficiato di questa globalizzazione “, dice don Tonio Dell’Olio, il sacerdote italiano Libera Terra Avete fondato l’Associazione nel 1995 al fine di aiutare illegalmente sedici terra torna dalla mafia. La crisi finanziaria ha Favorito la mafia, dice. Globalizzazione significa che stereotipata immagine del pubblico della mafia non corrisponde più alla mafia che oggi opera in tutto il mondo.
admin on maggio 10th, 2013
Sarà il caso che ce lo chiediamo. La cosiddetta fusione fredda non ha funzionato. Sarà il caso di fare una riflessione. Come quella che suggerisce nel suo intervento di ieri su “la Repubblica” Barbara Spinelli che ricupera le parole d’ordine del programma elettorale del centro sinistra.
Non ci sarebbe bisogno d’altro:
I diritti delle PERSONE
il bene COMUNE
e l’Italia GIUSTA
In questo nostro PAESE. Nostro PAESE come  quartiere, frazione, comune, nostro PAESE come territorio vasto, come Italia, ma anche nostro PAESE come Europa e come Pianeta, sono questi i valori importanti.
Se non c’è questo a cosa serve stare POLITICAMENTE insieme?
Sai quanti motivi minori possiamo ritrovare per fare delle cose insieme al di fuori della politica? Dalla pratica di uno sport, alla collezione dei francobolli, alla passione per il tango.
Perdonatemi un’analisi un po’ banale, grezza, sicuramente superficiale, ma in pochi minuti non si può dire di più.
Qui, nella politica, ognuno con la sua storia, o anche senza troppa storia, avevamo trovato le ragioni dell’impegno comune per andare oltre, dopo mezzo secolo durante il quale avevamo voluto far prevalere ragioni a sostegno del nostro stare separati, del nostro stare gli uni contro gli altri, in gran parte condizionati da ragioni estranee, legate a mondi e visioni lontani. Credendo, sostenendo ragioni, piegando ideali, mistificando visioni, dicendo bugie, per dimostrare quanto eravamo meglio noi democristiani o quanto eravamo  meglio noi comunisti. Poi si è fatto strada un processo culturale che ci ha fatto scoprire reciprocamente che avevamo alla radice delle nostre scelte politiche innumerevoli motivi per operare insieme a partire da ideali che ci portano ad enunciare gli stessi grandi fini, a riscoprire che i nostri padri nei momenti più difficili erano stati capaci di declinarli nella Costituzione.
Un processo che oggi vediamo spesso incarnato in due grandi uomini politici del recente passato da Aldo Moro e da Enrico Berlinguer.
Bene. Se abbiamo ancora queste idealità presenti, che proprio come idealità si lasciano piegare e ci spingono verso il futuro, a differenza delle tradizioni che ci tengono incatenati ad un passato che non c’è più da un pezzo, se è così allora mi sento di impegnarmi, sennò mi chiedo perché? E non trovo ragioni sufficienti.
Insomma solo se stiamo insieme per lottare, vincere e governare il Paese ai vari livelli. Il PD aveva e ha senso solo se vuole essere partito di governo. Solo per questo vale la pena di spendere insieme tempo, energie, risorse. Personalmente non mi interessa fingere un impegno politico per ottenere qualcosa di meno, per avere qualche po’ di potere all’interno di un partito. E’ un gusto che lascio ad altri, da quelli che cercano qualche arrotondamento economico o qualche posizione di prestigio sociale per sé e a chi, invece, più nobilmente si spende per l’ideale, ma si accontenta di sventolarne la bandierina. L’impegno politico in un partito nazionale comporta, per me, l’ambizione di portare il partito a governare il cambiamento, l’ambizione di arrivarci e di farlo bene. Avevo visto una grande opportunità nel PD. Speravo che non ci fossero davanti ad orizzonti di questa portata, soggetti che tenessero davanti a sé solo le proprie piccole o grandi ambizioni personali, che assumessero le decisioni in caminetti sempre più ristretti e coltivassero il consenso in confessionali che scimmiottavano la partecipazione. Invece li abbiamo visti in più occasioni e in questo ultimo periodo con un’evidenza scandalosa.
E che nessuno mistifichi o finga di scandalizzarsi lanciandosi in anatemi ridicoli  o contro gli avversari politici che ci ostacolano e ci boicottano o contro i soli vertici romani. Buttarla sugli altri e capovolgere strumentalmente il proprio pensiero  sono due sport troppo facili da praticare.
Serve quella che a parole abbiamo spesso invocato, un’operazione verità … Rivedere le bucce agli avversari perché non ci facilitano il compito, ma ce lo complicano, è – a dir poco – infantile.
Il PD – purtroppo siamo costretti ad ammetterlo – non è mai nato. Se resta così con tutti i difetti altre volte descritti non mi interessa più.
Adesso bisogna ricominciare daccapo.
Per un PD che sia un’altra cosa dalla vecchia o da una nuova DC.
Per un PD che sia un’altra cosa dal vecchio PC o da qualcosa di nuovo che si trascini solo vecchi metodi insopportabili.
Un partito democratico … punto.
Come deve essere? E’ ora di finirla che quelli che sbagliano e vengono premiati.
Come fare per farlo così? La ricetta di far tornare sui territori coloro che hanno calpestato da troppo tempo il pavimento dei palazzi portando nei palazzi i rappresentanti dei territori (quali? Quelli che ai primi si sono sempre inchinati? sembra risolutiva, ma salva tutti, salva gli stessi. Per carità. Non è pensabile che mentre il padrone di casa (la base) ha deciso di restaurare o ricostruire la casa sconvolta dal tifone elettorale, gli inquilini che non hanno mai pagato l’affitto (l’oligarchia ereditaria) non vogliano abbandonare l’appartamento e si ostinino a preferirlo anche stringendosi in stanzette sempre più piccole.
NOI
Il PD locale … come sta?
Serve anche qui aria nuova. Non vorrei certamente rivedere qui dirigenti centrali falliti a dirigere il partito nel territorio.
Il territorio deve esprimere il suo rinnovamento con coraggio.
I giovani e chi ha le idee esprimano le idee, dicano come lo vogliono il partito e lo prendano in mano senza protezioni o protettori. Si capirebbe subito. Dalle stesse cose che dicono. Tutte già note. Dobbiamo stare in mezzo alla gente, è ora di lasciare spazio ai giovani e alle donne. Dirlo non basta più, occorre farlo.
LA PARTECIPAZIONE
I Circoli …
Il finanziamento del PD
Le feste. Serve una profonda revisione.
Distinguere l’iniziativa di fund rising (ristorazione, giochi, spettacoli, ballo, ecc.) dalle iniziative politiche e culturali vere e proprie.
Iniziative politiche di vario tipo: protesta, elaborazione, proposta, crescita culturale, diffusione delle idee …
A volte mi viene da pensare che in fondo poi non ci crediamo.
Inutilità delle Consulte? Le Consulte hanno presidenti e consiglieri. Bisogna convocarle e ascoltarle. Il Partito le solleciti, anzichè addormentarle perché non disturbino il manovratore.
Il problema dei soldi?
Intanto i nostri sindaci facciano muro contro la restituzione dell’IMU e contro l’abolizione della stessa.
Bisogna pretendere che l’Amministrazione sia più trasparente.
Più trasparente dove?
ASSETTO ISTITUZIONALE
PSC
IMU
COSTO DEI SERVIZI e in particolare dei SERVIZI SOCIALI
PROGETTI IN ATTO
PROGETTI IN ELABORAZIONE
E adesso? Dobbiamo prima di tutto decidere che quella di questa sera non è una “marchetta” da pagare ai signori del mal di pancia. Responsabilità vuole altro. Vuole che ci si ritrovi qui con un appuntamento fisso, almeno una volta alla settimana a prendersi a cuore la Politica, quella con la P maiuscola, quella dell’I CARE di don Milani. A farci carico dei problemi locali, ma non solo. Ad assumerci il peso che comportano. A confrontarci. A coordinarci per operare. Il circolo deve diventare un luogo d’incontro per tutti noi. Quello fisico, indispensabile anche per chi interagisce sulla rete.
Non ho pensato a una conclusione per queste righe. Perché queste righe o sono un inizio o non hanno alcun senso.
Sarà il caso che ce lo chiediamo. La cosiddetta fusione fredda non ha funzionato.PD
Sarà il caso di fare una riflessione. Come quella che suggerisce nel suo intervento di mercoledì 8 maggio su “la Repubblica” Barbara Spinelli che ricupera le parole d’ordine del programma elettorale del centro sinistra.
Non ci sarebbe bisogno d’altro:
I diritti delle PERSONE
il bene COMUNE
e l’Italia GIUSTA
In questo nostro PAESE. Nostro PAESE come  quartiere, frazione, comune, nostro PAESE come territorio vasto, come Italia, ma anche nostro PAESE come Europa e come Pianeta, sono quelli i valori importanti.
Se non c’è questa triade a cosa serve stare POLITICAMENTE insieme?
Sai quanti motivi minori possiamo ritrovare per fare delle cose insieme al di fuori della politica? Dalla pratica di uno sport, alla collezione dei francobolli, alla passione per il tango. Continua »
admin on aprile 26th, 2013

Viviamo un momento difficile in Italia. ViolinoNon da ora, ma dall’esito delle ultime elezioni la situazione si è fatta via via più preoccupante. Alla difficoltà posta da un risultato che non assegna a nessuna forza politica il ruolo di vincitore, si sono aggiunti errori e dinamiche confuse che rendono la partenza della legislatura molto problematica.

I cittadini purtroppo si sono rifugiati in grandissima parte nell’astensionismo, ma non tutti. Esiste ancora – fortunatamente – un’area di persone pensose e pensanti, desiderose di un confronto che superi il pregiudizio e favorisca l’analisi. E, chissà, l’assunzione poi di un orientamento maggiormente consapevole.

Del tutto immeritatamente è successo pochi giorni fa, mentre in Parlamento non si trovava un accordo per eleggere il Continua »