Dal balcone di casa  se ne vedono due di chiese. 

Una è la parrocchiale dedicata all’Assunta, l’altra dedicata a San Pietro. Una terza, dedicata a San Lorenzo e a Santa Margherita,  non si vede dal balcone ed è stata la piacevole scoperta di una breve escursione esplorativa pomeridiana a Fiè di Sopra. Una quarta, dedicata all’arcangelo Michele che, a quanto pare svolge il compito di pesare le coscienze delle anime trapassate, era la cappella funeraria annessa al cimitero che, come sempre in Alto Adige, circonda la chiesa parrocchiale. Ma ora è il museo della parrocchia.

Non smetto di chiedermi come mai qui in montagna, tra le cime più belle del mondo, patrimonio universale dell’Umanità, mi sono entusiasmato così tanto all’ambiente umano e immediatamente alle chiese. Porsi domande è peculiare di noi esseri umani e le risposte difficilmente sono univoche, definitive.

Devo ammettere che queste chiese fanno parte quasi “naturalmente” dell’ambiente. Già quando velocemente lo attraversi in auto, le vedi, abbarbicate lungo i pendii, chiocce di pietra attorniate da pulcini di pietra e legno, creste a punta o a cipolla. Covano da cinque, sei, settecento anni e più ancora, in gara con i castelli, poderosi, merlati, di vedetta, dominanti vallate.

Anche qui ce n’è uno, quello di Presule.

Merita una visita e sollecita qualche approfondimento che mutuerò da una vera e propria guida del luogo: Cultura Fellis. Edifici d’interesse storico culturale di Fiè allo Sciliar.

“Anche se il castello medievale è per la prima volta menzionato in un documento risalente al 1279 (castrum preslie) in realtà i signori di Fiè – amministratori  del vescovo di Bressanone – lo fecero erigere già attorno al 1200. Il più illustre rappresentante della dinastia fu sicuramente Leonhard von Völs Colonna (1458-1530), per molti anni il governatore del “Land an der Etsch und im Gebirge” (“Terra all”Adige e in montagna”), come si usava definire allora il Tirolo. Proprio a lui si deve l’aspetto attuale del castello che fece fortificare secondo nuove tecniche difensive e allestire secondo il gusto dell’epoca dell’Imperatore Massimiliano I. Il portone d’ingresso reca l’anno 1517.

Una moderna scultura posta innanzi all’entrata ricorda i processi alle streghe, che si svolsero nel castello tra il 1506 e il 1510.

All’interno della possente cinta muraria una via lastricata conduce fino al pittoresco cortile interno da cui si accede direttamente alla sala delle colonne e dove è possibile ammirare ancora oggi l’antico pozzo a carrucola. Di particolare fascino tra le stanze sono particolarmente la sala dei cavalieri (con pannelatura neogotica) e la stanza del camino.”  (Continua)

 

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