{"id":818,"date":"2011-06-02T18:36:03","date_gmt":"2011-06-02T17:36:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=818"},"modified":"2011-06-02T18:54:34","modified_gmt":"2011-06-02T17:54:34","slug":"non-dorme-il-nostro-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=818","title":{"rendered":"Non dorme il nostro popolo!"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 solo da sperare che questo, della Spinelli, sia ottimismo dell&#8217;intelligenza. Certo, anche il suo. Perch\u00e9 se davvero \u00e8 cos\u00ec,<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/elezioni-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-821\" title=\"elezioni 2\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/elezioni-2.jpg\" alt=\"elezioni 2\" width=\"251\" height=\"201\" \/><\/a> possiamo realmente riacquistare fiducia. Fiducia nel presente e nel futuro. possiamo pensare che stiamo davvero uscendo dal tunnel, che la notte italiana, questa interminabile notte, sta per finire. Gli argomenti che l&#8217;analisi della Spinelli porta sono credibili, perch\u00e9 sono sostanziati dai numeri.<\/p>\n<p>Non ci capacitavamo di fronte alla realt\u00e0 di un Paese che sembrava incapace di reagire, non ci capacitavamo di fronte ad un Parlamento ostaggio del dio denaro, non ci capacitavamo davanti all&#8217;incapacit\u00e0 della classe politica di esprimere figure nuove e credibili, non ci capacitava una rabbia che si sostanziava nella fuga dalla politica e dalle urne, si rimaneva a bocca chiusa di fronte alla reiterata domanda che immancabilmente ci veniva rivolta nei nostri viaggi all&#8217;estero: ma come avete fatto? Ci stavamo convincendo, di fronte a pezzi di mondo che,\u00a0convinti che\u00a0<em>&#8220;yes, we can!&#8221;, <\/em>provavano a realizzare il <em>change<\/em> obamiano<em>,<\/em><em> <\/em>noi non saremmo mai stati capaci.<\/p>\n<p>Gli altri affrontavano la sfida del cambiamento in piazza Tahrir, gli altri affrontano la sfida cavalcando con speranza le onde spesso crudeli del Mediterraneo. \u00a0Anche in Europa gli altri riescono a trasformare la connessione virtuale in connessione reale e si ritrovano fratelli e sorelle dalla Puerta del Sol a Piazza Catalunya. Solo gli altri? Sembrava.<!--more--><\/p>\n<p>E invece? Da qualche settimana abbiamo la prova. Non dorme il nostro popolo.<\/p>\n<p>Anche la nostra protesta disperata, quella dei giovani sui tetti delle universit\u00e0, quella degli operai sulle gru, &#8230; quella degli studenti, delle studentesse, delle famiglie preoccupate per l&#8217;avvenire di figli e nipoti, quella delle donne offese nella dignit\u00e0, quella dei cittadini con meno diritti, quella dei cittadini basiti per l&#8217;uso impazzito del potere, quella di un popolo che si veste di viola per difendere la legalit\u00e0 continuamente minacciata, quella di coloro che vogliono tornare ad <em>eleggere <\/em>i parlamentari &#8230; Questa protesta si ritrova unita &#8211; anche oltre le strategie e le tattiche dei singoli partiti di governo e di opposizione nelle urne elettorali. Starei per dire &#8220;nel posto giusto&#8221; soprattutto per chi, come noi, vive in un paese democratico.<\/p>\n<p>Infatti a Torino dove il sindaco uscente aveva dato ottima prova, c&#8217;\u00e8 stato un naturale avvicendamento dello stesso segno politico, a Bologna si \u00e8 recuperata la normalit\u00e0 amministrativa dopo la punizione del commissariamento e, proprio attraverso un bel passaggio dalle primarie, il centro sinistra \u00e8 risultato maggiormente credibile e ha vinto al primo turno. A Milano, belle primarie e centro sinistra vittorioso mentre il sindaco delle illusioni e delle paure \u00e8 stato mandato a casa. A Napoli, dove le primarie avevano prodotto un brutto flop, gli elettori si sono ripresi il potere di scegliere e, al secondo turno, hanno mandato il candidato che preferivano. E lo hanno fatto vincere. Coraggio! Qualcosa \u00e8 scattato.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">L&#8217;ottimismo dell&#8217;intelligenza<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Barbara-Spinelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-820\" title=\"Barbara Spinelli\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Barbara-Spinelli-198x300.jpg\" alt=\"Barbara Spinelli\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Barbara-Spinelli-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Barbara-Spinelli.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>di BARBARA SPINELLI<\/p>\n<p>SE NON ci fossero state persone come Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris, nelle due citt\u00e0 malate d&#8217;Italia che sono Milano e Napoli, probabilmente non avremmo assistito in diretta alle fine politica di Berlusconi e della sua inaudita magia. Molti elementi hanno contato, e tra questi sicuramente la coalizione divenuta un garbuglio, la cocciuta scommessa di Gianfranco Fini su una nuova destra legalitaria, la smisurata insipienza di un premier che s&#8217;aggrappa follemente a Barack Obama come Michele Sindona s&#8217;aggrapp\u00f2 negli anni &#8217;70 agli amici americani.<\/p>\n<p>Ma il vento pi\u00f9 impetuoso viene da altrove, viene da dentro gli animi, \u00e8 una forza che ha travolto tutti i copioni consueti. Eravamo abituati a dire, con Gramsci, che quel che urge \u00e8 il pessimismo della ragione e l&#8217;ottimismo della volont\u00e0. Non \u00e8 vero. Quel che ha vinto, a Milano e Napoli, \u00e8 l&#8217;ottimismo della ragione: lo sguardo chiaro, veggente, sui tanti segnali degli ultimi anni. Il non possumus di Fini, le onde viola, la manifestazione delle donne il 13 febbraio, irradiatasi da Internet come virus (&#8220;Bastava non votarlo&#8221;, diceva un cartello: \u00e8 stato preso sul serio). Qualche giorno dopo, al festival di San Remo, il televoto scelse Roberto Vecchioni e anche quello fu un segno.<\/p>\n<p>Alle nostre spalle, ci sono tanti sassolini bianchi che hanno finito col mostrare la via, come nella fiaba di Grimm. Li abbiamo messi noi, cittadini-elettori. Il castello che sembrava granitico, \u00e8 il popolo sovrano che l&#8217;abbatte; lo stesso popolo che il premier usa per affermare un potere illimitato. Un&#8217;immensa e tranquilla fiducia di potercela fare, un&#8217;intelligenza-conoscenza dell&#8217;Italia reale, una voglia di provare alleanze interamente centrate sull&#8217;etica pubblica e la legalit\u00e0, un&#8217;estraneit\u00e0 profonda ai partiti dell&#8217;opposizione, alle loro \u00e9lite: questi gli ingredienti che hanno fatto lievitare il pane che abbiamo mangiato luned\u00ec. E il senso che s\u00ec, pi\u00f9 di Gramsci valeva Pessoa: &#8220;Tutto vale la pena, se l&#8217;anima non \u00e8 piccola&#8221;. Chi ha ottimismo della volont\u00e0, lasciando che la ragione si deprima e inebetisca, altro non gli resta che la volont\u00e0 di potenza.<\/p>\n<p>L&#8217;ottimismo dell&#8217;intelligenza apre lo sguardo ai segni \u00a0&#8211; \u00a0rendendo visibile l&#8217;invisibile \u00a0&#8211; \u00a0entra in sintonia con le mutazioni di una societ\u00e0, resuscita parole diradatesi per malinconia. \u00c8 possibile ricostruire una Milano accogliente, capitale morale. \u00c8 possibile strappare il Sud a mafia, &#8216;ndrangheta, camorra, corona unita, cominciando dalla citt\u00e0-Babilonia che \u00e8 Napoli. Non ci fa paura la paura. Luigi Bersani ha avuto la saggezza (dopo due sconfitte dei candidati Pd: alle primarie milanesi e nel primo turno a Napoli) di presentire che questa primavera italiana lui doveva assecondarla, aiutarla. Come scrive nel suo blog Pietro Ancona, gi\u00e0 segretario della Cgil, Bersani s&#8217;\u00e8 mostrato capace di buon senso: &#8220;Ha preferito vincere senza essere il protagonista principale, piuttosto che perdere essendolo&#8221;. Anche questo \u00e8 ottimismo dell&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p>Non siamo pi\u00f9 invischiati in un Pd che corre da solo, che fa cadere Prodi presumendo di liberarsi della zavorra di Antonio Di Pietro o della sinistra radicale. Che per anni ha avuto come scopo essenziale quello di esser battezzato &#8220;riformista&#8221; dal finto sacerdote Berlusconi. Pisapia, Vendola, De Magistris guardano al potere senza pi\u00f9 complessi: aspirano a prenderlo, con fiducia in s\u00e9, nel proprio ragionare, negli elettori. Gli stessi vizi della sinistra radicale (la riluttanza a governare, a pagare il prezzo che questo comporta) si fanno obsoleti e inutili. Crederci, non crederci: questo era il dilemma, se parafrasiamo Amleto. &#8220;Se sia pi\u00f9 nobile sopportare gli oltraggi, i sassi, i dardi dell&#8217;iniqua fortuna, o prender l&#8217;armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli&#8221;. Sulla bilancia \u00e8 stata la forza trasformatrice della verit\u00e0 a pesare: forza malinconica forse \u00a0&#8211; \u00a0disvelatrice di fatti e misfatti \u00a0&#8211; \u00a0ma non pessimista. I veri giustizialisti sono stati in questi anni coloro che pi\u00f9 esecravano i magistrati. Fino a quando non si \u00e8 condannati in terzo grado, tutto \u00e8 permesso: gli insulti, le pi\u00f9 immorali condotte pubbliche. Gli elettori delle amministrative restituiscono alla politica la sua vera ambizione: quella di agire e correggersi prima che intervenga il magistrato. Quella di non contar frottole, quando la crisi infuria.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine la crisi, che cambia il vento: un po&#8217; come in America quando vinse Obama. I candidati dell&#8217;opposizione non si sono accontentati pi\u00f9 di dire: &#8220;Noi italiani siamo fatti cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 poco da fare&#8221;. C&#8217;\u00e8 invece, a cominciare da s\u00e9. Basta legger con cura i dati Istat sull&#8217;economia che barcolla, e la chimera dell&#8217;Italia immunizzata evapora. Basta scoprire come l&#8217;economia di intere regioni stagni, perch\u00e9 pervasa dall&#8217;illegalit\u00e0, dallo sprezzo dello Stato. \u00c8 molto significativo che a Napoli sia un uomo di legge (&#8220;malato di protagonismo&#8221;, dicevano le sinistre fino a poco tempo fa) ad aver conquistato uno straordinario 65,4 per cento. Tutto quello che sappiamo dei disastri economici causati dalle mafie, o del peso ricattatorio esercitato a Napoli e Roma da persone come Cosentino, gli ottimisti dell&#8217;intelligenza l&#8217;hanno appreso da indagini giudiziarie preziose. I magistrati sono per Berlusconi brigatisti, cancri, uomini antropologicamente diversi. Ora \u00e8 antropologicamente diversa gran parte d&#8217;Italia. Sar\u00e0 interessante vedere se anch&#8217;essa sar\u00e0 insultata: come la Consulta, la Costituzione, il Quirinale, la magistratura, l&#8217;informazione indipendente.<\/p>\n<p>Nel berlusconiano impero dei segni, tanti s&#8217;erano installati: vassalli riottosi, ma pur sempre vassalli. Anche il Pd, quando faceva mancare i propri voti alla Camera; anche Casini, quando approvava la legge liberticida sul fine vita. Scoraggiamento e pessimismo li inchiodavano dov&#8217;erano. Un&#8217;altra Italia ha fatto scoppiare la bolla dei segni, con la spilla dei buoni argomenti, la mitezza dei candidati, anche con lo scherno: c&#8217;\u00e8 stato un momento, fra i due turni, in cui ha fatto irruzione l&#8217;ironia e il banco di Berlusconi \u00e8 saltato. \u00c8 stato quando un utente twitter ha lanciato un appello alla Moratti: &#8220;Il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenico Puppa! Sindaco rispondi!&#8221;. Al che il sindaco: &#8220;Nessuna tolleranza per le moschee abusive!&#8221;. Era una bufala, n\u00e9 Sucate n\u00e9 Puppa esistono. Cos\u00ec come non esistono l&#8217;Italia berlusconiana, gli annunci miracolosi del premier. Un&#8217;esilarante fandonia ha scacciato la fandonia sempre meno allegra, sempre pi\u00f9 cupa, del leader.<\/p>\n<p>Prima o poi la ribellione doveva venire, connettersi al mondo reale. Un mondo dove i giovani, stando all&#8217;Istat, sono derubati di futuro: con tassi di disoccupazione superiori di 3,7 punti rispetto alla media europea; con un&#8217;emigrazione all&#8217;estero in aumento, perch\u00e9 il merito da noi non conta pi\u00f9. Quasi la met\u00e0 dei giovani occupati \u00e8 precaria. Quasi un quarto \u00e8 Neet (acronimo inglese di Not in Education, Employment or Training). Ora si tratta di vedere cosa l&#8217;opposizione far\u00e0: come costruir\u00e0, dopo aver distrutto. Come si mobiliter\u00e0 per il referendum su acqua, legittimo impedimento (legalit\u00e0), nucleare. \u00c8 un&#8217;impresa colossale, dopo anni di crisi negata. Il 24 maggio, la Corte dei Conti ha ammonito: per raggiungere un rapporto fra debito pubblico e Pil pari al 60% (per evitare la bancarotta greca, come chiesto dall&#8217;Europa), l&#8217;Italia dovr\u00e0 ridurre il debito del 3% all&#8217;anno, pari oggi a circa 46 miliardi.<\/p>\n<p>Per Berlusconi, \u00e8 missione impossibile: a causa del governo infermo, e del populismo. Ma sinistra e altri oppositori ne sono capaci, dopo aver sostenuto in questi anni che Prodi cadde per colpa del rigore? Sono capaci di dire che le tasse non vanno diminuite, che nell&#8217;economia-mondo la crescita sar\u00e0 debole, i sacrifici non comprimibili, l&#8217;equit\u00e0 tanto pi\u00f9 indispensabile? La strada \u00e8 impervia. Ma l&#8217;Italia forse ascolta oggi parole di verit\u00e0, se chi le dice avr\u00e0 l&#8217;ottimismo dell&#8217;intelligenza, oltre a quello della volont\u00e0.<\/p>\n<p>(01 giugno 2011)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 solo da sperare che questo, della Spinelli, sia ottimismo dell&#8217;intelligenza. Certo, anche il suo. Perch\u00e9 se davvero \u00e8 cos\u00ec, possiamo realmente riacquistare fiducia. Fiducia nel presente e nel futuro. possiamo pensare che stiamo davvero uscendo dal tunnel, che la notte italiana, questa interminabile notte, sta per finire. 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