{"id":786,"date":"2011-03-27T00:14:34","date_gmt":"2011-03-26T23:14:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=786"},"modified":"2011-03-27T00:26:59","modified_gmt":"2011-03-26T23:26:59","slug":"testimonianze-per-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=786","title":{"rendered":"Testimonianze per capire"},"content":{"rendered":"<p>Sono sempre stato per la pace e voglio essere ancora per la pace. Ma come si fa a mantenere la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/bandiera-libia-in-mano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-789\" title=\"bandiera libia in mano\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/bandiera-libia-in-mano.jpg\" alt=\"bandiera libia in mano\" width=\"333\" height=\"221\" \/><\/a>coerenza nel momento in cui il tuo paese si impegna in una azione che sa tanto di guerra?<\/p>\n<p>Gli aerei che partono dalle basi di Trapani, i missili Tomawack che piovono sulle caserme, gli aeroporti, i bunker, gli obiettivi sensibili della Libia non lanciano volantini, ma bombe.<\/p>\n<p>A tutti viene da chiedersi se proprio si doveva giungere fin qui, se non si poteva trattare prima e meglio, ma del senno di poi &#8211; dice il proverbio &#8211; son pieni i fossi. E cos\u00ec si \u00e8 cominciato a pensare seriamente che l&#8217;interlocutore che ci frenava l&#8217;immigrazione dietro lauti compensi era un tiranno pronto a massacrare il suo popolo se avesse alzato la testa e preteso la fine del regime.<\/p>\n<p>Abbiamo in molti sperato che la ribellione popolare in Libia potesse avere un rapido successo come in Tunisia e in Egitto. Troppo impari era la lotta e una informazione e una comunicazione come quella di cui il mondo ormai dispone, lo ha rivelato: il tiranno, con la violenza delle sue armi e delle sue milizie, con la forza del suo danaro capace di comperare la disperazione di popolazioni alla fame e trasformarla in forza mercenaria, con inaudite minacce e con subdole lusinghe nei confronti dei sudditi pi\u00f9 deboli e indifesi,\u00a0stava ormai soverchiando una ribellione che altrove aveva avuto successo e creato speranze di libert\u00e0 e democrazia. Nessuno \u00e8 tanto ingenuo da non pensare che dietro all&#8217;intervento delle potenze che hanno votato la risoluzione n. 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non si nascondano cospicui interessi economici per il presente e il futuro, ma lo slancio manifesto di popoli che ci stanno sorprendendo, di donne, madri e padri con i figlioli in braccio o per mano con gli occhi pi\u00f9 aperti di quanto il pigro occidente potesse pensare, di giovani pronti a tutto pur di aprire uno spiraglio ad una vita degna di essere vissuta, non potevano n\u00e9 dovevano sfumare nell&#8217;indifferenza. Un&#8217;indifferenza pericolosa e rinunciataria, madre di un pacifismo altrettanto pericoloso. La scelta era tra l&#8217;aiuto da portare a chi lottava per il proprio futuro a mani nude e l&#8217;atteggiamento pilatesco dello stare alla finestra sperando ingenuamente in un incredibile &#8220;ravvedimento operoso&#8221; da parte di chi stava gi\u00e0 strozzando le sue vittime.<\/p>\n<p>Per questo ho raccolto con soddisfazione le parole pronunciate nell&#8217;edizione della sera del TG regionale dell&#8217;Emilia Romagna di mercoled\u00ec 23 marzo e replicate in una chiara intervista di gioved\u00ec 24 sulle pagine bolognesi di Repubblica da un medico libico docente nella nostra universit\u00e0 che ho recentemente conosciuto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8220;Io, esule libico dal Sant&#8217;Orsola \u2028lotto con la Nato contro Gheddafi&#8221;<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Bunkheila1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-788\" title=\"Bunkheila\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Bunkheila1.jpg\" alt=\"Bunkheila\" width=\"91\" height=\"91\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>Feisal Bunkheila ha lasciato il suo Paese per studiare Medicina a Bologna: ha creato il coordinamento della sua comunit\u00e0 in Italia. &#8220;Siamo dissidenti perch\u00e9 lo conosciamo da 42 anni&#8221;<\/em><\/p>\n<p>di ILARIA VENTURI<\/p>\n<p>&#8220;S&#8217;\u00e8 rotta la barriera del terrore, siamo usciti da un incubo, finalmente. Ora \u00e8 nostro dovere dare una mano ai ragazzi che stanno morendo in Libia in nome della libert\u00e0&#8221;. Feisal Bunkheila ha lasciato la sua<!--more--> patria per studiare Medicina a Bologna, e qui \u00e8 rimasto, dopo la specializzazione in oncologia e radioterapia oncologica. Medico al Sant&#8217;Orsola, bolognese d&#8217;adozione, libico dissidente. Costretto a vivere nella paura, come tutti quelli fuggiti dal regime, per 42 anni.\u2028\u2028Ora \u00e8 la voce dei libici italiani che proprio a Bologna hanno creato il coordinamento della loro comunit\u00e0 in Italia. In tutto, sono un migliaio, e quelli che vivono in citt\u00e0 si contano sulle dita d&#8217;una mano. &#8220;Chiediamo il riconoscimento del governo provvisorio di Bengasi, vogliamo far capire che \u00e8 una rivolta popolare, per la dignit\u00e0, la libert\u00e0, la democrazia&#8221;.\u2028\u2028Domenica scorsa una cinquantina di loro, provenienti da varie citt\u00e0, si sono ritrovati in una sala del circolo Pd alla Bolognina. Abbracci e lacrime, un doloroso pensiero alle stragi di Misurata, agli scontri a Bengasi, ai familiari in pericolo a Tripoli, a coloro che vivono nelle case sotto le bombe. Ma anche la speranza, ora.\u2028\u2028&#8221;Siamo dissidenti perch\u00e9 conosciamo Gheddafi da 42 anni ed \u00e8 il motivo per cui io ho preferito, dopo gli studi, rimanere qui: in Libia non c&#8217;era libert\u00e0 &#8211; racconta Feisal -. Ci conosciamo quasi tutti, da una vita, e ci siamo riuniti per parlare della situazione nel nostro Paese, per organizzarci&#8221;.\u2028\u2028Il coordinamento appena nato ha gi\u00e0 preso contatti con Emergency, con la Croce Rossa e altre organizzazioni umanitarie. &#8220;Vogliamo sostenere la nostra gente, con medicinali e tutto quello di cui ci sar\u00e0 bisogno. Il regime ha oppresso il mio popolo, Gheddafi e la sua famiglia hanno avuto la disponibilit\u00e0 di tutto, della nostra vita, delle nostre risorse, del nostro onore, delle nostre famiglie. Di qui la ribellione&#8221;.\u2028Da Bologna, il medico e coordinatore della Comunit\u00e0 libica appoggia l&#8217;intervento Nato. &#8220;Era indispensabile, anzi doveva esser fatto prima. Io odio la violenza e la guerra, sono un medico, lavoro per salvare le vite. Ma l&#8217;Occidente doveva intervenire. Ricordo che sino a sabato scorso Bengasi era destinata a diventare un&#8217;altra Bosnia. Chiediamo che il bagno di sangue s&#8217;arresti. Gheddafi ha perso la legittimit\u00e0 a governare la Libia, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere un interlocutore per il mondo libero&#8221;.\u2028Sull&#8217;arrivo di profughi, che saranno accolti anche in Emilia Romagna, Bunkheila \u00e8 netto: &#8220;La mia gente non vuole rimanere in Italia, ma vivere in Libia. Se arriveranno, sar\u00e0 per l&#8217;emergenza, poi torneranno a casa&#8221;. Per lui la storia \u00e8 diversa: &#8220;Se io rientrer\u00f2 in Libia, sar\u00e0 per aiutare, ma la mia vita \u00e8 ormai qui&#8221;. E torna indietro, coi ricordi, alla fine degli anni &#8217;70: &#8220;Mi trovavo con gli altri pochi libici che vivono qui e non ci sentivamo mai protetti, avevamo paura per la nostra famiglia. E cos\u00ec siamo vissuti: lontani, da cittadini italiani, con le radici e il cuore in Libia, ma nel terrore. Ora l&#8217;incubo deve finire, \u00e8 finito&#8221;.<\/p>\n<p>(24 marzo 2011)<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono sempre stato per la pace e voglio essere ancora per la pace. Ma come si fa a mantenere la\u00a0coerenza nel momento in cui il tuo paese si impegna in una azione che sa tanto di guerra? 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