{"id":747,"date":"2011-03-23T19:16:15","date_gmt":"2011-03-23T18:16:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=747"},"modified":"2011-03-23T19:16:44","modified_gmt":"2011-03-23T18:16:44","slug":"piazze-reali-e-virtuali-alleanze-virtuose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=747","title":{"rendered":"Piazze reali e virtuali: alleanze virtuose"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati venti giorni dalla pubblicazione di questa analisi su quanto succede nel Mediterraneo<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Barbara-Spinelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-777\" title=\"Barbara Spinelli\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Barbara-Spinelli.jpg\" alt=\"Barbara Spinelli\" width=\"230\" height=\"347\" \/><\/a>e,contrariamente al solito, non perde in freschezza e centra l&#8217;obiettivo. Ma per Barbara Spinelli non \u00e8 una novit\u00e0.<\/p>\n<p>Non mi sento di aggiungere alcunch\u00e9. Personalmente, dopo la lettura ho verificato qualche interrogativo in meno e qualche speranza in pi\u00f9.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\">L&#8217;ANALISI<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>L&#8217;agor\u00e0 araba<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\">di BARBARA SPINELLI<\/span><\/p>\n<p>Strane e nuove cose stanno accadendo nei paesi arabi. Strane e nuove anche per quel che dicono di noi, democrazie assestate ma incapaci di ricordare come nacquero, di chiedersi se ancora sono all&#8217;altezza delle promesse d&#8217;origine. Tutti i paesi europei sono sconvolti dai turbini nordafricani, ma \u00e8 in Italia che<!--more--> lo sgomento s&#8217;accoppia a quest&#8217;inettitudine, radicale, di interrogare se stessi. \u00c8 come se ci fossimo abituati, lungo gli anni, a pensare la democrazia in maniera monistica: come se il dominio, anche da noi, fosse di uno solo. Come se una fosse la fonte della sovranit\u00e0: il popolo elettore. Una la legge: quella del capo. Una l&#8217;opinione, anche quando essa coincide con il parere di una parte soltanto (la maggioranza) della collettivit\u00e0. Monismo e pensiero unico cadono a pezzi oltre il Mediterraneo, ma da noi hanno messo radici e vantano trionfi.<\/p>\n<p>Tocqueville spiega bene, nei libri sulla Rivoluzione francese, le insidie delle prese della Bastiglia. Il Re fu sostituito da un potere solitario, illimitato, pi\u00f9 efficace della Corona. Quello del Popolo, uno e indivisibile. Un solo valore venne eretto a valore supremo, non negoziabile: quello della Ragione. L&#8217;Uno \u00e8 il fulcro del pensiero monistico, e surrettiziamente ci addestra a pensare contro la democrazia. Fino a due non riusciamo a contare. La stabilit\u00e0 \u00e8 l&#8217;idolo cui sacrifichiamo le primordiali aspirazioni democratiche. Forse \u00e8 il motivo per cui i governanti europei, e gli italiani in sommo grado, faticano a capire i paesi arabi o l&#8217;Iran. Stentano a osservarli, a parlarne: non ne hanno il vocabolario, pur essendo i padri dei dizionari democratici disseppelliti oltre il Mediterraneo anche per noi.<\/p>\n<p>Cantileniamo il ritornello della primavera dei popoli, e non sappiamo pi\u00f9 quel che accade, quando un<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/bambino-oiazza-tahrir.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-773\" title=\"bambino oiazza tahrir\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/bambino-oiazza-tahrir.jpg\" alt=\"bambino oiazza tahrir\" width=\"285\" height=\"177\" \/><\/a>popolo s&#8217;appropria del proprio destino. Quel che urge costruire, una volta distrutto il trono. Eppure basta guardare: non si riducono a questo, per ora, le rivoluzioni arabe. Non \u00e8 un Popolo che si solleva, monolitico grumo di passioni che conquista il potere. Quel che vediamo sono le molteplici aspirazioni, il proliferare e differenziarsi di progetti, il bisogno \u00a0&#8211; inaugurale in democrazia &#8211; \u00a0di un regime regolato in modo da favorire tale differenziazione. Non il dominio del popolo \u00e8 la meta ma la possibilit\u00e0 della disputa, la concordia nutrita di discordia.<\/p>\n<p>Due sono le caratteristiche delle rivoluzioni arabe, che possono finir male o bene ma sono comunque esperienze della democrazia ai suoi albori. In primo luogo la scoperta dell&#8217;altro, del diverso, non pi\u00f9 sotto forma del nemico che si odia o cui ci si assoggetta: dunque la scoperta di s\u00e9, di quel che io posso fare per sortire dal marasma. \u00c8 significativo che la prima scintilla delle rivolte sia stata il suicidio del<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/mohamed-bouaziz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-774\" title=\"mohamed bouaziz\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/mohamed-bouaziz.jpg\" alt=\"mohamed bouaziz\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a> tunisino Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante, il 4 gennaio. Il gesto ha annullato d&#8217;un colpo anni di suicidi-omicidi terroristi, e per la prima volta l&#8217;arabo insorge cominciando da s\u00e9. La seconda caratteristica \u00e8 la scoperta di quanto sia prezioso, perch\u00e9 ci sia democrazia, lo spazio pubblico dove le varie idee s&#8217;incrociano, s&#8217;oppongono, sfociano in delibera. Nella Grecia antica si chiamava agor\u00e0: la piazza dove i privati s&#8217;incontrano, diventano cittadini che accudiscono la cosa pubblica oltre che la propria famiglia. Dove democraticamente decidono. Si decide votando a maggioranza, ma l&#8217;esistenza dell&#8217;agor\u00e0 \u00e8 il preambolo che d\u00e0 spazio, dignit\u00e0, legittimit\u00e0 al diverso.<\/p>\n<p>Chi ha seguito su internet i tumulti arabi avr\u00e0 visto le discussioni sterminate attorno a ogni articolo, appello. In assenza di un&#8217;agor\u00e0 ufficiale (di una res publica), gli arabi scelgono internet e cellulari per parlarsi l&#8217;un l&#8217;altro come mai prima d&#8217;ora, per manifestare contro gli autocrati da cui erano manipolati, non governati. Il primo atto della democrazia \u00e8 uscire di casa, contrariamente a quel che dice Berlusconi secondo cui la famiglia privata ti insegna tutto, e fuori s&#8217;aggirano scuri professori della scuola di Stato che inculcano nozioni devianti. Ha scritto Robert Malley sul Washington Post che Al-Jazeera \u00e8 divenuta<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/aljazeera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-775\" title=\"aljazeera\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/aljazeera.jpg\" alt=\"aljazeera\" width=\"186\" height=\"139\" \/><\/a> un attore politico di primo piano &#8220;perch\u00e9 riflette e articola il sentimento popolare. \u00c8 diventata il nuovo Nasser. Il leader del mondo arabo \u00e8 una rete televisiva&#8221;.<\/p>\n<p>Ma internet e Tv sono gli strumenti, non la stoffa delle democrazie nascenti. Altrimenti potremmo dire che anche da noi le Tv commerciali sono state levatrici di democrazia. Quel che le reti sociali arabe suscitano \u00e8 la pluralit\u00e0 di opinioni e notizie, non l&#8217;emergere dell&#8217;etere privatizzato italiano; non la Tv a circuito chiuso di Milano 2 che s&#8217;estende alla nazione ed \u00e8 emblema del quartiere sbarrato che gli americani chiamano gated community. Al-Jazeera e social network arabi abbattono i recinti, aprono finestre. Le aprono a quel che le nostre democrazie inventarono, quando nacquero anch&#8217;esse nel tumulto: la pluralit\u00e0 di idee, la separazione dei poteri, la convinzione che il potere tende a estendersi, se altri poteri non lo fermano e controbilanciano. Le apre infine alla laicit\u00e0, tappa essenziale delle democrazie d&#8217;occidente. Naturalmente \u00e8 possibile che i Fratelli musulmani, pi\u00f9 organizzati dei manifestanti, abbiano il sopravvento. Ma gli ingredienti iniziali delle rivolte non sono in genere confessionali. Pu\u00f2 darsi che le cerchie autocratiche si limitino a spostar pedine. Ma gli insorgenti, come si vede in Tunisia, sgamano presto e non tollerano gattopardi che fingono cambiamenti. Un esempio significativo \u00e8 il documento pubblicato il 24 gennaio sul sito del giornale Yawm al-S\u00e2b\u00ec (&#8220;Il settimo giorno&#8221;): un manifesto in 22 punti in cui si chiede la separazione tra religione e Stato, la dignit\u00e0 delle donne, il diritto di ogni cittadino (comprese donne, cristiani) di accedere alle massime cariche, tra cui la Presidenza. Il documento \u00e8 firmato da una ventina di teologi e imam egiziani, ed \u00e8 stato ripreso prima da Asia News e poi da pi\u00f9 di 12.400 siti arabi. Ne parla da giorni Samir Khalil Samir, gesuita egiziano e professore in Libano e al Pontificio Istituto Orientale di Roma. Secondo Samir, i firmatari del proclama non sono soli: &#8220;Questo desiderio di operare una distinzione tra religione e Stato \u00e8 un sentimento comune. La religione \u00e8 una cosa buona in s\u00e9 e non vogliamo ostacolarla, purch\u00e9 rimanga nel suo ambito, come una cosa piuttosto privata, che non entra nelle leggi dello Stato. Invece i diritti umani, questi s\u00ec! (&#8230;) E se la legge religiosa va contro i diritti umani, allora preferiamo i diritti umani anzich\u00e9 la sharia&#8221; (www. zenit. org). In Italia parole simili sono eresia, perch\u00e9 tutt&#8217;altro \u00e8 lo spettacolo cui assistiamo: una regressione della laicit\u00e0, della separazione dei poteri, della democrazia. Non stupisce che Berlusconi abbia difeso in principio i dittatori, temendo di disturbarli: non \u00e8 la storia araba, ma la storia delle nostre democrazie che non arriva a interiorizzare. Met\u00e0 del mondo entra in contatto con la democrazia, con le tesi di Montesquieu sul potere frenato da altri poteri, ma lui \u00e8 fermo, a presidio dell&#8217;Uno e l&#8217;Indivisibile, in polemica costante con ogni potere di controllo (magistratura, Consulta, Quirinale). Mai come in queste settimane il suo esperimento \u00e8 apparso superato: espressione di una democrazia impigrita, chiusa. Anche la sua idea di televisione non \u00e8 agor\u00e0, inclusione del diverso. \u00c8 un&#8217;opinione sola che grida dallo schermo della &#8220;scatola tonta&#8221; e ha l&#8217;impudicizia di presentarsi come Radio Londra armata contro tiranni. Non siamo certo gli unici ad arrancare dietro la primavera araba senza sapere perch\u00e9 arranchiamo: dimentichi dei patti coi tiranni, dei profughi respinti ai nostri confini e consegnati ai campi di concentramento libici, dell&#8217;Arabia tramutata in terra d&#8217;affari. Il ministro degli Esteri francese Mich\u00e9le Alliot-Marie ha reagito all&#8217;inizio come Frattini, Berlusconi. Ma in Francia son bastati due mesi, e domenica il ministro ha dovuto dimettersi, spinto dal suo stesso partito.<\/p>\n<p>Il discorso sui valori, caro al Premier quando inveisce contro la scuola pubblica, o contro l&#8217;adozione da parte di single o gay, o contro il diritto del morente a decidere se farsi o non farsi tenere in vita, \u00e8 frutto di questo monismo non democratico. \u00c8 una visione gradita alla Chiesa, che pu\u00f2 ottenere potere (non in omaggio ai Vangeli ma a una sacralizzazione della stabilit\u00e0 degna del Grande Inquisitore) spartendolo alla maniera dell&#8217;Islam radicale: agli imam le moschee, i soldi, la signoria sulle anime; agli autocrati l&#8217;imperio politico inconfutato. L&#8217;orizzonte \u00e8 quello dell&#8217;agor\u00e0 negata: che trasforma l&#8217;inquilino della comunit\u00e0 protetta non in cittadino, ma in consumatore appeso alla scatola tonta, incapace di uscire e scoprire la Citt\u00e0.<\/p>\n<p>(02 marzo 2011)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati venti giorni dalla pubblicazione di questa analisi su quanto succede nel Mediterraneoe,contrariamente al solito, non perde in freschezza e centra l&#8217;obiettivo. Ma per Barbara Spinelli non \u00e8 una novit\u00e0. Non mi sento di aggiungere alcunch\u00e9. Personalmente, dopo la lettura ho verificato qualche interrogativo in meno e qualche speranza in pi\u00f9. 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