{"id":725,"date":"2011-02-24T08:33:39","date_gmt":"2011-02-24T07:33:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=725"},"modified":"2011-02-24T08:33:39","modified_gmt":"2011-02-24T07:33:39","slug":"e-nella-notte-ce-pure-chi-chiude-gli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=725","title":{"rendered":"E nella notte c&#8217;\u00e8 pure chi chiude gli occhi"},"content":{"rendered":"<p>Aspettavo con ansia l&#8217;ormai settimanale appuntamento del marted\u00ec con Barbara Spinelli e anche questa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/struzzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-727\" title=\"struzzo\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/struzzo.jpg\" alt=\"struzzo\" width=\"280\" height=\"180\" \/><\/a>volta la sua analisi sfora nel tempo e va ad immaginare che cosa rimarr\u00e0 di questi momenti e di queste esperienze che stiamo tutti vivendo. Noi, chi ci governa, chi \u00e8 destinato a fare opposizione, ma soprattutto un soggetto che con la storia italiana ha da sempre un legame molto stretto: la Chiesa. Barbara non si sottrae alla valutazione e lo fa da par suo con tutti riferimenti necessari. E a proposito di lettere, documenti, testimonianze provenienti dall&#8217;universo dei cattolici impegnati in politica, mi riprometto di riprendere \u00a0presto il discorso con un documento nato qui, a Osteria Grande, nel locale circolo del PD.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Quando finir\u00e0 la notte<\/span><\/strong><\/p>\n<p>di BARBARA SPINELLI<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/Barbara-Spinelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-726\" title=\"Barbara Spinelli\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/Barbara-Spinelli.jpg\" alt=\"Barbara Spinelli\" width=\"230\" height=\"347\" \/><\/a><\/p>\n<p>C&#8217;\u00c8 QUALCOSA, nel successo strappato a Sanremo dalla canzone di Vecchioni, che intrecciandosi con altri episodi recenti ci consente di vedere con una certa chiarezza lo stato d&#8217;animo di tanti italiani: qualcosa che rivela una stanchezza diffusa nei confronti del regime che Berlusconi ha instaurato 17 anni fa, quando pretese di rappresentare la parte ottimista, fiduciosa del Paese.<\/p>\n<p>Una stanchezza che somiglia a un disgusto, una saturazione. Se immaginiamo i documentari futuri che riprodurranno l&#8217;oggi che viviamo, vedremo tutti questi episodi come inanellati in una collana: le manifestazioni che hanno difeso la dignit\u00e0 delle donne; la potenza che emana dalle recite di Benigni; il televoto che s&#8217;\u00e8 riversato su una canzone non anodina, come non anodine erano le canzoni di Biermann nella Germania Est o di Lounes Matoub ucciso nel &#8217;98 in Algeria. Pu\u00f2 darsi che nei Palazzi politici tutto sia fermo, che il tema dell&#8217;etica pubblica non smuova n\u00e9 loro n\u00e9 la Chiesa. Ma fra i cittadini lo scuotimento sfocia in quest&#8217;ansia, esasperata, di mutamento.<!--more--><\/p>\n<p>A quest&#8217;Italia piace Benigni quando narra Fratelli d&#8217;Italia. Piace Vecchioni quando canta la &#8220;memoria gettata al vento da questi signori del dolore&#8221;, e &#8220;tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero, cos\u00ec belli a gridare nelle piazze perch\u00e9 stanno uccidendo il pensiero&#8221;. Quando conclude: &#8220;Questa maledetta notte dovr\u00e0 pur finire&#8221;. Poich\u00e9 si estende, il senso di abitare una notte: d&#8217;inganni, cattiveria, sfruttamento sessuale di minorenni. C&#8217;\u00e8 voglia che inizi un risveglio. Che la politica e anche la Chiesa, cruciale nella nostra storia, vedano la realt\u00e0 dei fatti dietro quella pubblicitaria.<\/p>\n<p>Massimo Bucchi aveva anticipato, in una vignetta del 19 gennaio 2010, questa rivolta contro il falso futuro promesso dai signori del dolore: &#8220;Ha da pass\u00e0 &#8216;o futuro!&#8221;. Erano i giorni in cui il governo non s&#8217;occupava che di legittimo impedimento, di lodo Alfano costituzionale, di processo breve. Immobile, il tempo ci restituisce senza fine l&#8217;identico. Quel 19 gennaio, il Senato si riun\u00ec per commemorare Craxi. Colpito poco prima a Milano dalla famosa statuetta, Berlusconi annunciava &#8220;l&#8217;anno dell&#8217;amore&#8221;.<\/p>\n<p>Forse ricorderemo gli anni presenti per questa collana di eventi, che pian piano travolse giochi parlamentari, patti con un potere imperioso e tassativo con gli altri, mai con se stesso. Ricorderemo questa domanda di politica vera. Ricorderemo, infine, i tanti che non hanno visto montare la marea della nausea, che hanno consentito al peggio per noia, o rassegnazione, o calcolo di lobby. Cerchiamo di non dimenticarlo: ben 315 parlamentari hanno votato un testo, il 4 febbraio, in cui si sostiene che Berlusconi liber\u00f2 Ruby perch\u00e9, ritenendola nipote di Mubarak, voleva &#8220;evitare un incidente diplomatico&#8221;.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, colpir\u00e0 nei documentari futuri l&#8217;inerte ignavia dei vertici della Chiesa, l&#8217;orecchio aperto solo ai potenti, il rifiuto \u00a0&#8211; \u00a0cos\u00ec poco cristiano \u00a0&#8211; \u00a0di dire male del male solo perch\u00e9 da questo male sgorgano favori; perch\u00e9 i governanti concedono alla Chiesa il monopolio sui cosiddetti valori non negoziali (il dominio sulla vita e la morte, essenzialmente) purch\u00e9 siano lasciati in pace quando violano la Costituzione, fanno leggi per sottrarsi alla giustizia, mostrano di non sapere neppur lontanamente cosa sia la decenza pubblica. La canzone di Vecchioni, la recita di Benigni, sono punti di luce in una chiusa camera oscura; sono una forza che sta di fronte alla formidabile forza del regime. Una forza cocciuta, insistente, cui l&#8217;opposizione \u00e8 estranea e ancor pi\u00f9 la Chiesa.<\/p>\n<p>L&#8217;insurrezione interiore avviene anche dentro il mondo cattolico: si parla di un 30 per cento di refrattari, tra frequentatori della messa e presbiteri. Basta scorrere le innumerevoli lettere che parroci e preti scrivono contro i dirigenti in Vaticano, per rendersene conto. Sono lettere d&#8217;ira, contro la loro acquiescenza. Micromega d\u00e0 ai dissidenti il nome di altra Chiesa e sul proprio sito li rende visibili. Le pagine dei lettori sulla rivista di attualit\u00e0 pastorale Settimana sono fitte di denunce del berlusconismo.<\/p>\n<p>Quest&#8217;altra chiesa non ne pu\u00f2 pi\u00f9 dei compromessi ecclesiastici con una destra che nulla ha ereditato dalla destra storica che fece l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia. Ha riscoperto anch&#8217;essa il Risorgimento, la Costituzione del &#8217;48. Condivide il dover-essere dei cattolici che Alberto Melloni riassume cos\u00ec: &#8220;Una dedizione alla grande disciplina spirituale, un primato vissuto del silenzio orante, un abito di umilt\u00e0, un&#8217;adesione alla democrazia costituzionale come ascesi politica&#8221; (Corriere della Sera 19-12-10, il corsivo \u00e8 mio).<\/p>\n<p>Tra i criticati il cardinale Bagnasco, che critica il Premier ma per non sbilanciarsi vitupera non meno impetuosamente i magistrati. O che denuncia un disastro antropologico contro il quale per\u00f2 non pronuncia anatemi, preferendo alla chiarezza il torbido di alleanze tra Pdl e Casini che mettano fuori gioco Fini e le sinistre, troppo laici. Contro questo insorgono tanti preti: &#8220;Vedete quanto \u00e8 pericoloso tacere?&#8221;, chiedono citando Agostino. L&#8217;empio pecca, ma \u00e8 la sentinella che ha mancato: &#8220;Chi ha trascurato di ammonirlo sar\u00e0 giustamente condannato&#8221;.<\/p>\n<p>Nei paesi nordafricani vigeva simile spartizione di compiti: ai despoti il dominio politico, alle moschee la libert\u00e0 di modellare l&#8217;intimo delle coscienze. L&#8217;accordo di scambio sta saltando ovunque, tanto che si parla di fallimento colossale di quella che gli Occidentali chiamavano stabilit\u00e0. \u00c8 in nome della stabilit\u00e0 che Berlusconi ha chiamato Mubarak un saggio, e ha detto non voler &#8220;disturbare&#8221; Gheddafi poco prima che questi bombardasse i libici facendo centinaia di morti. \u00c8 la stabilit\u00e0 il valore che anima tanti responsabili in Vaticano, perch\u00e9 essa garantisce prebende varie, sconti fiscali per le case-albergo dei religiosi, finanziamenti per scuole.<\/p>\n<p>In cambio si elargiscono indulgenze. Berlusconi dice parole blasfeme, e mons. Fisichella invita a &#8220;contestualizzare&#8221; la bestemmia. Il Premier \u00e8 accusato di concussione e prostituzione minorile, e la Chiesa giudica &#8220;abnorme&#8221; la sua condotta come quella dei magistrati. Afferma Nogaro, vescovo emerito di Caserta: &#8220;Noi rimaniamo nello sgomento pi\u00f9 doloroso vedendo i gesti farisaici delle autorit\u00e0 civili e religiose, che riescono ad approdare a tutti i giochi del male, dichiarando di usare una pratica delle virt\u00f9 pi\u00f9 moderna e liberatoria.&#8221; (Micromega 1\/11).<\/p>\n<p>Altri presbiteri ammoniscono contro leggi liberticide sul testamento biologico. Don Mario Piantelli, parroco di San Michele Arcangelo, si associa &#8220;alle richieste che da molte parti d&#8217;Italia sono indirizzate ai vertici ecclesiastici di alzare forte la voce e di compiere azioni profetiche nei confronti del governo Berlusconi. \u00c8 necessario un supplemento di libert\u00e0 evangelica per sganciarsi decisamente da un sistema di governo che, attraverso benefici e privilegi, sembra avvantaggiare il &#8220;mondo ecclesiastico&#8221;, e in realt\u00e0 aliena e impoverisce i credenti&#8221;.<\/p>\n<p>La Chiesa ebbe comportamenti non diversi nel fascismo. Sta macchiandosi di colpe simili, e nessuno sguardo profetico l&#8217;aiuta a vedere gli umori d&#8217;un paese che cambia, che magari non vota opposizione ma \u00e8 stufo di quel che succede. Che comincia a guardare se stesso, oltre che l&#8217;avversario. Il cartello pi\u00f9 nuovo, nella manifestazione delle donne, diceva: &#8220;Bastava non votarlo&#8221;. Bastava la virt\u00f9 dei primordi cristiani: la parresia, il parlar chiaro.<\/p>\n<p>Nel filmato futuro che dir\u00e0 il nostro oggi saranno convocati gli storici. Potranno imitare Benedetto Croce, quando nei Diari, il 2-12-&#8217;43, si mise nei panni di Mussolini e scrisse: &#8220;Chiamato a rispondere del danno e dell&#8217;onta in cui ha gettato l&#8217;Italia, con le sue parole e la sua azione e con tutte le sue arti di sopraffazione e di corruzione, potrebbe rispondere agli italiani come quello sciagurato capopopolo di Firenze(&#8230;) rispose ai suoi compagni di esilio che gli rinfacciavano di averli condotti al disastro di Montaperti: &#8220;E voi, perch\u00e9 mi avete creduto?&#8221;&#8221;.<\/p>\n<p>23 febbraio 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aspettavo con ansia l&#8217;ormai settimanale appuntamento del marted\u00ec con Barbara Spinelli e anche questa\u00a0volta la sua analisi sfora nel tempo e va ad immaginare che cosa rimarr\u00e0 di questi momenti e di queste esperienze che stiamo tutti vivendo. 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