{"id":716,"date":"2011-02-15T11:54:50","date_gmt":"2011-02-15T10:54:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=716"},"modified":"2011-02-15T12:06:42","modified_gmt":"2011-02-15T11:06:42","slug":"il-richiamo-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=716","title":{"rendered":"Ma che succede a piazza Tahrir?"},"content":{"rendered":"<div>Il richiamo di quella che qualcuno ha chiamato &#8220;Primavera Araba&#8221; \u00e8 fortissimo. <a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/tahrir-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-717\" title=\"tahrir-3\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/tahrir-3.jpg\" alt=\"tahrir-3\" width=\"410\" height=\"273\" \/><\/a>Fa balenare scenari nuovi, inattesi, sorprendenti. E, come tutto ci\u00f2 che irrompe inaspettato fa paura, ma &#8211; insieme sollecita speranze. In fondo questo \u00e8 l&#8217;insegnamento della storia. Avrei voluto approfondire e commentare con qualche mia parola i fatti ultimi sui quali ho cercato di tenermi informato. Poi, fortunatamente, mi sono imbattuto in una straordinaria <a href=\"http:\/\/www.ilcircolo.net\/lia\/\" target=\"_blank\">analisi<\/a> di Fulvia Maria De Feo\u00a0che propongo cos\u00ec com&#8217;\u00e8. In essa mi rispecchio molto. Per l&#8217;equilibrio e &#8211; insieme &#8211; per la <em>vision<\/em> decisamente contemporanea e realistica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Il richiamo della libert\u00e0<\/span><\/strong><\/div>\n<div>Nessuno, assolutamente nessuno pu\u00f2 prevedere cosa sar\u00e0 l\u2019Egitto nei prossimi mesi e anni. Le variabili in gioco sono tante, e tutte di enorme peso. Non devo specificare quali siano: cadremmo in stancanti ovviet\u00e0.<!--more--><\/div>\n<div>Ognuno fa le sue analisi in base agli strumenti che la vita \u2013 sotto forma di conoscenze e\/o esperienze \u2013 gli mette a disposizione. Io, dal mio microscopico punto di vista, rifletto sul fatto che il paese in cui sono cresciuta \u2013 la Spagna \u2013 ci ha messo sei anni per passare da una dittatura a una democrazia compiuta: dal 1976 al 1982. E sono stati sei anni delicati come il cristallo e fatti, soprattutto, di mediazioni: mediazioni tra l\u2019esercito e la popolazione, mediazioni tra le spinte pi\u00f9 destabilizzanti della societ\u00e0 per includere il grosso dei suoi componenti (penso ai baschi) ed isolare gli irriducibili (penso all\u2019ETA), mediazioni in ogni settore del vivere comune con sempre, sullo sfondo, il serio rischio \u2013 e anche il desiderio, per molti, tra cui larghe fette di insospettabili \u2013 di ritornare indietro, nella comoda cuccia dello Stato autoritario che, certo, ti limita nella libert\u00e0 ma, al contempo, ti solleva da infinite responsabilit\u00e0. Ricordo il lavoro di educazione alla democrazia svolto da un\u2019\u00e9lite culturale, attraverso i media, su una popolazione abituata a sfoggiare adesivi franchisti all\u2019interno del proprio portafoglio, per mostrarli alla polizia qualora gli venissero chiesti i documenti. Non sono passati mille anni: era l\u2019altro ieri, io me lo ricordo, eppure \u2013 s\u00ec, \u00e8 vero \u2013 sono passati mille anni.<\/div>\n<div>L\u2019Egitto non \u00e8 in Europa ma al confine con Israele e, culturalmente parlando, al centro del mondo arabo. Oggi pi\u00f9 che mai. Ripeto: non vale la pena di sottolineare delle ovviet\u00e0, anche perch\u00e9 non \u00e8 di alcuna utilit\u00e0 farlo: se ci concentrassimo su questo torneremmo ai discorsi dell\u2019altro ieri, ci terremmo Mubarak e, dopo, il suo ripugnante figlio Gamal, l\u2019uomo pi\u00f9 odiato dal popolo egiziano.\u00b9<\/div>\n<div>Il fatto \u00e8 che in Egitto \u00e8 successa una cosa enorme che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere dimenticata. Letteralmente: enorme. Destinata a rimanere scolpita per sempre nella carne, nel centro del cuore e del cervello dell\u2019intero mondo arabo e non solo. C\u2019\u00e8 un prima e un dopo, rispetto a una rottura simile, e non esiste analisi che possa prescinderne.<\/div>\n<div>Non voglio essere enfatica, per quanto la tentazione sia forte. Credo solo che si debba guardare al futuro tenendo ben presente il risultato che, intanto, il popolo egiziano ha gi\u00e0 portato a casa.<\/div>\n<div>1) Gli egiziani hanno polverizzato in 18 giorni tutto l\u2019impianto teorico di matrice americana e israeliana con cui, fino al 25 gennaio, abbiamo interpretato il Medio Oriente. Non c\u2019\u00e8 nulla, non un singolo tassello di quell\u2019impianto, che abbia retto di fronte a ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto: dal rapporto tra cristiani a musulmani all\u2019integralismo religioso, dal ruolo delle donne allo stereotipo sull\u2019irrazionalit\u00e0 delle masse arabe, dall\u2019arretratezza culturale alle pulsioni violente, dall\u2019incompatibilit\u00e0 con la democrazia all\u2019odio verso Israele come presunta priorit\u00e0 popolare: niente. Non \u00e8 rimasto in piedi niente, niente ha retto di fronte alla prova di realt\u00e0.<\/div>\n<div>Il mondo, che oggi ha visto le famose \u201cmasse arabe\u201d intente a ripulire il paese, a fare la raccolta differenziata in piazza Tahrir, a rimettere i sanpietrini esattamente nello stesso selciato da dove li avevano presi in prestito per difendersi durante la rivoluzione, pu\u00f2 solo rimanere ammutolito e ripetere, come sento la gente ripetere da giorni, che magari noi fossimo civili e politicamente coinvolti, fiduciosi nel futuro come gli egiziani. Le categorie mentali che abbiamo usato fino ad oggi sono vecchie, stantie. Siamo lo stesso popolo che, nel 2003, invadeva l\u2019Iraq e che oggi, dopo la rivoluzione egiziana, fa fatica anche solo a considerare una democrazia egiziana fatta da un popolo che vota sul serio, perch\u00e9 ci mancano le parole per figurarcelo. Molto semplicemente, abbiamo bisogno di nuove parole e di nuovi concetti per raccontarci cos\u2019\u00e8 il popolo arabo. E questo \u00e8 un dato acquisito, non \u00e8 destinato a cambiare. Se anche, domani, l\u2019esercito impazzisse e facesse calare una cortina di ferro sull\u2019Egitto, la verit\u00e0 di quanto \u00e8 successo rimarrebbe documentata da mille immagini, da mille racconti in diretta, da mille telecamere puntate.<\/div>\n<div>Quello che gli egiziani hanno fatto, rimane per sempre. Nessuno glielo pu\u00f2 pi\u00f9 portare via. A noi tocca farci i conti: siamo costretti a piegarci di fronte alla realt\u00e0.<\/div>\n<div>2) L\u2019ho scritto all\u2019inizio della rivoluzione: il popolo egiziano \u2013 un popolo di ragazzi, dall\u2019et\u00e0 media bassissima \u2013 aveva psicologicamente bisogno di tutto questo. Aveva bisogno di un capovolgimento mentale, di liberarsi da barriere psicologiche enorme, soffocanti, paralizzanti. Questa \u00e8 stata una catarsi collettiva che ha coinvolto una generazione intera, e questa generazione rimarr\u00e0 marchiata a fuoco, per sempre, dagli eventi di cui \u00e8 stata protagonista. Recuperare la stima, il rispetto, la leadership culturale di tutto il mondo arabo. Sbalordire il pianeta. Ridiventare, da un giorno all\u2019altro, Umm al Dunia, la madre del mondo. Scoprirsi esempio, modello per chiunque lotti per la dignit\u00e0 e la libert\u00e0. Ma chi glielo toglie pi\u00f9, ditemi? Chi li piega pi\u00f9? Chi glielo strappa pi\u00f9 da dentro, l\u2019immenso orgoglio di essere stati perfetti, eroi civili, scardinatori di tutti gli interessi del pianeta con la sola forza della consapevolezza di essere dalla parte del giusto? Oggi sono milioni di ventenni: se anche domani dovessero soccombere di fronte alla pi\u00f9 spietata delle repressioni, dopodomani si ritroveranno comunque ad essere sopravvissuti ai loro persecutori: ai vecchi. Noi siamo di fronte a una generazione di ragazzi che ha preso su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di fare del proprio paese un luogo migliore. Che ha riscattato i propri padri e che lavora per i figli che verranno. Non c\u2019\u00e8 niente da fare: quando un\u2019intera generazione che, per giunta, rappresenta la maggioranza di un paese, spalanca in modo cos\u00ec radicale la propria mente di fronte al futuro, non c\u2019\u00e8 forza che li possa fermare. Il tempo uccider\u00e0 noi e loro saranno ancora vivi, e adulti. L\u2019Egitto non sar\u00e0 mai pi\u00f9 lo stesso. E l\u2019Europa, se avesse un minimo di memoria storica, dovrebbe saperlo. Ci siamo passati, e anche molto meno eroicamente.<\/div>\n<div>Ma, dicevo, non voglio essere enfatica. Voglio solo fare i conticini, come una ragioniera, di ci\u00f2 che gli egiziani hanno portato finora a casa. Sto quantificando il capitale ottenuto. Non \u00e8 colpa mia se \u00e8 un capitale che richiede concetti forti per essere espresso.<\/div>\n<div>La transizione sar\u00e0 lunga, difficile, piena di insidie e di false partenze e di falsi arrivi. Tutte le transizioni lo sono. Io credo che non dovremo cercare di inseguire la cronaca, nei prossimi tempi. Certo, \u00e8 importante sapere cosa far\u00e0 Tantawi e cosa far\u00e0 Moussa, cosa vogliano dire i militari nei loro comunicati e cosa succeder\u00e0 nei prossimi scioperi: \u00e8 importante, ma \u00e8 parte di uno scenario destinato a rimanere fluido, molto fluido, per i prossimi anni. La Spagna ci ha messo sei anni, ripeto. Ed era la Spagna.<\/div>\n<div>Si dovranno formare delle leadership che, oggi, possono essere solo provvisorie, di tamponamento. La spinta democratica dovr\u00e0 inspessirsi, crescere all\u2019interno di contenuti che si andranno formando man mano, col procedere degli eventi e dei problemi.<\/div>\n<div>Bisogner\u00e0 anche mediare. Liberando la parola \u201cmediazione\u201d dall\u2019ambiguit\u00e0, dalle connotazioni truffaldine di cui l\u2019hanno impregnata coloro che chiedevano alla gente di \u201cmediare\u201d PRIMA di avere ottenuto il risultato vero, il momento simbolico capace di marcare il non ritorno, la cacciata del dittatore.<\/div>\n<div>Bisogner\u00e0 ripulirla, quella parola, e riportarla al suo vero significato, che non \u00e8 sinonimo di \u2018sconfitta edulcorata\u2019. Mediare \u00e8 necessario per stare al mondo, figuriamoci se non lo \u00e8 per cambiare il Medio Oriente.<\/div>\n<div>Intanto, i 18 giorni che hanno cambiato l\u2019Egitto e il mondo meritano di essere assaporati, rivisti e celebrati, studiati e approfonditi ancora a lungo.<\/div>\n<div>Oggi ho visto con piacere questo video di 27 minuti intitolato\u201cLe donne di piazza Tahrir\u201c\u00b2. E\u2019 un buon reportage con delle interessanti interviste tra cui quella, appassionata e analitica insieme, alla scrittrice Ahdaf Soueif, e quella alla giornalista Shahira Amin che, nel mezzo della rivolta, ebbe il coraggio di dimettersi dalla TV di Stato perch\u00e9 non voleva pi\u00f9 raccontare bugie di regime. Lo consiglio.<\/div>\n<div>Infine, volevo anche dire che una rivoluzione del 2011, fatta da ragazzi e partita dai social network non poteva non avere i suoi videoclip. Una rivoluzione fatta da ragazzi arabi non poteva non avere il suo videoclip di pop arabo.<\/div>\n<div>Se il pop arabo non vi piace, vi capisco ma passate oltre. Io ci ho un debole, invece, e me le sto sentendo tutte. Questo \u00e8 il videoclip che sta circolando di pi\u00f9, mi pare, e il ritornello dice: \u201cIn ogni strada del mio Paese, la voce della libert\u00e0 chiama.\u201d Qui c\u2019\u00e8 lo stesso video con i sottotitoli in inglese.<\/div>\n<div>\u00b9 Sopra accennavo a Gamal Mubarak. In questo video, il delinquentello in questione reagisce alla domanda di un giornalista che gli chiede quale candidato potrebbe essere espresso dall\u2019opposizione: Kefaya, Fratelli Musulmani, giovani del 6 Aprile, movimento di Facebook etc. Si tratterebbe di discuterne. Guardate invece come reagisce, il delfino di pap\u00e0. Adesso non gli viene pi\u00f9 tanto da ridere, suppongo.<\/div>\n<div>\u00b2 A proposito di donne in piazza: Al Jazeera, bont\u00e0 sua, dedica spazio anche alle nostre, di donne, e alle nostre piazze. Vedersi tra i popoli che cercano di liberarsi, mentre si \u00e8 l\u00ec a cercare l\u2019Egitto, fa sempre bene.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il richiamo di quella che qualcuno ha chiamato &#8220;Primavera Araba&#8221; \u00e8 fortissimo. Fa balenare scenari nuovi, inattesi, sorprendenti. E, come tutto ci\u00f2 che irrompe inaspettato fa paura, ma &#8211; insieme sollecita speranze. In fondo questo \u00e8 l&#8217;insegnamento della storia. Avrei voluto approfondire e commentare con qualche mia parola i fatti ultimi sui quali ho cercato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-716","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=716"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":720,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/716\/revisions\/720"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}