{"id":656,"date":"2010-11-22T18:37:55","date_gmt":"2010-11-22T17:37:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=656"},"modified":"2010-11-22T18:38:04","modified_gmt":"2010-11-22T17:38:04","slug":"questioni-cruciali-questioni-mai-risolte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=656","title":{"rendered":"Questioni cruciali&#8230; questioni mai risolte"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 un mistero la mia predilezione per un&#8217;analista alla quale tutti riconoscono una profondit\u00e0 sempre connessa ad una vastissima<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/conflitto-dinteressi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-657\" title=\"conflitto d'interessi\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/conflitto-dinteressi.jpg\" alt=\"conflitto d'interessi\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a> documentazione. Lasciata la Stampa, ritroviamo Barbara Spinelli su Repubblica. Desidero con questo contributo riallacciare un rapporto con i miei &#8220;quindici lettori&#8221; dopo una parentesi non breve dovuta ad un problemino di salute. Si tratta di una riflessione, come sempre, senza peli sulla lingua. Nel leggerlo ho ritrovato molti pensieri in tema di conflitto d&#8217;interessi, in tema di libert\u00e0 d&#8217;informazione, in tema di degrado culturale che qualche volta ho espresso e condiviso con molti amici e compagni. Ho sempre ritenuto e ritengo che le diagnosi debbano essere impietose, soprattutto quando vengono fatte da chi alla salute del &#8220;malato&#8221; tiene veramente. Non mi interessa particolarmente ritrovare una voce autorevole consonante con pensieri miei, ma credo sia utile, invece, riflettere e magari argomentare il contrario, per non ripetere gli errori commessi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>L&#8217;italia del sottosuolo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Barbara-Spinelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-658\" title=\"Barbara Spinelli\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Barbara-Spinelli.jpg\" alt=\"Barbara Spinelli\" width=\"230\" height=\"347\" \/><\/a>di BARBARA SPINELLI<\/p>\n<p>Sono settimane ormai che l&#8217;annuncio \u00e8 nell&#8217;aria: il governo Berlusconi sta finendo, anzi \u00e8 gi\u00e0 finito. Il suo regno, la sua epoca, sono morti. \u00c8 sempre l\u00ec sul palcoscenico, come nelle opere liriche dove le regine ci mettono un sacco di tempo a fare quel che cantano, ma il sipario dovr\u00e0 pur cadere. Anche i giornali stranieri assistono al funerale, nei modi con cui da sempre osservano l&#8217;Italia: il feeling, scrive l&#8217;Economist, la sensazione, \u00e8 che la commedia sia finita. Burlesquoni \u00e8 un brutto scherzo di ieri.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 poco da ridere, e il ventennio che abbiamo alle spalle \u00e8 infinitamente pi\u00f9 serio. Non siamo all&#8217;epilogo dei Pagliacci, e non basta un feeling per spodestare chi \u00e8 sul trono non grazie a sentimenti ma a una macchina di guerra ben oleata. Per uscire dalla storia lunga che abbiamo vissuto \u00a0&#8211; \u00a0non 16 anni, ma un quarto di secolo che ha visto poteri nati antipolitici assumere poi il comando \u00a0&#8211; \u00a0bisogna, di questo potere, averne capito la forza, la stoffa, gli ingredienti. Non \u00e8 un clown che si congeda, n\u00e9 l&#8217;antropologia dell&#8217;uomo solitario aiuta a capire. I misteri di un&#8217;opera sono nell&#8217;opera, non nell&#8217;autore, Proust lo sapeva: &#8220;Un libro \u00e8 il prodotto di un io diverso da quello che manifestiamo nelle nostre abitudini, nella societ\u00e0, nei nostri vizi&#8221;. Sicch\u00e9 \u00e8 l&#8217;opera che va guardata in faccia, per liberarsene senza rompersi ancora una volta le ossa.<!--more--><\/p>\n<p>Chi vagheggia governi tecnici o elezioni subito, a sinistra, parla di regime ma ne sottovaluta le risorse, la penetrazione dei cervelli.<\/p>\n<p>Un regime fondato sull&#8217;antipolitica &#8211; o meglio sulla sostituzione della politica con poteri estranei o ostili alla politica, anche malavitosi &#8211; pu\u00f2 esser superato solo da chi \u00e8 stato detronizzato. Nessun tecnico potr\u00e0 resuscitare le istituzioni offese. Pu\u00f2 farlo solo la politica, e solo se essa si d\u00e0 del tempo prima del voto. Capire il regime vuol dire liberare quello che esso ha calpestato, e quindi non solo mutare la legge elettorale. Non \u00e8 quest&#8217;ultima a rendere anomala l&#8217;Italia: se cos\u00ec fosse, basterebbe un gesto breve, secco. Quel che l&#8217;ha resa anomala \u00e8 l&#8217;ascesa irresistibile di un uomo che fa politica come magnate mediatico. Berlusconi ha conquistato e retto il potere non malgrado il conflitto d&#8217;interessi, ma grazie ad esso. Il conflitto non \u00e8 sabbia ma olio del suo ingranaggio, droga del suo carisma. La porcata pi\u00f9 vera, anche se tabuizzata, \u00e8 qui. La privatizzazione della politica e dei suoi simboli (non si governa pi\u00f9 a Palazzo Chigi ma nel privato di Palazzo Grazioli) \u00e8 divenuta la caratteristica dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Proviamo allora a esaminare i passati decenni, oltre l&#8217;avventura iniziata nel &#8217;94. L&#8217;avventura \u00e8 il risultato di un&#8217;opera vasta, finanziata torbidamente e cominciata con l&#8217;idea di una nuova p\u00f2lis, un&#8217;altra civilt\u00e0. Un progetto &#8211; \u00e8 Confalonieri a dirlo &#8211; che &#8220;ha contribuito a cambiare il clima grigio e penitenziale degli anni &#8217;70, ed \u00e8 stato un elemento di liberazione. Ha portato pi\u00f9 America e pi\u00f9 consumi, pi\u00f9 allegria e meno bigottismo&#8221;. Pi\u00f9 America, consumi, allegria: la civilt\u00e0-modello per l&#8217;Italia divenne Milano2, una gated community abitata da consumatori ansiosi di proteggersi dal brutto mondo esterno, di sentirsi pi\u00f9 liberi che cittadini. E al suo centro una televisione a circuito chiuso, che intrattenendo distrae, occulta, manipola: nel &#8217;74 si chiama Milano-2, diverr\u00e0 l&#8217;impero Mediaset. Quando andr\u00e0 al potere, il Cavaliere controller\u00e0 tutte le reti: le personali e le pubbliche.<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 senza conseguenze: cadendo, il Premier non lascia dietro di s\u00e9 una societ\u00e0 sbriciolata. Il paese in briciole \u00e8 stato da principio sua forza, sua linfa. Non si tratta di profittare di subitanei sbriciolamenti, ma di far capire agli italiani che su questo sfaldamento Berlusconi ha edificato la sua politica. Che su questo ha costruito: sul maciullamento delle menti, non sull&#8217;individualismo. Su un&#8217;Italia che somiglia all&#8217;Uomo del sottosuolo di Dostojevski: un&#8217;Italia che rifiuta di vedere la realt\u00e0; che &#8220;segue i propri capricci prendendoli per interessi&#8221;; che giudica intollerabile che 2+2 faccia 4. Un&#8217;Italia che &#8220;vive un freddo e disperato stato di mezza disperazione e mezza fede, contenta di rintanarsi nel sottosuolo&#8221;. Un&#8217;Italia arrabbiata contro chiunque vorrebbe illuminarla (la stampa, o Marchionne, o i magistrati) cos\u00ec come l&#8217;America arrabbiata del Tea Party il cui ossessivo bersaglio \u00e8 la stampa indipendente.<\/p>\n<p>Correggendo solo la legge elettorale si banalizza la patologia. Altre misure s&#8217;impongono, che permettano agli italiani di comprendere quanto sono stati intossicati. Esse riguardano il controllo di Berlusconi sull&#8217;informazione e il conflitto d&#8217;interessi. La profonda diffidenza verso una societ\u00e0 bene informata (per Kant \u00e8 l&#8217;essenza dei Lumi) caratterizza il suo regime. &#8220;Non leggete i giornali!&#8221; &#8211; &#8220;Non guardate certi programmi Tv!&#8221;: ripete. Gli italiani devono restare nel sottosuolo, eternamente incattiviti. Altro che allegria. \u00c8 sulla loro parte oscura, triste, che scommette. Qualsiasi governo che non si proponga di portar luce, di riequilibrare il mercato dell&#8217;informazione, fallir\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 importante un governo di alleanza costituzionale che raggiusti le istituzioni prima del voto, e un ruolo prioritario \u00e8 riservato non solo a Fini ma alle opposizioni. Fini far\u00e0 cadere il Premier ma l&#8217;intransigenza sul conflitto d&#8217;interessi spetta alla sinistra, nonostante gli ostacoli esistenti nel suo stesso seno. Del regime, infatti, il Pd non \u00e8 incolpevole. Fu lui a consolidarlo con un patto preciso: la conquista di suoi spazi nella Rai, in cambio del potere mediatico del Cavaliere. Tutti hanno rovinato la tv, pur sapendo che il 69,3 per cento degli italiani decide come votare guardandola (dati Censis).<\/p>\n<p>A partire dal momento in cui fu data a Berlusconi l&#8217;assicurazione che l&#8217;impero non sarebbe stato toccato, si \u00e8 rinunciato a considerare anomali la sua ascesa, il conflitto d&#8217;interessi. E i responsabili sono tanti, a sinistra, cominciando da D&#8217;Alema quando assicur\u00f2, visitando Mediaset nel &#8217;96: &#8220;Non ci sar\u00e0 nessun Day After, avremo la serenit\u00e0 per trovare intese. Mediaset \u00e8 un patrimonio di tutta l&#8217;Italia&#8221;. La verit\u00e0 l&#8217;ha detta Luciano Violante, il giorno che si discusse la legge Frattini sul conflitto d&#8217;interessi alla Camera, il 28-2-02: &#8220;L&#8217;on. Berlusconi sa per certo che gli \u00e8 stata data la garanzia piena \u00a0&#8211; \u00a0non adesso, nel &#8217;94 quando ci fu il cambio di governo \u00a0&#8211; \u00a0che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l&#8217;on. Letta&#8230; Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto d&#8217;interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni&#8230; Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset \u00e8 aumentato di 25 volte!&#8221;. Il programma dell&#8217;Ulivo promise di eliminare conflitto e duopolio tv, nel &#8217;96. Non successe nulla. Nel luglio &#8217;96, la legge Maccanico ignor\u00f2 la sentenza della Consulta (Fininvest deve scendere da tre a due tv). Lo stesso dicasi per l&#8217;indipendenza Rai. \u00c8 il centrosinistra che blocca, nell&#8217;ultimo governo Prodi, i piani che la sganciano dal potere partitico. A luglio Bersani ha presentato un disegno di legge che chiede alla politica di &#8220;fare un passo indietro&#8221;. Non \u00e8 detto che nel Pd tutti lo sostengano. Una BBC italiana \u00e8 invisa a tanti.<\/p>\n<p>Se davvero si vuol uscire dall&#8217;anomalia, \u00e8 all&#8217;idea di Sylos Labini che urge tornare: all&#8217;ineleggibilit\u00e0 di chi \u00e8 titolare di una concessione pubblica, secondo la legge del 30 marzo &#8217;57. D&#8217;altronde non fu Sylos a dire che l&#8217;ineleggibilit\u00e0 \u00e8 la sola soluzione. Il primo fu Confalonieri, il 25-6-2000 in un&#8217;intervista a Curzio Maltese sulla Repubblica. Sostiene Confalonieri che l&#8217;Italia, non essendo l&#8217;Inghilterra della Magna Charta, non pu\u00f2 permettersi di applicare le proprie leggi. Forse perch\u00e9 il paese \u00e8 sprezzato molto. Forse perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 chi lo ritiene incapace di uscire dal sottosuolo, dopo una generazione.<\/p>\n<p>(17 novembre 2010) \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 un mistero la mia predilezione per un&#8217;analista alla quale tutti riconoscono una profondit\u00e0 sempre connessa ad una vastissima documentazione. Lasciata la Stampa, ritroviamo Barbara Spinelli su Repubblica. Desidero con questo contributo riallacciare un rapporto con i miei &#8220;quindici lettori&#8221; dopo una parentesi non breve dovuta ad un problemino di salute. 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