{"id":553,"date":"2010-06-07T12:14:54","date_gmt":"2010-06-07T11:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=553"},"modified":"2010-06-07T12:17:00","modified_gmt":"2010-06-07T11:17:00","slug":"da-copenhagen-a-cochabamba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=553","title":{"rendered":"Da Copenhagen a Cochabamba"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono notizie molto importanti che non arrivano se non attraverso canali privati ai quali non tutti riescono ad<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Logo-conferenza-mondiale-cochabamba.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-556\" title=\"Logo-conferenza-mondiale-cochabamba\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Logo-conferenza-mondiale-cochabamba.jpg\" alt=\"Logo-conferenza-mondiale-cochabamba\" width=\"197\" height=\"201\" \/><\/a> accedere. Fortunatamente Internet permette esplorazioni a tema che consentono di informarsi e approfondire. Purtroppo \u00e8 ancora un privilegio di pochi.<\/p>\n<p>E&#8217; quasi per caso che ho scoperto le conclusioni della Conferenza di Cochabamba e ho potuto cos\u00ec &#8220;fare conoscenza&#8221; non mediata con Evo Morales, il presidente della Bolivia e con il suo dinamismo proiettato su alcuni grandi temi da non dimenticare.<\/p>\n<p>Riporto anche una nota dell&#8217;agenzia ADISTA che offre una breve panoramica di sfondo entro cui collocare questo intervento che propongo per intero. <!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 554.0px; margin: 0.5px 0.5px 0.5px 0.5px; padding: 2.0px 2.0px 2.0px 2.0px;\" valign=\"top\">\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 16px\/normal Garamond;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/sardine-e-barracuda-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-559\" title=\"sardine e barracuda\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/sardine-e-barracuda-.jpg\" alt=\"sardine e barracuda\" width=\"184\" height=\"138\" \/><\/a>L\u2019UNIT\u00c0 DELLE SARDINE DI FRONTE AGLI SQUALI.<\/strong><span style=\"font: 16.0px Lucida Grande;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><strong>I PAESI DEL SUD SI PREPARANO ALLA BATTAGLIA SUL CLIMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Garamond;\">DOC-2268. <strong>NEW YORK-ADISTA<\/strong>. Che non si trattasse del solito incontro internazionale per discutere sui mali del mondo era risultato chiaro fin dall\u2019inizio: convocando la Conferenza mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra, svoltasi a Cochabamba dal 20 al 22 aprile scorso (v. Adista n. 38\/10) il presidente boliviano <strong>Evo Morales<\/strong> era ben determinato a non lasciare che le conclusioni dell\u2019incontro restassero lettera morta. E cos\u00ec, dopo averle consegnate, il 26 aprile, ai negoziatori della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, accompagnate da \u201cuna proposta tecnica\u201d, Morales ha voluto presentarle, il 7 maggio, al Palazzo di vetro dell\u2019Onu, anche agli ambasciatori del cosiddetto G77+Cina, il gruppo di cui fanno parte in realt\u00e0 non 77 ma circa 130 Paesi in via di sviluppo, i meno responsabili del cambiamento climatico ma anche quelli maggiormente colpiti dal grave impatto del riscaldamento globale. Sono, in grande maggioranza, i Paesi che non contano nulla, quelli che non vengono invitati agli incontri ristretti in cui si prendono le vere decisioni, ma uniti rappresentano i due terzi dei Paesi che compongono le Nazioni Unite, abbracciando circa l&#8217;80% della popolazione mondiale: ha dunque ragione il presidente boliviano a ricordare come stia proprio nelle loro mani \u201cla possibilit\u00e0 di salvare il futuro dell&#8217;umanit\u00e0 e del pianeta terra e di far ascoltare e rispettare la voce dei nostri popoli\u201d. \u00c8, afferma, \u201cla forza dell\u2019unit\u00e0 delle sardine di fronte agli squali\u201d: \u201cQuando ci mettiamo d&#8217;accordo, non c&#8217;\u00e8 forza che ci fermi, che ci trattenga\u201d. E la possibilit\u00e0 di un accordo dovr\u00e0 necessariamente passare per una scelta tra due cammini opposti: \u201csalvare il capitalismo o salvare la vita e la Madre Terra\u201d. Sar\u00e0 la prossima Conferenza sul clima, prevista a dicembre a Canc\u00fan, in Messico, a mostrare se le sardine avranno imparato la lezione.<\/p>\n<p style=\"margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Garamond;\">Un convinto appoggio alle conclusioni della Conferenza di Cochabamba viene, intanto, anche da diverse realt\u00e0 del mondo religioso, dal Consiglio latinoamericano delle Chiese al Consiglio ecumenico delle Chiese, dall\u2019Associazione di Teologi\/he del Terzo Mondo ad Amerindia, che, in un loro comunicato, esprimono profonda preoccupazione riguardo ai cambiamenti climatici e ai loro effetti sulla vita specialmente delle persone pi\u00f9 povere e vulnerabili, evidenziando la responsabilit\u00e0 delle religioni \u201cnella legittimazione di sistemi che portano il nostro pianeta al collasso\u201d ma anche l\u2019importanza del ruolo che esse possono giocare nella \u201cricerca di una vita in armonia con l&#8217;ambiente, con le future generazioni e con il cosmo\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Garamond;\">Di seguito, in una nostra traduzione dallo spagnolo, ampi stralci del discorso tenuto da Evo Morales alle Nazioni Unite, seguiti dalla Dichiarazione ecumenica \u201cVerso una nuova spiritualit\u00e0 di convivenza rispettosa\u201d. (<em>claudia fanti<\/em>)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.0px Lucida Grande; color: #3d5a94;\"><span style=\"color: #000000; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>UNA DEMOCRAZIA MONDIALE PER LA VITA E LA MADRE TERRA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di <em>Evo Morales Ayma<\/em><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/evo_morales.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-557\" title=\"evo_morales\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/evo_morales.jpg\" alt=\"evo_morales\" width=\"257\" height=\"322\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono qui per condividere le conclusioni della Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra, realizzata dal 20 al 22 aprile a Cochabamba, in Bolivia. Ho convocato questa Conferenza perch\u00e9 a Copenhagen non si \u00e8 dato ascolto n\u00e9 si \u00e8 prestato attenzione alla voce dei popoli del mondo e neppure sono stati rispettati i procedimenti su cui gli Stati avevano raggiunto un consenso.<\/p>\n<p>A questa Conferenza hanno partecipato 35.352 persone, di cui 9.254 delegati stranieri, in rappresentanza di movimenti e organizzazioni sociali di 140 Paesi dei cinque continenti. E abbiamo contato sulla presenza di delegazioni di 56 governi.<\/p>\n<p>I dibattiti all\u2019interno della Conferenza sono stati organizzati in 17 Gruppi di Lavoro. Il documento intitolato \u201cAccordo dei Popoli\u201d adottato dalla Prima Conferenza \u00e8 un riassunto delle conclusioni di questi 17 Gruppi di Lavoro. Tra tutti questi documenti voglio sottolineare il progetto di Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra.<\/p>\n<p>Come Stato Plurinazionale della Bolivia abbiamo presentato formalmente queste conclusioni, lo scorso 26 aprile, al processo di negoziazione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, insieme ad una proposta tecnica.<\/p>\n<p>Il governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia ha convocato questa Conferenza perch\u00e9 i Paesi cosiddetti sviluppati non hanno adempiuto al loro obbligo di adottare impegni sostanziali di riduzione di emissioni di gas ad effetto serra alla Conferenza di Copenhagen sul Cambiamento Climatico dello scorso anno.<\/p>\n<p>Se questi Paesi avessero rispettato il Protocollo di Kyoto e si fossero accordati per ridurre sostanzialmente le proprie emissioni all\u2019interno delle proprie frontiere, la Conferenza di Cochabamba non si sarebbe resa necessaria.<\/p>\n<p><strong>La forza dell\u2019unit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Personalmente, sono convinto che l\u2019unico modo di garantire un risultato positivo a Canc\u00fan sia quello di poter<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/unione_fa_forza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-560\" title=\"unione_fa_forza\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/unione_fa_forza.jpg\" alt=\"unione_fa_forza\" width=\"288\" height=\"203\" \/><\/a>contare sull\u2019ampia partecipazione dei popoli del mondo e sulla pi\u00f9 ferrea unit\u00e0 dei Paesi del G77+Cina.<\/p>\n<p>Nel G77+Cina sono presenti 130 Paesi in via di sviluppo, che sono i meno responsabili del cambiamento climatico e che, tuttavia, sono quelli maggiormente colpiti dal grave impatto del riscaldamento globale. Rappresentiamo i due terzi dei Paesi che integrano le Nazioni Unite, abbracciando circa l\u201980% della popolazione mondiale. Nelle nostre mani risiede la possibilit\u00e0 di salvare il futuro dell\u2019umanit\u00e0 e del pianeta terra e di far ascoltare e rispettare la voce dei nostri popoli.<\/p>\n<p>Per questo sono venuto qui a condividere le conclusioni con il G77+Cina!<\/p>\n<p>Tutti sappiamo che esiste tra di noi una grande diversit\u00e0 di posizioni politiche, economiche e culturali. Questa \u00e8 la nostra forza. La diversit\u00e0 nell\u2019unit\u00e0. So che esistono differenti criteri nel nostro gruppo, ma so anche che, quando ci mettiamo d\u2019accordo, non c\u2019\u00e8 forza che ci fermi, che ci trattenga. Questa \u00e8 la forza dell\u2019unit\u00e0 delle sardine di fronte agli squali. \u00c8 quanto \u00e8 successo all\u2019ultima riunione sul cambiamento climatico, a Bonn, dal 9 all\u201911 aprile: abbiamo impiegato del tempo a metterci d\u2019accordo, ma, una volta raggiunto il consenso all\u2019interno del G77+Cina, il resto dei Paesi sviluppati ha dovuto adeguarsi.<\/p>\n<p>Voglio cominciare evidenziando i punti di incontro, di convergenza, tra il G77+Cina e la Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra.<\/p>\n<p>Il primo punto di incontro \u00e8 la necessit\u00e0 di preservare e far rispettare il Protocollo di Kyoto. Vale a dire, che i Paesi sviluppati assumano impegni sostanziali di riduzione di emissioni di gas ad effetto serra nel quadro del Protocollo di Kyoto.<\/p>\n<p>Nel G77+Cina nessuno sta proponendo di liquidare o diluire il Protocollo di Kyoto. Tutti coincidiamo sul fatto che i Paesi industrializzati, che hanno la responsabilit\u00e0 storica delle emissioni di gas ad effetto serra, debbano onorare i loro impegni ed obblighi nel quadro dei trattati internazionali sul cambiamento climatico.<\/p>\n<p>La Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra esige dai Paesi sviluppati la riduzione di un 50% delle loro emissioni di gas ad effetto serra, all\u2019interno delle loro frontiere, rispetto ai livelli del 1990, per la seconda fase del Protocollo di Kyoto.<\/p>\n<p>Attualmente, le offerte di riduzione delle emissioni dei Paesi sviluppati presentano, nel migliore dei casi, appena un taglio del 2% rispetto ai livelli del 1990.<\/p>\n<p>Alla Conferenza di Cochabamba nessuno ha proposto di sostituire la metodologia del Protocollo di Kyoto con impegni volontari di riduzione di emissioni che non siano in rapporto a una meta mondiale e in cui non sia possibile confrontare gli sforzi di questo o di quel Paese sviluppato.<\/p>\n<p>L\u2019Accordo dei popoli afferma: \u201cGli Stati Uniti, unico Paese industrializzato a non aver aderito al Protocollo di Kyoto, deve procedere a ratificarlo impegnandosi a compiere gli obiettivi di riduzione delle emissioni in tutto il suo apparato economico\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo elemento di convergenza tra la Conferenza Mondiale dei Popoli e il G77+Cina \u00e8 dato dalla necessit\u00e0 che questa riduzione di emissioni da parte dei Paesi sviluppati sia la pi\u00f9 profonda possibile, per stabilizzare l\u2019incre-mento della temperatura, per quanto \u00e8 possibile, a un livello tra un grado e un grado e mezzo centigrado.<\/p>\n<p>Qui tutti i Paesi in via di sviluppo sanno che un aumento maggiore della temperatura avrebbe conseguenze gravi per le zone costiere, per i ghiacciai e per l\u2019Africa, oltre che per l\u2019approvvigionamento di alimenti. Tutti qui nel G77+ Cina siamo decisi ad evitare che un solo Stato insulare venga sommerso dalle acque.<\/p>\n<p><strong>Debiti da saldare<\/strong><\/p>\n<p>Un terzo punto di incontro tra il G77 e la Conferenza \u00e8 dato dal tema del debito climatico che i Paesi sviluppati hanno contratto con i Paesi in via di sviluppo. Nella Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico si \u00e8 discusso molto di questo concetto, individuandone diverse componenti.<\/p>\n<p>Una prima componente \u00e8 la restituzione dello spazio atmosferico che \u00e8 stato occupato dai Paesi sviluppati con le loro emissioni di gas ad effetto serra, a scapito dei Paesi in via di sviluppo. I Paesi sviluppati devono decolonizzare l\u2019atmosfera per rendere possibile un\u2019equa distribuzione dello spazio atmosferico tra tutti i Paesi, in base alla loro popolazione.<\/p>\n<p>Una seconda componente \u00e8 il debito con i migranti per cause climatiche che gi\u00e0 ammontano a 50 milioni nel mondo e che nel 2050 potrebbero raggiungere una cifra tra i 200 milioni e il miliardo. Per onorare questo debito, i Paesi sviluppati, responsabili del cambiamento climatico, devono aprire le loro frontiere per ricevere i migranti. \u00c8 assolutamente inaccettabile una legge migratoria come quella del-l\u2019Arizona o come la Direttiva Ritorno dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Una terza componente \u00e8 il debito con la nostra Madre Terra, perch\u00e9 sono stati colpiti non solo gli esseri umani e i Paesi in via di sviluppo, ma anche la natura. Per onorare questo debito, la Prima Conferenza Mondiale dei Popoli considera fondamentale discutere qui, nell\u2019ambito delle Nazioni Unite, una proposta di Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra che stabilisca gli obblighi di tutti gli esseri umani nei confronti della natura e che riconosca i limiti che devono essere posti all\u2019attivit\u00e0 umana per preservare il pianeta Terra.<\/p>\n<p>Alcuni dei diritti della natura che vi vengono riconosciuti sono: il suo diritto alla vita e all\u2019esistenza; il diritto alla rigenerazione della sua biocapacit\u00e0 e al mantenimento dei suoi cicli e dei suoi processi vitali liberi da manipolazioni da parte dell\u2019uomo; il suo diritto ad essere libera dalla contaminazione e dall\u2019inquinamento, dai rifiuti tossici e radioattivi; il suo diritto a non essere alterata geneticamente e modificata nella sua struttura n\u00e9 ad essere minacciata nella sua integrit\u00e0 o nel suo funzionamento vitale.<\/p>\n<p>Speriamo che questa proposta di Dichiarazione dei Diritti della Madre Terra si inizi a discutere e ad analizzare nell\u2019ambito dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>In ultimo c\u2019\u00e8 la componente economica del debito climatico dei Paesi industrializzati nei confronti dei Paesi in<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/debito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-561\" title=\"debito\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/debito.jpg\" alt=\"debito\" width=\"225\" height=\"260\" \/><\/a>via di sviluppo, che comprende l\u2019aspetto dell\u2019adattamento e quello dello sviluppo.<\/p>\n<p>Riguardo al tema del finanziamento, la Conferenza Mondiale dei Popoli ha considerato come per il cambiamento climatico si debba destinare una quantit\u00e0 di fondi analoga a quella delle spese militari e di sicurezza.<\/p>\n<p>La somma di 10 miliardi di dollari offerta dai Paesi sviluppati rappresenta meno dell\u20191% di tutto quello che essi spendono per la Difesa. Non \u00e8 possibile che per la guerra e la morte si destinino risorse 120 volte superiori a quelle necessarie per la difesa della vita e della nostra Madre Terra.<\/p>\n<p>I Paesi sviluppati devono impegnarsi ad un nuovo finanziamento annuale, aggiuntivo rispetto all\u2019Aiuto Ufficiale allo Sviluppo e di carattere pubblico per affrontare il cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo. Questo finanziamento deve essere diretto, senza condizioni e rispettoso della sovranit\u00e0 nazionale. (&#8230;).<\/p>\n<p>La Prima Conferenza Mondiale dei Popoli propone la creazione di un meccanismo multilaterale e multidisciplinare per il trasferimento di tecnologie. Queste tecnologie devono essere utili, pulite e socialmente adeguate (&#8230;) e libere dai di-ritti di propriet\u00e0 intellettuale, in particolare dai brevetti, che devono passare dal monopolio privato al dominio pubblico.<\/p>\n<p><strong>E le emissioni aumentano<\/strong><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/emissioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-558\" title=\"emissioni\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/emissioni.jpg\" alt=\"emissioni\" width=\"300\" height=\"330\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Prima Conferenza ha constatato che i Paesi sviluppati hanno incrementato le loro emissioni di un 11,2% nel periodo compreso tra il 1990 e il 2007, e ci\u00f2 malgrado il loro proposito di coadiuvare la riduzione con meccanismi di mercato. (&#8230;).<\/p>\n<p>La recente crisi finanziaria ha dimostrato come il mercato sia incapace di regolare il sistema finanziario e come sarebbe una totale irresponsabilit\u00e0 lasciare nelle sue mani la cura e la protezione della stessa esistenza umana e della nostra Madre Terra.<\/p>\n<p>In questa linea, la Conferenza ha considerato inammissibile che nei negoziati in corso si vogliano creare nuovi meccanismi che amplino e promuovano il mercato del carbonio.<\/p>\n<p>(&#8230;) Rispetto al tema dell\u2019agricoltura, anch\u2019esso ampiamente dibattuto, si \u00e8 adottato il concetto di sovranit\u00e0 alimentare, che va oltre quello della sicurezza alimentare, implicando non solo il diritto all\u2019alimentazione, ma anche il di-ritto dei popoli a controllare sementi, terre, acqua e tecnologia per una produzione di alimenti in armonia con la Madre Terra e a servizio di tutta la comunit\u00e0, non solo dei segmenti pi\u00f9 ricchi della popolazione. (&#8230;).<\/p>\n<p>Nei negoziati e nell\u2019applicazione degli accordi sul cambiamento climatico \u00e8 necessario garantire pienamente i diritti dei Popoli indigeni.<\/p>\n<p>La Conferenza ha anche proposto un nuovo tema da discutere nei negoziati sul cambiamento climatico e in maniera pi\u00f9 ampia qui nell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite: la creazione di un Tribunale di Giustizia Climatica e Ambientale per giudicare i Paesi sviluppati che vengano meno ai loro impegni e sanzionare gli Stati e le imprese che compromettano i cicli vitali della Madre Terra.<\/p>\n<p>Tra i nostri popoli c\u2019\u00e8 molta preoccupazione per il fatto che gli accordi internazionali che sottoscriviamo rimangono lettera morta. Per questo c\u2019\u00e8 interesse a creare meccanismi vincolanti che garantiscano il rispetto di tali accordi e siano in grado di giudicare e sanzionare le violazioni dei Trattati Internazionali in materia ambientale e climatica.<\/p>\n<p>Un\u2019altra proposta ha a che vedere con la necessit\u00e0 di convocare un Referendum Climatico perch\u00e9 la popolazione mondiale possa decidere cosa fare riguardo a un tema di tale importanza com\u2019\u00e8 il cambiamento climatico.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/dollari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-562\" title=\"dollari\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/dollari.jpg\" alt=\"dollari\" width=\"200\" height=\"250\" \/><\/a>O il capitalismo o la vita<\/strong><\/p>\n<p>La Conferenza di Cochabamba ci ha messo di fronte alla sfida di iniziare ad immaginare e a promuovere una democrazia mondiale, in cui i temi pi\u00f9 importanti per l\u2019umanit\u00e0 vengano decisi da tutti i popoli. Per portare avanti tutte queste proposte, la Conferenza ha deciso di avviare la costruzione di un Movimento Mondiale dei Popoli per la Madre Terra.<\/p>\n<p>La Conferenza di Cochabamba si \u00e8 soffermata ad analizzare il tema dello sviluppo e del genere di sviluppo che vogliamo.<\/p>\n<p>Questi i principali punti di consenso:<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 esserci uno sviluppo infinito in un pianeta finito.<\/p>\n<p>Il modello di sviluppo che vogliamo non \u00e8 quello dei cosiddetti Paesi sviluppati, perch\u00e9 \u00e8 insostenibile e impraticabile in un pianeta finito e dalle risorse naturali limitate.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 i Paesi in via di sviluppo rispondano alle necessit\u00e0 delle proprie popolazioni senza danneggiare il pianeta \u00a0Terra, \u00e8 essenziale che i Paesi sviluppati riducano i propri livelli di consumo e di spreco.<\/p>\n<p>Per raggiungere uno sviluppo in armonia con la natura \u00e8 necessario realizzare allo stesso tempo l\u2019armonia tra gli esseri umani attraverso un\u2019equa distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>La Prima Conferenza Mondiale dei Popoli ha proposto che nei negoziati sul cambiamento climatico si analizzino le cause strutturali del riscaldamento globale e si avanzino proposte alternative di carattere sistemico.<\/p>\n<p>Per la Prima Conferenza Mondiale dei Popoli, la causa di fondo della crisi climatica \u00e8 il sistema capitalista. Quello che stiamo vivendo non \u00e8 solo una crisi climatica, una crisi energetica, una crisi alimentare, una crisi finanziaria&#8230; ma anche una crisi sistemica del capitalismo che sta conducendo alla distruzione dell\u2019umanit\u00e0 e della natura. Se la causa \u00e8 sistemica, la soluzione deve essere anch\u2019essa sistemica. Per questo, nella Conferenza dei Popoli si \u00e8 discusso a fondo del tema delle alternative per il vivir bien in armonia con la natura.<\/p>\n<p>Per concludere, la Conferenza ha considerato che per costruire un futuro bisogna apprendere dal passato, che<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/lezioni_di_vita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-563\" title=\"lezioni_di_vita\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/lezioni_di_vita.jpg\" alt=\"lezioni_di_vita\" width=\"358\" height=\"358\" \/><\/a>continua ad essere presente tra di noi, attraverso la presenza dei popoli indigeni che in tutto il mondo hanno preservato forme di vita in armonia con la natura.<\/p>\n<p>Stimati ambasciatori del G77+Cina, credo che il modo migliore di rafforzare la nostra unit\u00e0 e la nostra azione nei negoziati sia quello di promuovere il consenso tra di noi e di discutere in maniera franca e sincera i nostri diversi criteri e le nostre diverse posizioni.<\/p>\n<p>Su questa strada \u00e8 fondamentale che non si ripetano situazioni come quelle di Copenhagen dell\u2019anno passato. Dobbiamo far rispettare l\u2019accordo fissato nel Piano d\u2019Azio-ne di Bali e difeso dal G77+Cina, che cio\u00e8 i negoziati sul cambiamento continuino attraverso le due corsie dell\u2019\u201cA-zione di Cooperazione a lungo termine\u201d e del \u201cProtocollo di Kyoto\u201d.<\/p>\n<p>Nella nostra unit\u00e0 sta la forza per garantire che questi negoziati siano ampiamente partecipativi e trasparenti, che si rispetti l\u2019uguaglianza di diritti di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, grandi e piccole, e si ascolti e si rispetti la voce dei nostri popoli.<\/p>\n<p>Nell\u2019unit\u00e0 dei Paesi in via di sviluppo sta la forza per forgiare un nuovo mondo basato sull\u2019armonia tra gli esseri umani e con la nostra Madre Terra.<\/p>\n<p>Signori ambasciatori e ambasciatrici, la risposta al riscaldamento globale \u00e8 quella della democrazia mondiale per la vita e la Madre Terra. Facciamo in modo di essere puliti e attivi oggi per l\u2019umanit\u00e0 piuttosto che tossici e reattivi domani contro la natura. Pertanto, stimati ambasciatori, abbiamo solo due cammini, salvare il capitalismo o salvare la vita e la Madre Terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono notizie molto importanti che non arrivano se non attraverso canali privati ai quali non tutti riescono ad accedere. Fortunatamente Internet permette esplorazioni a tema che consentono di informarsi e approfondire. Purtroppo \u00e8 ancora un privilegio di pochi. 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