{"id":430,"date":"2010-03-30T22:23:08","date_gmt":"2010-03-30T21:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=430"},"modified":"2010-03-30T23:05:03","modified_gmt":"2010-03-30T22:05:03","slug":"le-oligarchie-dei-%e2%80%9cgiri%e2%80%9d-che-infettano-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=430","title":{"rendered":"Le oligarchie dei \u201cgiri\u201d che infettano la democrazia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Gustavo-Zagrebelsky.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-431\" title=\"Gustavo Zagrebelsky\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Gustavo-Zagrebelsky.jpg\" alt=\"Gustavo Zagrebelsky\" width=\"225\" height=\"252\" \/><\/a><em>Succede talora di leggere qualcosa e di desiserare di poterlo commentare insieme ad altri, un familiare, un amico. Quando capita nella realt\u00e0, si accompagna quasi sempre ad emozioni che ci piace di manifestare all&#8217;interlocutore. La soddisfazione per aver trovato la conferma di un proprio pensiero, il piacere di un utile approfondimento, l&#8217;apertura di squarci che chiariscono aspetti finora confusi, la scoperta di interrogativi mai posti prima, ma anche il disappunto per l&#8217;incontro con idee non condivise, fino alla rabbia per la scoperta della malafede. E chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta. Ho pensato cos\u00ec di arricchire questo mio blog con una proposta settimanale da condividere. Come tutti, anch&#8217;io \u00a0ho i miei giornali preferiti e tra le pagine che sfoglio, spesso nella &#8220;rete&#8221; trovo qualcosa degno di essere letto insieme. <\/em><\/p>\n<p><em>Questo articolo di<\/em> Gustavo Zagrebelsky <em>risale a qualche giorno fa e mi \u00e8 stato suggerito casualmente da una persona con cui non parlavo da molti anni, mentre si commentavano a caldo i risultati delle regionali e si condividevano delusioni e caparbiert\u00e0 necessaria a non mollare mai, soprattutto nei momenti difficili. \u00c8 stato l\u00ec che la signora &#8220;L&#8221; mi ha suggerito questa lettura che sicuramente fa pensare&#8230; Come sempre l&#8217;invito \u00e8 a leggere e, se non pesa troppo, a commentare.<\/em><\/p>\n<p>La Repubblica, 26\/03\/2010<\/p>\n<p>Tra tutti i regimi politici, la democrazia \u00e8 quello che pi\u00f9 si presta a generare e mimetizzare oligarchie. Oggi, questa tematica \u00e8 trattata parlando di caste. Nessuno, credo, pensa alle caste indiane o ai mandarini cinesi. <!--more-->Ogni sistema castale comporta stratificazioni sociali per piani orizzontali paralleli, sovra- e sotto-ordinati, pi\u00f9 o meno impermeabili. A ciascuno di questi piani corrispondono stili di vita, gusti, culture, letteratura, musica, teatro, talora lingue, abitudini alimentari, leggi particolari. Oggi, nulla di tutto ci\u00f2. Le oligarchie odierne, in societ\u00e0 di individui sciolti da appartenenze e liberi di fare di s\u00e9 quel che vogliono e di legarsi a chi vogliono, si costruiscono, si modificano e si distruggono su moti circolari ascendenti e discendenti dove tutti si confondono. Per comprendere la differenza, occorre partire da un po\u00b4 pi\u00f9 lontano, dal conflitto tra chi appartiene e chi non appartiene a un qualche \u00abgiro\u00bb o cerchia di potere. Intendo con questa espressione \u2013 il giro \u2013 esattamente ci\u00f2 che vogliamo dire quando, di fronte a sconosciuti dalla storia, dalle competenze e dai meriti incerti, o dai demeriti certi, i quali occupano posti inconcepibili per loro, ci domandiamo: a che giro appartengono? I giri sono la nostra costituzione materiale. Ci si scambia protezione e favori con fedelt\u00e0 e servizi.\u00a0Questo scambio ha bisogno di \u201cmateria\u201d. Occorre disporre di risorse da distribuire come favori; per esempio: danaro e impieghi, carriere e promozioni, immunit\u00e0 e privilegi. Occorre, dall\u00b4altra parte, qualcosa da offrire in restituzione: dal piccolo voto (il voto \u00abdi scambio\u00bb), all\u00b4organizzazione di centinaia o migliaia di voti che si controllano per ragioni di corporazione, corruzione e criminalit\u00e0, fino alle prestazioni personali o per interposta persona, oggi soprattutto per sesso interposto. L\u00b4asettico \u00abgiro\u00bb in realt\u00e0 \u00e8 una cloaca e questo \u00e8 il materiale infetto che trasporta.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la forza che lo muove? Poich\u00e9 la protezione e i favori stanno su e la fedelt\u00e0 e i servizi gi\u00f9, dietro le apparenze di allegre comunelle e della combutta innocente, si annidano sopraffazione e violenza. Distribuendo favori, pu\u00f2 sembrare un sistema benefico, una forma di democrazia come potere per il popolo. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Ognuno vede nell\u00b4altro solo risorse da sfruttare. Ogni giro \u00e8 un crogiolo di rivalit\u00e0 e ferocia e di gradini, da pestare per salire pi\u00f9 in alto. Sul pi\u00f9 alto e su quello pi\u00f9 basso troviamo solo arroganza e solo servilismo. Sugli intermedi si \u00e8 arroganti con i sottoposti e servili con i sovrapposti e mano a mano che si sale o si scende cambia il rapporto tra arroganza e servilismo. Padroni e servi, a tutti i livelli del giro, sono legati da patti, ma patti tra complici. La fedelt\u00e0 ai patti \u00e8 garantita da favori e minacce, blandizie e intimidazioni e ricatti. Quando nello scambio entrano anche organizzazioni criminali, non \u00e8 esclusa la violenza. Non pochi delitti politici nel nostro violento Paese si spiegano cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dove si alimenta la forza che alimenta i giri? Nella disuguaglianza e nell\u00b4illegalit\u00e0. Essi, i giri, tanto pi\u00f9 si diffondono quanto maggiore \u00e8 il malessere sociale e quanto meno le leggi valgono ugualmente per tutti. Tanta pi\u00f9 insicurezza e ingiustizia, tanto pi\u00f9 richiesta di \u00abpatronato\u00bb; tanto pi\u00f9 patronato, tante pi\u00f9 violazioni della legge uguale per tutti. La democrazia, mancando uguaglianza e legalit\u00e0, diventa una dissimulazione di sistemi di potere gerarchici, basati sullo scambio ineguale di favori tra potenti e impotenti, e sulla generalizzata illegalit\u00e0 a favore di chi appartiene a oligarchie. Una violazione che pu\u00f2 essere la semplice, e apparentemente innocente, raccomandazione o diventare associazione a delinquere secondo il codice penale.<\/p>\n<p>Questa struttura mai come oggi \u00e8 stata estesa, capillare, omnipervasiva. Se solo per un momento potessimo sollevare il velo ed avere una veduta d\u00b4insieme, resteremmo probabilmente sbalorditi di fronte alla realt\u00e0 nascosta dietro la rappresentazione della democrazia. Catene verticali di potere, quasi sempre invisibili e talora segrete, legano tra loro uomini della politica, delle burocrazie, della magistratura, delle professioni, delle gerarchie ecclesiastiche, dell\u00b4economia e della finanza, dell\u00b4universit\u00e0, della cultura, dello spettacolo, dell\u00b4innumerevole pletora di enti, consigli, centri, fondazioni, eccetera, che, secondo i propri principi, dovrebbero essere reciprocamente indipendenti e invece sono attratti negli stessi mulinelli del potere, corruttivi di ruoli, competenze, responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Realisticamente, si deve tuttavia constatare che non tutto \u00e8 cos\u00ec, se non sempre per virt\u00f9 almeno per necessit\u00e0. Innanzitutto, non tutti nelle numerose categorie di soggetti ora indicati, si prestano alla logica dei giri. Ma, soprattutto il sistema del patronato e dello scambio di fedelt\u00e0 non pu\u00f2 essere universale. Ci sar\u00e0 sempre chi non pu\u00f2 o non riesce a entrarci. Innanzitutto, per ragioni pratiche. Le risorse di cui esso deve disporre (posti, finanziamenti, favori) non sono illimitate. Per quanto si tenda a estenderle e ramificarle (ad es. con la moltiplicazione dei posti in enti inutili), vi sono limiti di sostenibilit\u00e0, dettati dalla limitatezza delle risorse, dall\u00b4impoverimento della societ\u00e0 e dalla rapacit\u00e0 di chi sta (pi\u00f9 in alto) nella gerarchia. Ma c\u00b4\u00e8 anche una ragione di principio. Le oligarchie dei giri non potrebbero esistere se tutti godessero dei loro privilegi. La generalizzazione dei privilegi \u00e8 concettualmente la contraddizione delle oligarchie. Esse, per esistere, hanno bisogno che vi sia chi ne sta fuori. Le oligarchie portano dunque nel loro seno la contraddizione.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il momento in cui lo scontro assumer\u00e0 l\u00b4aspetto di un conflitto tra interessi (di parte) e valori (universali), o tra \u00abinteressi\u00bb e \u00abragioni\u00bb. Chi non partecipa, in una misura anche minima, al sistema dei privilegi, che cosa pu\u00f2 fare se non contrapporre idee generali (valori e ragioni, per l\u00b4appunto) agli interessi dai quali \u00e8 escluso? Per chi \u00e8 inserito in un sistema di scambi, il suo utile potenziale \u00e8 proprio solo il suo, e tutto il resto pu\u00f2 andare a ramengo; per chi non vi \u00e8 inserito, invece, quello che, per i primi, \u00e8 quel \u201cresto\u201d \u00e8 invece l\u00b4essenziale.<\/p>\n<p>La divisione \u00e8 perfino antropologica. L\u00b4homo hierachicus \u00e8 stato studiato con riguardo alle societ\u00e0 castali. Potrebbe essere studiato con riguardo alle oligarchie \u00abdi giro\u00bb. Ne risulterebbero tratti antropologici tipici. Coloro che hanno passato la propria esistenza, o si accingono a passarla, non come uomini liberi ma come scalatori di luoghi dove vige servilismo e opportunismo verso i potenti e arroganza travestita da paternalismo verso i deboli, non possono non portarne i segni sul loro modo d\u00b4essere, di mostrarsi e di fare. Il loro \u00e8 un habitus caratteristico, che li distingue e che difficilmente possono dismettere o nascondere.<\/p>\n<p>Norberto Bobbio ha parlato una volta di \u00abpromesse non mantenute\u00bb della democrazia e, tra queste, ha messo la scomparsa delle oligarchie. Poteva, questa promessa, essere mantenuta e non lo \u00e8 stata, oppure non poteva proprio essere mantenuta ed era quindi una falsa promessa?<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che ci si debba accodare a quelli che chiamerei gli \u00absnobisti\u00bb della democrazia, una categoria in crescita di persone, un tempo di destra, oggi anche di sinistra, anzi prevalentemente di sinistra (una novit\u00e0) molto intelligenti, i quali hanno vita facile nel mostrarne limiti, contraddizioni e ipocrisie e nel considerare \u00abanime belle\u00bb coloro che fanno professione di fede democratica. \u00c8 vero: la democrazia come autogoverno del popolo \u00e8 tanto pi\u00f9 irrealizzabile quanto pi\u00f9 \u00e8 idealizzata. Ma non \u00e8 la stessa cosa se, per combattere le oligarchie, occorre creare \u00abmomenti eroici\u00bb, con le violenze e le distruzioni che li accompagnano, o se basta fare appello, contro l\u00b4illegalit\u00e0 di cui esse si nutrono e la segretezza con cui si proteggono, alla forza della legge applicata in modo uguale per tutti e alla libera circolazione delle informazioni: in una parola, alle precondizioni che permettono oneste misurazioni del consenso e del dissenso. La democrazia \u00e8 dunque forse solo questo: la possibilit\u00e0 di creare \u00abmomenti non eroici\u00bb di distruzione delle oligarchie.<\/p>\n<p>Vediamo cos\u00ec che occorre tenersi stretti ai capisaldi del liberalismo: la sovranit\u00e0 della legge e la libert\u00e0 dell\u00b4opinione; le magistrature e l\u00b4informazione. Non ci voleva molto, per arrivare qui, a questa conclusione. Non ci voleva molto, ma questo non vuol dire che sia superfluo ribadirla, ora che sembra a qualcuno, non senza trovare seguito, che questi capisaldi, piuttosto che rinforzare, ostacolino e indeboliscano la democrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Succede talora di leggere qualcosa e di desiserare di poterlo commentare insieme ad altri, un familiare, un amico. Quando capita nella realt\u00e0, si accompagna quasi sempre ad emozioni che ci piace di manifestare all&#8217;interlocutore. 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