{"id":377,"date":"2010-03-07T23:49:33","date_gmt":"2010-03-07T22:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=377"},"modified":"2010-03-07T23:51:17","modified_gmt":"2010-03-07T22:51:17","slug":"scuola-amore-nostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=377","title":{"rendered":"Scuola &#8230; amore nostro!"},"content":{"rendered":"<p>Bisogna capire che \u00e8 urgente. Non possiamo permettere che in Italia si produca<a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/scuolatagli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-380\" title=\"scuolatagli\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/scuolatagli.jpg\" alt=\"scuolatagli\" width=\"384\" height=\"307\" \/><\/a> un arretramento progressivo dell&#8217;intero sistema scolastico. Ne sanno qualcosa le famiglie che hanno i figli a scuola. C&#8217;\u00e8 un interessante articolo inchiesta di Flavia Amabili su LA STAMPA di oggi. Lo riporto volentieri, perch\u00e9 rappresenta lo stato di degrado progressivo cui la scuola \u00e8 sottoposta provvedimento dopo provvedimento. Per carit\u00e0, nessuno nega che qualche Lira fino al 2000 e qualche Euro negli ultimi anni i genitori abbiano sborsato per integrare lo scarso materiale didattico messo a disposizione dalla scuola, ma che prima i Comuni abbiano dovuto supplire alle restrizioni dello Stato centrale, fornendo gli insegnanti di sostegno, i docenti o gli educatori per attivit\u00e0 curricolari e che ora si giunga a rendere di fatto obbligatori versamenti che raggiungono anche 200 euro annui, appare francamente troppo. Diventa necessario ribadire allora il dettato degli articoli 3 e 34 della Carta Costituzionale <em>&#8220;\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana &#8230;&#8221; &#8220;La scuola \u00e8 aperta a tutti. L\u2019istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, \u00e8 obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso&#8221;. <\/em>Ricordare per\u00f2 non basta. \u00c8 necessario mettere in evidenza il danno procurato alla scuola con i tagli operati, perch\u00e9 unicamente di tagli si tratta e non di riforme. Occorre far sapere che, operando in questo modo, il governo fa pagare proprio a chi ha meno risorse. Fa doppiamente pagare, trasformando gradualmente la scuola pubblica da gratuita a pagamento e abbassandone decisamente la qualit\u00e0 in ragione della frammentazione dell&#8217;insegnamento. C&#8217;\u00e8 molto altro da aggiungere, ma ne parleremo nella mattinata di sabato 20 marzo a Osteria Grande con Anna Pariani e Giovanni Bachelet. In preparazione leggiamoci questo.<!--more--><!--more--><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"font-family: Georgia, Rekha; font-size: 36px; line-height: 36px; text-decoration: none; color: #00528a; margin: 0px;\" colspan=\"2\">La pagella diventa a pagamento<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/common\/images\/pixel.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"12\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" height=\"1\" bgcolor=\"#E7E7E7\"><img decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/common\/images\/pixel.gif\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"1\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td align=\"right\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/common\/images\/pixel.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"12\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"font-family: Georgia, Rekha; font-size: 18px; text-decoration: none; color: black; font-weight: normal; margin: 0px;\" colspan=\"2\">Dopo i tagli, via al \u201ccontributo volontario\u201d fino a 200 euro l&#8217;anno. Genitori in rivolta Dopo i tagli, via al \u00abcontributo volontario\u00bb fino a 200 euro l&#8217;anno. Genitori in rivolta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/common\/images\/pixel.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"18\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/common\/images\/pixel.gif\" alt=\"\" height=\"4\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"font-family: Georgia, Rekha; font-size: 13px; text-decoration: none; color: #404140; line-height: 20px; margin: 0px;\" colspan=\"2\"><img decoding=\"async\" style=\"padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/cmstp\/rubriche\/admin\/immagine.asp?ID_blog=60&amp;ID_file=987\" alt=\"\" hspace=\"3\" vspace=\"1\" align=\"right\" \/>ROMA<br \/>\nAngelo abita a Torre Annunziata, \u00e8 disoccupato, soldi in tasca ne capitano pochi. Quest\u2019anno la sua scuola, il secondo circolo didattico Giancarlo Siani, gli ha rifiutato l\u2019iscrizione dei tre figli mandandogli i bollettini di quello che, in genere, viene definito \u00abcontributo scolastico\u00bb, una cifra che gli istituti chiedono a titolo volontario alle famiglie per aiutarli a far quadrare i conti, ma che invece da un po\u2019 di tempo si sta trasformando in un obbligo a cui non tutti vogliono sottostare. Angelo non aveva pagato lo scorso anno.<\/p>\n<p>E cos\u00ec l\u2019istituto voleva fargli capire qual era il suo dovere. E\u2019 bastato minacciare una denuncia per far iscrivere i bambini. Da quando il ministero ha chiuso i cordoni della borsa, sono sempre di pi\u00f9 le scuole a chiedere aiuto alle famiglie. \u00abSiamo di fronte a un vero e proprio abuso\u00bb, denuncia Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, portale fra i pi\u00f9 seguiti sui temi della scuola. E, quindi, ha deciso di fare un\u2019inchiesta. In pochi mesi si sono fatte avanti almeno una sessantina di persone, sparse in tutt\u2019Italia, a raccontare vicende tutte pi\u00f9 o meno simili.<\/p>\n<p>Una di loro ha davvero fatto partire la querela contro il dirigente scolastico della sua scuola, il liceo scientifico Cassini di Genova. Lo accusa di concussione e omissione di atti d\u2019ufficio, dopo che per il secondo anno di seguito non ha avuto la pagella della figlia che ora ha 16 anni. \u00abVoglio combattere una battaglia in nome di tutti i genitori d\u2019Italia\u00bb, spiega. Massimo Angelini, il dirigente, si \u00e8 detto tranquillo: \u00abHo soltanto fatto il mio dovere. Lo rifarei\u00bb.<\/p>\n<p>I casi di scuole un po\u2019 prepotenti sono davvero tanti anche se da un punto di vista legale non sembrano esserci dubbi. C\u2019\u00e8 l\u2019articolo 34 della Costituzione a sancire che l\u2019istruzione \u00e8 obbligatoria e gratuita per otto anni. Esiste una circolare del ministero dell\u2019Istruzione a ricordare che le iscrizioni ad anni diversi dal primo sono automatiche. E c\u2019\u00e8 anche l\u2019Ufficio Scolastico Regionale dell\u2019Emilia Romagna, che di fronte al caos generale, cinque anni fa decise di intervenire con un documento per spiegare che il contributo \u00e8 volontario. Ma le casse sono vuote. Mentre il ministero preferisce non esporsi, alcune scuole ne approfittano. \u00abDa anni va avanti questo abuso. Tutti sanno, qualcuno denuncia, eppure il Ministero non \u00e8 mai intervenuto\u00bb, racconta Daniele Grassucci.<\/p>\n<p>E quindi si viene a sapere che al tecnico per geometri \u00abGiorgio Ambrosoli\u00bb di Roma da un anno all\u2019altro il contributo volontario \u00e8 passato da 120 a 200 euro l\u2019anno, un aumento secco del 60%. Tanti hanno pagato, una mamma si \u00e8 rifiutata. Il figlio non ha avuto il pagellino del primo trimestre. E al secondo trimestre ha avuto la pagella solo dopo essere andata in segreteria a chiedere una dichiarazione scritta della scuola su quello che stava accadendo. All\u2019istituto professionale \u00abPietro Verri\u00bb di Busto Arsizio, invece, il coraggio di mettere nero su bianco le loro condizioni l\u2019hanno avuto. In una lettera indirizzata alle famiglie il 16 febbraio scorso hanno inserito fra le tasse scolastiche anche il contributo volontario e specificando che senza il pagamento \u00abnon sar\u00e0 pi\u00f9 rilasciata alcun tipo di documentazione (certificato d\u2019iscrizione e frequenza, di voti, diploma, etc.)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>www.lastampa.it\/amabile<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bisogna capire che \u00e8 urgente. Non possiamo permettere che in Italia si produca un arretramento progressivo dell&#8217;intero sistema scolastico. 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