{"id":2117,"date":"2023-08-26T16:19:31","date_gmt":"2023-08-26T15:19:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=2117"},"modified":"2023-08-26T16:24:31","modified_gmt":"2023-08-26T15:24:31","slug":"oltre-due-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=2117","title":{"rendered":"Oltre due anni fa &#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono esperienze che non puoi dimenticare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I giorni dell\u2019infarto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Difficile registrare qualcosa in modo ordinato in questi giorni, ma si pu\u00f2 provare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Casa mia. 11 febbraio 2020, fine mattinata. Un immediato, insopportabile dolore dietro le spalle che si diffonde rapido in zona sterno e lungo il braccio. Vomito. Intuisco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 un infarto. Silvana telefona al dottore. Nessuna risposta e allora sia 118. Tempo 13 minuti l\u2019ambulanza \u00e8 davanti a casa. Scendo con i miei mezzi. Mi dicono che non c\u2019\u00e8 da preoccuparsi. E non mi preoccupo, per\u00f2 non perdono tempo. Decidono per Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da Comellini a Castel San Pietro si va a comprare prosciutto e leccornie e loro si fermano per far salire il medico che avverte del mio arrivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo. Mi pare di vivere un film. Salto da una barella all\u2019altra che gi\u00e0 corre lungo un bianco corridoio. Brusca frenata e si materializza una sala operatoria. Divise verdi, bianche, blu, sincronie studiate e perfette, bip, luci si incrociano, monitor mostrano percorso e dati, bip, bip, bio&nbsp; qualcosa penetra e si insinua, rallenta, curva, bip, bip, bip&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo. Tre e mezzo&#8230; meglio quattro? Tre. &#8230; bip, bip, bip, &#8230; Ormai sono bionico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La lettiga \u00e8 gi\u00e0 in viaggio. Si sale, usciamo al terzo. Terapia Intensiva. Stanza n. 1.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Son passate due settimane, poco pi\u00f9 e ormai l\u2019ospedale \u00e8 per me un ricordo. Di nuovo tra le mura di casa, il malato che \u00e8 in me si sfarina giorno dopo giorno. In realt\u00e0 non mi sono mai sentito veramente malato. La sofferenza fisica \u00e8 terminata gi\u00e0 al momento della partenza dell\u2019ambulanza da casa mia, risolta da una di quelle sostanze miracolose che chi ne sa ed \u00e8 l\u00ec per provvedere ti inocula immediatamente. Dopo, a farti sentire malato contribuiscono l\u2019ambiente, i tuoi cari persino troppo assidui e attenti, la presenza continua degli addetti con le loro divise, la loro gentilezza, la loro determinazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E tu Ti guardi intorno e scopri. Perch\u00e9 l&#8217;ospedale \u00e8 ricco di persone e questo, in particolare, di persone che vengono da lontano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salerno, Caserta, Fermo, ma anche Africa. Pelle non mente. E sar\u00e0 che siamo tutti cos\u00ec presi dalle mille paure indotte dai mille aspetti di una globalizzazione non digerita, ma anche qui affiorano fantasiosi ragionamenti intorno a chi dovrebbe o non dovrebbe poter fruire dei servizi di un ospedale come questo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso sta sulle generali: &#8211; Vede? Ma quanti letti in pi\u00f9 ci sarebbero a disposizione per noi italiani? E invece &#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi sento di rispondere. In fondo anche lei che assiste il mio compagno di stanza \u00e8 provata, sicuramente ha sofferto. Eppure dentro di me non posso fare a meno di pensare che anche il suo assistito non \u00e8 proprio &#8220;del posto&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque minuti e abbiamo una visita. Un fraticello con tanto di stola pronto a farci pregare:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Sono Padre Giuseppe! Da dove venite?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La provenienza \u00e8 la prima domanda. E non pu\u00f2 essere diversamente in un ospedale come Villa Maria Cecilia al quale si ricorre da ogni parte del mondo e nel quale operano medici di molte parti del pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo io di questa regione. Realizzo che la mia convinzione di essere nato nel tempo e nel luogo migliore si rafforza una volta di pi\u00f9. Non avevo mai verificato di persona l&#8217;eccellenza della sanit\u00e0 emiliano romagnola, ora con questa esperienza si colma anche questa mia lacuna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio coinquilino \u00e8 marchigiano ed \u00e8 in partenza. Ma dovr\u00e0 tornare. Lo hanno ricoperto di prescrizioni, di consigli, di farmaci e&#8230; di un nuovo appuntamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Giuseppe ormai si congeda. Ma io non resisto:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>E lei, padre, da dove viene?<\/li><li>Ah&#8230; Indovina indovinello! <br>\nNon era difficile la risposta, ma preferisco andare per gradi<\/li><li>Intanto &#8230; dall&#8217;Asia.<\/li><li>Bravo! Ma l&#8217;Asia \u00e8 grande, fratello!<\/li><li>E allora, India!<\/li><li>Perfetto.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Com\u2019\u00e8 piccolo il mondo! Pochi metri quadri lo spazio, tre giorni il tempo e intorno a me ruotano italiani da Salerno, da Caserta, dalle Marche e ora dall\u2019India&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non passano cinque minuti e si affaccia un medico. In questi pochi giorni di permanenza non mi era ancora capitato di incrociarlo. Infatti non \u00e8 venuto per me, ma per dare le ultime disposizioni al mio vicino. Divisa d\u2019ordinanza, grande sorriso, grembiule immacolato, fonendoscopio al collo e&#8230; faccia nera. E cos\u00ec lAfrica non \u00e8 presente solo tra gli ammalati, ma anche fra i medici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ce n\u2019\u00e8 da riflettere. Per tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ritrovo questo scritto due anni e mezzo dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intenzione, allora, era di lasciare sulla carta i momenti pi\u00f9 significativi di un\u2019esperienza praticamente unica per me. Non avevo mai soggiornato tanto a lungo in ospedale nella mia vita di ottantenne e mi sembrava opportuno lasciare qualche piccolo flash ai posteri. Avevo gi\u00e0 approntato anche i titoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cose mai viste: L\u2019Irene di Moraduccio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Compagni di banco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ecodoctor alla Cappella Sistina&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Politica da Hospital<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene soltanto uno di quei titoli rievoca qualche immagine, l\u2019Irene di Moraduccio, una signora con qualche anno pi\u00f9 di me, forse sulla novantina, una donna molto spigliata, me la ricordo chiacchierona. Nella stanza per assicurare la giusta riservatezza avevano collocato tra il suo e il mio letto un separ\u00e9, ma qualche scambio di idee ci fu, qualche informazione sul luogo di provenienza e poco altro. Gli altri titoli non mi suggeriscono pi\u00f9 nulla. Peccato, perch\u00e9 complessivamente fu un\u2019esperienza ricca di stimoli e di riflessioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dimentico che negli ultimi giorni della seconda settimana di degenza, quella trascorsa all\u2019ospedale nuovo di&nbsp; Imola, medici e infermieri comparvero mascherati: anche dalle nostre parti aveva fatto capolino il Covid.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, 25 Agosto 2023, ho ritrovato questo scritto del febbraio 2020 e la curiosit\u00e0 \u00e8 rimasta intorno a quell\u2019abbozzo di titoli lasciati privi di ulteriori spiegazioni. Ma della Signora Irene non posso tacere l\u2019aria di mistero che inducevano le informazioni che lei stessa forniva sul suo luogo di provenienza con quel nome dalla desinenza toscaneggiante: Moraduccio.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec ho cercato. Su Google si trova tutto. La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 indubbiamente la cascata&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.tripadvisor.it\/Attraction_Review-g2250952-d8599375-Reviews-Cascata_di_Moraduccio-Castel_del_Rio_Province_of_Bologna_Emilia_Romagna.html\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Basta un clic e vi trovate in un posto meraviglioso. Non saranno le cascate del Niagara, ma un salto d\u2019acqua di 30 metri non \u00e8 cosa da poco. Mi viene una gran voglia di andare a vedere, anche perch\u00e9 sono al confine tra la provincia di Bologna e quella di Firenze e, guarda caso, proprio l\u00ec, sulla strada c\u2019\u00e8 una trattoria che si chiama proprio La Cascata e, ancora una volta sar\u00e0 il pc o il cellulare ad offrirti l\u2019anteprima dell\u2019acquolina in bocca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.tripadvisor.it\/Restaurant_Review-g1078183-d3446250-Reviews-La_Cascata-Firenzuola_Tuscany.html\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Come sempre io dovr\u00f2 fare attenzione,&nbsp; perch\u00e9 prima di congedarmi dall\u2019ospedali i medici a consulto fecero a gara nell\u2019impartire prescrizioni e consigli: non oltrepassare i mille metri di quota &#8211; o anche milleduecento per qualcuno pi\u00f9 largo di manica &#8211; e sulla carne il limite era dato dal colore: carni bianche e quindi, addio fiorentine e compagnia. Fortunatamente un medico pi\u00f9 simpatico fece notare che ora ero guarito, perci\u00f2 \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo qui.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono esperienze che non puoi dimenticare I giorni dell\u2019infarto Difficile registrare qualcosa in modo ordinato in questi giorni, ma si pu\u00f2 provare.&nbsp; Casa mia. 11 febbraio 2020, fine mattinata. Un immediato, insopportabile dolore dietro le spalle che si diffonde rapido in zona sterno e lungo il braccio. Vomito. Intuisco.&nbsp; \u00c9 un infarto. 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