{"id":1705,"date":"2022-08-15T18:58:19","date_gmt":"2022-08-15T17:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=1705"},"modified":"2022-08-16T22:18:14","modified_gmt":"2022-08-16T21:18:14","slug":"__trashed-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=1705","title":{"rendered":"E oggi? Tra fantasia e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Al maso rimaniamo praticamente mai. Sappiamo benissimo che il programma giornaliero non pu\u00f2 comprendere ascensioni impegnative. Le cime ci piace anche ammirarle da sotto. E poi la montagna non propone soltanto rocce e sentieri in verticale. Offre comodi sentieri tra i boschi, prati sterminati e verdeggianti e aria buona in quantit\u00e0. E non c&#8217;\u00e8 che l&#8217;imbarazzo della scelta. Il desco mattutino di Frieda \u00e8 pronto, gli amici pure e allora? Perch\u00e9 aspettare? Punto di partenza il grande parcheggio oltre la stazione ferroviaria<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImagevqsZ7Q-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1706\" width=\"324\" height=\"432\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Davanti a noi, superate le infrastrutture produttive di San Candido, si stendono le vaste prateria che ricoprono il fondovalle e le prime dolci pendici delle montagne. Sentiero pianeggiante, qualche tratto in leggera salita, giusto per raggiungere lo spartiacque proprio sulla Sella di Dobbiaco, perch\u00e9 l\u00ec ogni goccia di pioggia, una volta atterrata dovr\u00e0 scegliere se puntare verso il mare Adriatico o il pi\u00f9 lontano mar Nero. Ci sorpassano alcuni ciclisti, altri li incrociamo e intanto raggiungiamo il bosco. Finalmente un po&#8217; d&#8217;ombra. Un mix di chiacchiere, vecchi ricordi di esperienze passate da queste parti distraggono dallo sforzo che l&#8217;et\u00e0 fa percepire pi\u00f9 di quanto ci si aspettava alla partenza. Poi, a un tratto, ecco due panchine, in un punto si affollano alcuni escursionisti come noi, scattano selfies, si sciacquano le mani, bevono e riempiono le borracce. Lo sapevo! Siam giunti alle sorgenti della Drava. Quelle goccioline cui si accennava hanno scelto e si precipitano  verso il Danubio che le porter\u00e0, insieme a tante sorelle provenienti da mezza Europa, fino al mar Nero.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImage3ncoGN-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1714\" width=\"323\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImage3ncoGN-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImage3ncoGN-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><figcaption><br><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Inevitabile seguire con la mente il percorso di quelle goccioline. Fino a Lienz, qualche anno fa, c&#8217;eravamo arrivati in bici, e sapevamo che la ciclabile andava anche oltre, uscendo presto dall&#8217;Italia per toccare  Austria \u00b7 Slovenia \u00b7 Croazia \u00b7 Ungheria \u00b7 per 720 km, seguendo il fiume che diventa uno dei maggiori fiumi d&#8217;Europa, pur essendo solo un semplice affluente del Danubio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImageEYDuyW-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1731\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImageEYDuyW-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/tempImageEYDuyW-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/764C6B92-B115-4E4E-98E3-ACBDC16EF53A_4_5005_c.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1725\" width=\"585\" height=\"340\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p> La fantasia porta lontano in pochi secondi, la realt\u00e0, invece, suggerisce di riprendere il cammino. E cos\u00ec accade. Pochi passi e due militari ci  fanno segno di scendere pi\u00f9 a valle: di l\u00ec non si passa, al poligono di tiro sono impegnati in una delle consuete esercitazioni e gli scoppi che ci giungono subito dopo ne danno conferma. La strada si allunga, ma non c&#8217;\u00e8 alternativa. Aggiriamo il poligono e, proprio quando la stanchezza incomincia a farsi sentire, ci accorgiamo di essere arrivati laddove \u00e0 custodito un bel pezzo di storia: qui hanno vissuto i &#8220;pezzi grossi&#8221; dell&#8217;Imperial Regio Governo Austro Ungarico. Una vera Reggia. Poi la storia lo ha trasformato ed ha assunto funzioni molto diverse. E ora risuonano ogni anno  le note della musica di Gustav Mahler.<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vOvXhyldUko&amp;list=RDvOvXhyldUko&amp;start_radio=1&amp;rv=vOvXhyldUko&amp;t=17\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vOvXhyldUko&amp;list=RDvOvXhyldUko&amp;start_radio=1&amp;rv=vOvXhyldUko&amp;t=17<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al maso rimaniamo praticamente mai. Sappiamo benissimo che il programma giornaliero non pu\u00f2 comprendere ascensioni impegnative. Le cime ci piace anche ammirarle da sotto. E poi la montagna non propone soltanto rocce e sentieri in verticale. Offre comodi sentieri tra i boschi, prati sterminati e verdeggianti e aria buona in quantit\u00e0. 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