{"id":1210,"date":"2017-12-28T21:32:35","date_gmt":"2017-12-28T20:32:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=1210"},"modified":"2017-12-28T21:34:07","modified_gmt":"2017-12-28T20:34:07","slug":"umarell-quasi-per-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?p=1210","title":{"rendered":"Umarell quasi per caso"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.archeobo.arti.beniculturali.it\/bo_ozzano_emilia\/images\/Mosaico_particolare.jpg\" alt=\"Particolare della decorazione policroma del mosaico con l'acanto e le volute fiorite\" width=\"500\" height=\"364\" border=\"0\" hspace=\"10\" vspace=\"10\" \/><\/p>\n<p>Ho preferito rinunciare all&#8217;autobus e rientrare a piedi.<\/p>\n<p>Da Ozzano dove ho\u00a0lasciato la Panda per un intervento meccanico dall&#8217;amico Sergio.<\/p>\n<p>Alla base della scelta c&#8217;\u00e8, come spesso mi accade, la voglia di camminare, ma non solo. Da qualche tempo la mia curiosit\u00e0 \u00e8 sollecitata dai nuovi scavi dell&#8217;antica <a href=\"https:\/\/percevalasnotizie.wordpress.com\/2016\/06\/10\/claterna\/\">Claterna<\/a> a lato della via Emilia, poco prima di Maggio. Non verso sud dove si possono ammirare i pavimenti a mosaico di una villa romana. \u00c8 verso nord dove gi\u00e0 nell&#8217;area della &#8220;domus del fabbro&#8221; ferve l&#8217;attivit\u00e0 di alcune ragazze intente a ri-costruire uno dei muri della casa. Archeologia sperimentale, mi dicono. Ma non \u00e8 l\u00ec che voglio curiosare. Vedo che ormai una vera\u00a0<i>cavedagna\u00a0<\/i>si inoltra verso est, al centro del campo di erba medica. Mi assicuro che non ci siano divieti e allungo il passo. Una lunga montagnola di terra nasconde alla vista la truppa di giovani intenti a scavare in questa nuova area.<\/p>\n<p>La <em>cavedagna\u00a0<\/em> \u00e8 ormai una traccia di sentiero che seguo con la curiosit\u00e0 dell&#8217;esploratore sulla soglia dell&#8217;obiettivo. Mi affaccio e mi soffermo un po&#8217; ad osservare. Ragazze e ragazzi intenti a scavare, spazzolare, osservare sotto gli occhi attenti di due &#8220;ispettori&#8221; della Sovrintendenza. Come\u00a0<em>Umarell\u00a0<\/em>sono alle prime armi e non mi sento di attaccare bottone. \u00c8 uno degli ispettori che mi vede e si avvicina. Sta a vedere che mi manda via. Invece no. Apre lui il dibattito che svolta subito sulla questione economica. La citt\u00e0 romana, il teatro, i ragazzi &#8230; Ci sarebbe bisogno di altre risorse. Faccio capire che Claterna non \u00e8 una novit\u00e0 per me e a quel punto devo qualificarmi: &#8211; Ci ho fatto il sindaco qui.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"Apple-web-attachment-container Apple-edge-to-edge-visual-media\" src=\"cid:3201AA5B-A09D-4108-BA07-95641379B72D@homenet.telecomitalia.it\" alt=\"IMG_9801.JPG\" name=\"IMG_9801.JPG\" \/><\/p>\n<p>&#8211; Ma allora conosce Maurizio! Non faccio in tempo ad annuire che gi\u00e0 lo chiama.<\/p>\n<p>Maurizio \u00e8 Maurizio Molinari, ispettore volontario della Sovrintendenza. Superfluo soffermarsi sui convenevoli tra due\u00a0persone che non si vedono da anni, ma che si stimano. Ci\u00f2 che conta sono quei dieci minuti a sentirlo raccontare di Claterna e vederla a poco a poco riapparire\u00a0e come rianimarsi. Gli occhi vedono pietre in fila, mentre le parole creano mura, porte, corridoi, gradoni, spalti che lentamente si popolano di pomposi\u00a0<em>cives\u00a0<\/em>claternati e del cicaleccio di eleganti matrone curiose in attesa di assistere all&#8217;esibizione &#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.archeobo.arti.beniculturali.it\/bo_ozzano_emilia\/images\/foto_aerea_edifici_pubblici.JPG\" alt=\"Foto aerea da cui risultano evidenti le tracce di edifici pubblici\" width=\"500\" height=\"333\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una commedia di Plauto? Un match fra due lottatori del posto?\u00a0<em>Circenses<\/em> offerti alla plebe dai\u00a0<em>dives\u00a0<\/em>della citt\u00e0?<\/p>\n<p>E va bene. Indubbiamente affascinante questo tuffo in un buio secolare appena rischiarato da questi primi affioramenti. Ma la scena \u00e8 viva. Ragazze e ragazzi veri, a piccoli gruppi, si prendono cura di questi oggetti che, nel loro sonno millenario, mai avrebbero immaginato di uscire dall&#8217;ombra fredda e rassicurante del sottosuolo, sentirsi accarezzati dal tocco morbido di dita umane, solleticati dalle setole di una spazzola che restituisce loro forma, colore, significato. Da venti secoli e pi\u00f9 non udivano suoni di parole scambiate in una lingua quasi indecifrabile. Ma a prestare attenzione si rendono conto a poco a poco che quelle voci parlano di loro, curiose di saperne di pi\u00f9, felici di scoprire, di tanto in tanto, una risposta. Eh, s\u00ec, parlano queste pietre!\u00a0 Raccontano storie e intrecciano un magico dialogo fra vite prima lontane, ora vicine e curiose &#8230;<\/p>\n<p>Altro che libro di storia!<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 paragone. La differenza fra esserci e sentirla raccontare. Poi, se il narratore \u00e8 bravo, se \u00e8 un affabulatore, potr\u00e0 farvela gustare come se foste stati l\u00ec, o forse, persino meglio, ma non potrete mai dire &#8220;io c&#8217;ero&#8221;.<\/p>\n<p>Fortunati questi ragazzi degli ultimi anni del Galvani cui tocca studiare cercando, toccando, scoprendo su questo campo di erba medica al limitare della via Emilia e vivere cos\u00ec l&#8217;avventura della scuola-lavoro.<\/p>\n<p>Mi allontano pensoso. Penso che torner\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho preferito rinunciare all&#8217;autobus e rientrare a piedi. Da Ozzano dove ho\u00a0lasciato la Panda per un intervento meccanico dall&#8217;amico Sergio. Alla base della scelta c&#8217;\u00e8, come spesso mi accade, la voglia di camminare, ma non solo. 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