{"id":5,"date":"2009-10-30T14:16:41","date_gmt":"2009-10-30T13:16:41","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzozacchiroli.clienti.smart.it\/?page_id=5"},"modified":"2009-11-22T00:51:52","modified_gmt":"2009-11-21T23:51:52","slug":"ghettel","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/?page_id=5","title":{"rendered":"Gh\u00e9ttel (Solletico)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gh\u00e9ttel, ovvero io in dialetto<\/strong><\/p>\n<p>Sono pochi a Bologna a non aver scritto \u201cZirudelle\u201d, o almeno a non averci provato. Anch\u2019io non sfuggo a questa regola. La tentazione di mettere in rima nel vernacolo materno e paterno i propri pensieri e le proprie emozioni \u00e8 davvero forte e si impone soprattutto nelle occasioni liete della vita, quando lo stimolo esibizionista si mescola alla possibilit\u00e0 di fare un omaggio gradito a qualcuno che si porter\u00e0 a casa, magari trascritta su carta pergamena, una storiella che ne immortala in un modo semplice, ma simpatico, le abitudini, i vizi, le virt\u00f9, insomma\u2026 le gesta.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Anch\u2019io provai questo desiderio dopo che un amico colto e caro, Mario Fanti, mi fece questo regalo nel giorno del mio matrimonio, suscitando meraviglia e grande ammirazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.partecipiamo.it\/carnevale\/Balanzone.htm\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/balanzone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-32\" title=\"Balanzone\" src=\"http:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/balanzone-168x300.jpg\" alt=\"Balanzone\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/balanzone-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.vincenzozacchiroli.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/balanzone.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Mario Fanti \u00e8 maestro in molti campi, non ultimo nella conoscenza dei segreti, spesso reconditi, di Bologna di cui conosce assai bene il dialetto nelle sue pieghe pi\u00f9 tradizionali e argute.<\/p>\n<p>Me lo ricordo quando a S. Antonio di Savena faceva i burattini la domenica pomeriggio per noi, un po\u2019 pi\u00f9 piccoli, in un teatrino stracolmo. Il divertimento era assicurato, perch\u00e9 Mario non era \u2013 e non \u00e8 &#8211; soltanto un ottimo lettore del dialetto, ma interpretava con grande perizia i personaggi classici di quella forma di teatro.<\/p>\n<p>Fagiolino, Sganapino, ma soprattutto il dottor Balanzone \u2013 Tanan\u00e4n Mingh\u00e9nna, buscar\u00e4ta, buzar\u00e4ta\u2026 &#8211; davano vita, nelle sue mani, a indimenticabili commedie e a farse esilaranti in virt\u00f9 delle quali molti della mia et\u00e0 hanno preso contatto con la cultura locale.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che anch\u2019io, qualche anno pi\u00f9 tardi, giovane maestro elementare, con l\u2019intenzione di contribuire a tramandare un patrimonio culturale a rischio di scomparsa, mi cimentai qualche volta a scuola, proponendo alcune commedie dei burattini ai bambini della mia e delle altrui classi, facendomi notare per essere capace di leggere il dialetto, abilit\u00e0 gi\u00e0 allora non comune. Dono che devo in gran parte ai miei genitori che tra loro lo parlavano correntemente.<\/p>\n<p>E in occasione di una festa in onore di tre colleghi che salutavano la combriccola per andarsene in pensione, studiai la sorpresa. Al termine dei festeggiamenti lessi il mio primo componimento. Rotto il ghiaccio \u00e8 fatta. In tanti mi chiesero poi di dedicarmi a celebrare qualche evento. Sempre nel privato finch\u00e8 in un tempo pi\u00f9 recente ho provato a dedicare qualche rima alle vicende politiche della nostra citt\u00e0 e oltre\u2026 Anche perch\u00e9 il teatrino, molte volte pi\u00f9 che commedie a lieto fine proponeva autentiche farse.<\/p>\n<p><strong>Fanno eccezione a questi componimenti alcuni tentativi pi\u00f9 seri<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019appetito vien mangiando\u2026 e qualche volta ho provato, spero senza banalizzare, contenuti troppo importanti per essere trattati con leggerezza, ad esprimere sentimenti legati ad esperienze passate e recenti della nostra storia. Temevo che il dialetto non si piegasse cos\u00ec bene ad esprimere il dolore, la tristezza\u2026 insomma quei sentimenti che non fanno ridere. Ho cercato allora di superare lo schema popolare della zirudella, recuperando qualche nozione di stile italiano, soprattutto di metrica, trasponendoli, spero correttamente, nel dialetto bolognese. La sorpresa, almeno per me, \u00e8 stata piacevole. Sul risultato non tocca a me giudicare. In ogni caso sono componimenti che vanno letti fin tanto che il ricordo degli avvenimenti non sfuma altrimenti non si coglie pi\u00f9 quel tanto di ironia che spesso traspare dai versi.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima notazione merita la grafia<\/strong><\/p>\n<p>Si sa che la discussione \u00e8 molto aperta. Io ho fatto una scelta di semplicit\u00e0 adottando quasi pienamente quella proposta da Daniele Vitali e Luigi Lepri nel Dizionario Italiano \u2013 Bolognese, Bolognese \u2013 Italiano edito da Vallardi nel 1999. Qualche volta ho semplificato ancora di pi\u00f9 non trovando i segni specifici sulla tastiera del computer, ma la lettura risulta, spero per tutti, ugualmente agevole.<\/p>\n<p>Ultimamente, poi, posso usare l&#8217;ultima edizione di lusso, consultabile anche senza occhiali, regalo graditissimo di cui riveler\u00f2 il nome solo su esplicita autorizzazione.<\/p>\n<p>Buona lettura a chi ne \u00e8 capace! Le troverete nella sezione <strong>&#8220;Ambizioni poetiche&#8221;<\/strong> E se qualcuno dovesse trovare qualche difficolt\u00e0 si faccia vivo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gh\u00e9ttel, ovvero io in dialetto Sono pochi a Bologna a non aver scritto \u201cZirudelle\u201d, o almeno a non averci provato. Anch\u2019io non sfuggo a questa regola. 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