Qui bisognerebbe trovare il tempo di mettere nero su bianco tutti i giorni… o forse …tacere.

Tacere non mi piace e non è neppure giusto, se si ritiene di partecipare.strizzacervelli

Stamattina, a caldo ho scritto quello che mi veniva di getto.
“Ho poco tempo, oggi, ma alcune cose devo dirle. Non sono d’accordo su alcuni esponenti “politici” che svelano il loro amore per l’Italia affermando che vogliono emigrare, o per sempre, o in vacanza … Non sono d’accordo con chi dopo aver demonizzato Renzi e chi veniva nei seggi delle primarie a votarlo senza essere riconosciuto dai capibastone, proclama che bisogna andare presto alle elezioni presentandolo come candidato … Non sono d’accordo con chi – perpetuando un atteggiamento esclusivo del nuovo – demonizza pregiudizialmente Grillo e i Grillini che comunque sono espressione di un elettorato che non è stato certamente alla finestra e ora dovrà assumersi la sua responsabilità … Non sono d’accordo sul silenzio tombale sugli astenuti ancora in aumento … Non sono d’accordo con chi dà sempre e solo la colpa agli altri delle disgrazie proprie… Beh, c’è di che riflettere !!!”
A qualche ora di distanza sono ancora d’accordo.
Qualcuno, provocatoriamente mi ha poi chiesto se c’era qualcosa su cui fossi d’accordo.
Appunto.
1-  sono d’accordo che non si abbandona la nave. Questo vuol dire che chi si è candidato – a qualsiasi livello – adesso non molla. Non molla dal ruolo per il quale si era candidato alle primarie e le ha vinte. E anche se le ha perse non molla ugualmente. Mi riferisco in primis al candidato alla presidenza del consiglio, a Bersani, cioè. E ai parlamentari del PD eletti alle apposite primarie. Mi verrebbe da fare eccezione per i catapultati o nominati in posizione eleggibile in nome di una legge elettorale che ad ogni piè sospinto diciamo che è una porcata. Quelli potrebbero dimettersi per coerenza. Questo doveva però succedere prima. Ora il lavacro elettorale ha sistemato tutto. Ma anche Bersani in nome della coerenza dovrebbe dimettersi da segretario del partito. Non ho detto da candidato premier. Quel ruolo se lo è guadagnato due volte, anzi, tre. Aprendo alle primarie, vincendo le primarie e “arrivando primo” col PD alle “seconsarie”. Il Bersani segretario del PD, però,  non ha reso un buon servizio al Bersani candidato premier. E allora – sarà anche paradossale – ma il Bersani candidato potrebbe anche chiedere al Bersani segretario di farsi da parte. Anche chi si è candidato alle primarie e non è stato eletto deve rimanere sulla nave e remare. Altrimenti viene spontaneo chiedergli “cosa ti sei candidato a fare?” Per rendere un servizio, vero? Ecco, bravo! E  adesso vai? Ti defili? Che figura! No, no, ora è il momento di dare il massimo … Da parte di tutti.
Anche facendosi da parte. Certo. Se finora hai sbagliato tutto o quasi … puoi andare… a riposarti un po’.
2 – Se ci fosse stato Renzi …
Bisogna convincersi che la storia non si fa coi se … E sono d’accordo con chi non si lascia trasportare da fantasie irrealizzate e irrealizzabili. Il renzismo è una patologia come tutti gli ismi. Una sindrome che coglie quelli che si entusiasmano per la persona del leader e adesso che, dopo aver movimentato il partito e i dintorni del partito, avendo gli elettori scelto l’altro, continua a fare il suo mestiere, si sentono orfani. Renzi ha “incarnato” una modalità nuova. Ora è la modalità che va portata avanti. La modalità è declinabile da parte di tutti praticando l’apertura, l’ascolto, il confronto delle idee, la valorizzazione della competenza, l’autonomia di giudizio, la trasparenza, la responsabilità. Roba che possiamo fare tutti, con Renzi o senza Renzi. Roba che può praticare anche Bersani e che Bersani deve pretendere dai suoi collaboratori e da tutta la classe dirigente del partito. A tutti i livelli. Quindi prima di tutto, via i leccaculi.
3 – Ecco, appunto, quelli che “adesso o appena si può, ci vuole Renzi”. Ragazzi, del senno di poi … son pieni i fossi … Per favore non siate patetici.
Certo che ci toccherà di fare un bel congresso… impegnativo. Adesso, però, aspetto tutti quelli che sono venuti a votare alle primarie provenendo dai dintorni del PD. Lo strumento del cambiamento è il congresso, ragazzi. Se c’è un momento per entrare, iscriversi al partito e incidere è proprio questo. Cosa state a fare sulla soglia. Avanti c’è posto. Per cambiare il partito bisogna entrare. Non ci sono altre strade. Qualcuno dice “prima vadano fuori chi finora ha sbagliato tutto e sta facendo pian piano morire il partito”. Rspondo: Se qualcuno non li spinge fuori, mica se ne vanno!
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Martedì mattina, conosciuti i risultati delle elezioni, a caldo, ho scritto quello che mi veniva di getto.

pollice verso“Ho poco tempo, oggi, ma alcune cose devo dirle. Non sono d’accordo su alcuni esponenti “politici” che svelano il loro amore per l’Italia affermando che vogliono emigrare, o per sempre, o andarsene in vacanza … Non sono d’accordo con chi dopo aver demonizzato Renzi e chi veniva nei seggi delle primarie a votarlo senza essere riconosciuto dai capibastone, proclama ora che bisogna andare presto alle elezioni, presentandolo come candidato … Non sono d’accordo con chi – perpetuando un atteggiamento esclusivo verso qualsiasi novità – demonizza pregiudizialmente Grillo e i Grillini che comunque sono espressione di un elettorato che non è stato certamente alla finestra e ora dovrà assumersi la sua responsabilità … Non sono d’accordo col silenzio tombale sugli astenuti ancora in aumento … Non sono d’accordo con chi dà sempre e solo la colpa agli altri delle disgrazie proprie… Beh, c’è di che riflettere !!!

A un paio di giorni di distanza sono ancora dello stesso parere.

Qualcuno, provocatoriamente, mi ha poi chiesto se c’era qualcosa su cui fossi d’accordo.

Rispondo.pollice su

Sono d’accordo con chi non abbandona la nave. Per me vuol dire che chi si è candidato – a qualsiasi livello – adesso non molla. Non molla dal ruolo per il quale si era candidato alle primarie e le ha vinte. E anche se le ha perse non molla ugualmente. Ribadisco: anche chi si è candidato alle primarie e non è stato eletto deve rimanere sulla nave e remare. Altrimenti viene spontaneo chiedergli “cosa ti sei candidato a fare?” Per rendere un servizio, vero? Ecco, bravo! E  adesso vai? Ti defili? Che figura! No, no, ora è il momento di dare il massimo … Da parte di tutti.

Qualcuno invece dovrebbe proprio togliere il disturbo.

Sono d’accordo con chi lo fa.

Chi? È presto detto.

Quelli che hanno impresso la direzione alla nave e l’hanno fatta incagliare. Hanno sbagliato. Spero solo che se ne siano resi conto e non pensino che in fondo non è successo nulla… Che “non abbiamo vinto, ma siamo arrivati primi” e quindi … va bene così. L’essere arrivati primi senza vincere ci da responsabilità in più e meno strumenti. Un bel casino! So anch’io che in autunno ci sarà il congresso e ora ci sono questioni importanti da affrontare, ma che si voglia o no … il congresso è già cominciato. Anche il candidato alla presidenza del consiglio deve pensarci. Sì, anche Bersani, in nome della coerenza, dovrebbe dimettersi da segretario del partito. E riposarsi un po’, astenendosi dalle inevitabili e defatiganti diatribe interne. Non ho detto da candidato premier. Quel ruolo se lo è guadagnato due volte, anzi, tre. Aprendo alle primarie, vincendo le primarie e “arrivando primo” col PD alle “secondarie”. Il Bersani segretario del PD, però,  non ha reso un buon servizio al Bersani candidato premier. E allora – sarà anche paradossale – ma il Bersani candidato potrebbe anche chiedere al Bersani segretario di farsi da parte anche in nome di una libertà d’azione che in questo momento il possibile “presidente incaricato” deve pretendere proprio dal partito.

E comunque sono d’accordo con la segreteria di Riccione che non ha esitato a fare, come si suol dire, un esemplare passo indietro.

Se ci fosse stato Renzi, dicono …

Bisogna convincersi che la storia non si fa coi se … E sono d’accordo con chi non si lascia trasportare da fantasie irrealizzate e irrealizzabili. Il renzismo è una patologia come tutti gli ismi. Una sindrome che coglie quelli che si entusiasmano sempre per la persona del leader del momento.  E adesso che, dopo aver movimentato il partito e i suoi dintorni, avendo gli elettori scelto l’altro, Renzi continua a fare il suo mestiere, si sentono orfani. Renzi non ha proposto se stesso e basta, ma ha “incarnato” una modalità nuova di rapporto con la politica. Ora è la modalità che va portata avanti. La modalità è declinabile da parte di tutti praticando l’apertura, l’ascolto, il confronto delle idee, la valorizzazione della competenza, l’autonomia di giudizio, la trasparenza, la responsabilità. Roba che possiamo fare tutti, con Renzi o senza Renzi. Roba che può praticare anche Bersani e che Bersani deve pretendere dai suoi collaboratori e da tutta la classe dirigente del partito. A tutti i livelli. Da quello nazionale ai circoli.

leccaculoQuindi prima di tutto, via i leccaculi di crcostanza e fuori tempo massimo, dai quali guardarsi sempre. Per fiutarne lapresenza consiglio la lettura di un libro molto interessante.

E a proposito di quelli che “adesso o appena si può, ci vuole Renzi”. Per favore non siate patetici.  Ragazzi, del senno di poi … son pieni i fossi e, in politica, chi arriva dopo la puzza è proprio negato.

Certo che ci toccherà di fare un bel congresso… impegnativo. Spero con regole decisamente inclusive. Adesso, però, aspetto tutti quelli che sono venuti a votare alle primarie provenendo dai dintorni del PD e anche da più in là. Lo strumento del cambiamento è il congresso. Se c’è un momento per entrare, iscriversi al partito e incidere è proprio questo. Cosa state a fare sulla soglia? A chi è già dentro e vuole rimanerci il compito di spalancare la porta. Avanti! C’è posto. Per cambiare il partito bisogna entrare. Non ci sono altre strade. Qualcuno dice “prima molli la presa chi finora ha sbagliato tutto e sta facendo pian piano morire il partito”. Rspondo: Se qualcuno non li spinge un po’ in là, mica si spostano!

(continua)

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